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Golgi contro Cajal: il Nobel del 1906 condiviso da due rivali che si davano torto

Premiati insieme per gli stessi studi sul sistema nervoso, salirono sul palco di Stoccolma per contraddirsi.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Ritratto di Santiago Ramón y Cajal dipinto da Joaquín Sorolla nel 1906
Ritratto di Santiago Ramón y Cajal dipinto da Joaquín Sorolla nel 1906

È una delle scene più paradossali nella storia della scienza. Stoccolma, dicembre 1906: due scienziati salgono sul palco per ricevere lo stesso Premio Nobel per la Medicina, assegnato per i loro studi sulla struttura del sistema nervoso. Ma invece di celebrare un risultato comune, ciascuno tiene un discorso per smontare le idee dell'altro. I due sono l'italiano Camillo Golgi e lo spagnolo Santiago Ramón y Cajal, e la loro rivalità avrebbe segnato la nascita delle neuroscienze moderne.

La scoperta che cambiò tutto: la reazione nera

Per capire la disputa bisogna partire da un'invenzione geniale. Nel 1873, lavorando quasi di nascosto in una cucina trasformata in laboratorio nell'ospedale di Abbiategrasso, Golgi mise a punto un metodo rivoluzionario per colorare il tessuto nervoso: la reazione nera (in italiano spesso chiamata anche "reazione di Golgi"). Immergendo il tessuto in sali d'argento, solo poche cellule si tingevano di nero su sfondo chiaro, rivelandone per la prima volta la forma completa, con tutte le ramificazioni.

Era come accendere una luce nel buio. Fino ad allora il groviglio del cervello era impenetrabile al microscopio; ora i singoli elementi nervosi diventavano visibili in ogni dettaglio. Per questa e altre scoperte, ricorda la voce dedicata dalla Treccani al grande scienziato pavese, Golgi è considerato uno dei padri dell'istologia del sistema nervoso. A lui si deve anche, nel 1898, la descrizione dell'organello cellulare che ancora oggi porta il suo nome: l'apparato di Golgi.

Cajal e la dottrina del neurone

Ironia della sorte, fu un altro a sfruttare al meglio lo strumento di Golgi. Santiago Ramón y Cajal, istologo spagnolo, perfezionò la reazione nera e la applicò con straordinaria pazienza e talento artistico, producendo migliaia di disegni del tessuto nervoso di animali diversi. Osservazione dopo osservazione, giunse a una conclusione netta: il sistema nervoso non è una rete continua, ma è formato da cellule distinte e separate, i neuroni, che comunicano tra loro per contatto senza fondersi.

Questa idea, nota come dottrina del neurone, è il fondamento di tutta la neurobiologia successiva. Cajal intuì inoltre il senso in cui l'informazione viaggia all'interno della cellula nervosa, dai prolungamenti che ricevono i segnali fino all'assone che li trasmette. La Encyclopædia Britannica lo descrive come il fondatore della moderna neuroscienza.

Ritratto fotografico del medico e scienziato italiano Camillo Golgi
Camillo Golgi, inventore della reazione nera e sostenitore della teoria reticolare. Credit: Wikimedia Commons (pubblico dominio)

Due teorie inconciliabili

Il problema è che Golgi non era affatto d'accordo. Pur avendo creato lo strumento che permise a Cajal le sue scoperte, l'italiano restò convinto della teoria reticolare: secondo lui le fibre nervose formavano una rete continua e interconnessa, una sorta di tessuto unico. Per Cajal, invece, le cellule erano unità indipendenti. Due visioni opposte dello stesso oggetto, sostenute con eguale fermezza.

Quando l'Accademia svedese decise di assegnare a entrambi il Nobel del 1906, riconoscendo i meriti di ciascuno, mise di fatto sullo stesso palco due avversari. Nella sua conferenza ufficiale, Golgi difese con forza la teoria reticolare, criticando apertamente la dottrina del neurone; Cajal, nel proprio intervento, ribadì le sue conclusioni. Fu un momento di imbarazzo memorabile, ma anche la fotografia perfetta di come la scienza progredisca attraverso il conflitto delle idee.

Chi aveva ragione

La storia ha dato ragione a Cajal. Con l'avvento del microscopio elettronico, a metà Novecento, divenne possibile osservare direttamente lo spazio che separa un neurone dall'altro, la sinapsi, confermando che le cellule nervose sono effettivamente distinte. La teoria reticolare di Golgi venne abbandonata. Eppure sarebbe ingiusto ricordare l'italiano come il "perdente" della contesa: senza la sua reazione nera, Cajal non avrebbe mai potuto vedere ciò che vide. Lo stesso scienziato spagnolo riconobbe il valore fondamentale di quel metodo.

La vicenda di Golgi e Cajal è diventata un caso classico nei corsi di storia della scienza, perché mostra una verità spesso dimenticata: il progresso non nasce dall'accordo, ma dal confronto rigoroso tra ipotesi rivali. Due uomini che non si sopportavano, premiati insieme per scoperte che interpretavano in modo opposto, hanno gettato insieme le fondamenta di tutto ciò che oggi sappiamo sul cervello. E ogni volta che un manuale parla di neuroni e sinapsi, in fondo, sta dando ragione a uno e usando lo strumento dell'altro.

Un'eredità che arriva fino a oggi

La rivalità tra Golgi e Cajal non si è esaurita con le loro vite: le sue conseguenze attraversano tutta la neuroscienza moderna. La reazione nera ideata da Golgi, pur con varianti e perfezionamenti, è rimasta per oltre un secolo uno strumento prezioso per studiare la forma delle cellule nervose, e versioni aggiornate del metodo sono utilizzate ancora oggi nei laboratori. Lo strumento del "perdente" della contesa, insomma, continua a servire la ricerca.

Quanto a Cajal, i suoi straordinari disegni del tessuto nervoso sono considerati capolavori a metà tra scienza e arte, esposti in mostre in tutto il mondo. La sua dottrina del neurone, confermata definitivamente dal microscopio elettronico a metà Novecento, è il fondamento su cui si basa la connettomica, la disciplina che oggi cerca di mappare l'intera rete delle connessioni cerebrali, dalle singole sinapsi fino all'architettura globale del cervello.

La loro storia è diventata un classico esempio didattico anche per un altro motivo: mostra che il progresso scientifico raramente è frutto dell'accordo immediato. Idee opposte, sostenute con rigore e messe alla prova dai fatti, possono convivere a lungo prima che l'evidenza decida. Golgi e Cajal, premiati insieme pur dandosi torto a vicenda, restano l'immagine perfetta di una scienza che avanza attraverso il confronto, non malgrado il conflitto ma proprio grazie a esso.

Fonti e approfondimenti

Il riconoscimento condiviso è documentato dal sito ufficiale del Premio Nobel; per le biografie si vedano la voce Camillo Golgi della Treccani, la scheda di Santiago Ramón y Cajal della Britannica e la voce enciclopedica su Camillo Golgi.

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