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Witold Pilecki: l'ufficiale polacco che si fece arrestare per entrare ad Auschwitz

Per quasi tre anni un militare della resistenza visse nel campo per documentare lo sterminio e organizzare la rivolta

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Filo spinato di un campo di concentramento storico contro un cielo plumbeo (Foto: Pexels / Markus Winkler)
Filo spinato di un campo di concentramento storico contro un cielo plumbeo (Foto: Pexels / Markus Winkler)

Il 19 settembre 1940, in via Felinski a Varsavia, un uomo si fece arrestare deliberatamente durante una retata della Gestapo. Aveva 39 anni, era un capitano della cavalleria polacca, marito e padre di due bambini. Si chiamava Witold Pilecki ed era diventato volontariamente uno dei tasselli più sorprendenti della Resistenza europea: il primo agente segreto a entrare di propria iniziativa in Auschwitz, con la missione di documentare ciò che vi accadeva e di organizzare lì dentro una rete clandestina.

Un soldato che divenne resistente

Pilecki era nato nel 1901 a Olonec, allora impero russo. Cresciuto in una famiglia patriottica polacca, aveva combattuto da adolescente nella guerra contro i bolscevichi del 1920 e si era poi dedicato alla gestione della tenuta familiare. Quando, nel settembre 1939, l'invasione tedesca e sovietica spezzò la Polonia, partecipò alla difesa di Varsavia e poi entrò in clandestinità con il Tajna Armia Polska, l'"Esercito Segreto Polacco".

Nel 1940 i nazisti aprirono il campo di Auschwitz. La Resistenza polacca aveva voci frammentarie di cosa accadesse oltre i recinti. Servivano informazioni dirette. Pilecki si offrì volontario.

Sotto falso nome dentro il lager

Munito di documenti falsi a nome Tomasz Serafinski, lasciò che la Gestapo lo prendesse in un rastrellamento nel quartiere di Żoliborz. Dopo due giorni a Pawiak, fu deportato il 22 settembre 1940 ad Auschwitz con il trasporto numero 1218: gli fu tatuato sul braccio il numero 4859.

All'inizio di settembre 1940 il campo non era ancora il sistema industriale di sterminio che diventerà nel 1942. Era già, però, un universo di fame, malattia e violenza in cui la mortalità mensile sfiorava il 20%. Pilecki, ufficiale colto e disciplinato, sopravvisse a tre tifo, almeno due polmoniti e una nota di Gestapo che lo voleva trasferire alle SS interne.

L'organizzazione ZOW e le "cinque"

Già dopo poche settimane Pilecki cominciò a costruire una rete clandestina chiamata ZOW (Związek Organizacji Wojskowej, Unione delle Organizzazioni Militari). La struttura era a piramide rovesciata, articolata in cellule di cinque persone (piątki), ognuna delle quali conosceva solo i propri membri e il responsabile superiore. In pochi mesi crebbe a centinaia di prigionieri, tra cui medici, infermieri, ufficiali e perfino alcuni Kapo cooperativi.

Lo scopo era triplice: aumentare il morale dei prigionieri distribuendo cibo e medicine recuperati dai pacchi e dai magazzini, raccogliere e far uscire informazioni, preparare un'eventuale insurrezione armata che doveva esplodere in coordinamento con un attacco esterno della Armia Krajowa.

Edifici dell'ex campo di concentramento di Auschwitz visti dall'esterno
Il complesso di Auschwitz, riconvertito a memoriale, conserva le tracce dell'universo che Pilecki documentò dall'interno. Foto: Pexels / Mateusz Feliksik

I rapporti che arrivarono a Londra

Le informazioni viaggiavano grazie ai prigionieri rilasciati o fuggiti, ai magazzinieri civili polacchi e a una piccola radio costruita dentro il campo. Pilecki stesso redasse in segreto rapporti dettagliati, oggi noti come "Rapporti Witold", che attraverso la rete della Armia Krajowa giunsero a Varsavia e poi a Londra.

I rapporti descrivevano i numeri dei trasporti, le selezioni, le prime camere a gas in funzione dal 1941. Il governo polacco in esilio li trasmise agli Alleati. Né Winston Churchill né l'amministrazione Roosevelt presero misure militari significative contro le linee ferroviarie di Auschwitz. È una delle pagine più dolorose del XX secolo.

La fuga del 1943

Nella primavera del 1943 Pilecki capì che l'insurrezione non sarebbe stata appoggiata dall'esterno e che la sua identità rischiava di essere scoperta. Nella notte fra il 26 e il 27 aprile 1943, dopo essersi fatto trasferire al panificio del campo, fuggì insieme a due compagni — Jan Redzej e Edward Ciesielski — sfondando una porta laterale e percorrendo a piedi oltre 100 km fino a un rifugio sicuro.

Quando rientrò in clandestinità a Varsavia consegnò ai vertici della Resistenza un memoriale di centinaia di pagine. Avrebbe partecipato all'insurrezione di Varsavia del 1944, sopravvivendo alla deportazione finale nello Stalag VIII.

Il processo del 1947 e l'oblio

Dopo la guerra, deluso dal nuovo regime comunista insediatosi a Varsavia, Pilecki accettò una missione di intelligence per il governo polacco in esilio a Londra. Fu arrestato dal MBP, il servizio segreto comunista, l'8 maggio 1947. Sottoposto a sei mesi di torture, fu processato per spionaggio e condannato a morte. Fu giustiziato con un colpo alla nuca il 25 maggio 1948 nella prigione di Mokotów. La sua tomba non è mai stata identificata.

Per tutta l'epoca comunista la sua figura fu cancellata dai libri di scuola polacchi. Solo nel 1990 fu riabilitato; nel 2006 è stato insignito dell'Ordine dell'Aquila Bianca; nel 2013 il suo "Rapporto Witold" è stato pubblicato integralmente in inglese da Penguin con il titolo The Auschwitz Volunteer.

Domande frequenti

Quanto rimase Pilecki ad Auschwitz?

Esattamente 947 giorni, dal 22 settembre 1940 al 27 aprile 1943. Per tutto questo tempo si finse un comune prigioniero politico.

Gli Alleati sapevano davvero dello sterminio?

Sì. I rapporti di Pilecki, integrati con quelli di Jan Karski e di altri testimoni, raggiunsero Londra e Washington tra il 1941 e il 1943. La scelta di non bombardare le linee ferroviarie del campo resta oggetto di studio storico.

Si può visitare un memoriale a Pilecki?

A Cracovia esiste dal 2008 un piccolo museo a lui dedicato. Una statua si trova in Plac Bankowy a Varsavia. Anche al Museo di Auschwitz-Birkenau una sala espositiva ricorda il suo nome.

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