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Diavolo della Tasmania: il marsupiale che sta evolvendo in tempo reale contro il suo cancro trasmissibile

Il DFTD ha ucciso l'80% della popolazione. In meno di trenta anni la specie sta sviluppando varianti genetiche di resistenza: una rara evoluzione osservata in diretta.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Diavolo della Tasmania ripreso su rocce in habitat naturale
Diavolo della Tasmania ripreso su rocce in habitat naturale

Il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii) è il più grande marsupiale carnivoro vivente: ringhia, urla, vive da spazzino notturno nei boschi della Tasmania, l'isola australiana che è la sua unica casa rimasta dopo l'estinzione sulla terraferma. Da trent'anni convive con una minaccia rarissima nel regno animale: un cancro trasmissibile, un tumore che si propaga come se fosse un virus, da un individuo all'altro tramite il morso. Si chiama DFTD (Devil Facial Tumour Disease) e ha cancellato l'80% della popolazione. Eppure la specie non si sta estinguendo. Sta cambiando.

Un tumore che è anche un parassita

Il DFTD non è un'infezione: è un clone delle cellule di un singolo individuo, una femmina ammalata nel nord-est dell'isola tra gli anni Ottanta e Novanta. Quando due diavoli si mordono — cosa frequente, durante l'accoppiamento o per dispute sul cibo — frammenti di tessuto tumorale passano da uno all'altro e attecchiscono come trapianti. Dato che il sistema immunitario dei marsupiali tasmaniani è geneticamente molto omogeneo (per il collo di bottiglia genetico subito dalla popolazione), le cellule tumorali estranee non vengono riconosciute come non self e proliferano.

Il primo caso è stato segnalato nel 1996 dal fotografo naturalista Christo Baars. Da allora la malattia si è espansa a quasi tutto il territorio dell'isola. Una seconda variante, DFT2, è stata scoperta nel 2014: è geneticamente distinta dalla prima ed è apparsa indipendentemente, come ricorda la voce enciclopedica.

Diavolo della Tasmania nel suo habitat naturale
Il diavolo della Tasmania pesa fino a 12 kg e ha la mascella più potente in rapporto alla taglia di qualsiasi mammifero terrestre. Foto: Pexels / Chen Te

L'evoluzione in tempo reale

Quando una malattia uccide l'80% di una popolazione in pochi decenni, la pressione selettiva è enorme: sopravvivono solo gli individui che, per puro caso genetico, hanno difese più efficaci. Nel 2016 il team di Andrew Storfer della Washington State University ha pubblicato su Nature Communications uno studio fondamentale in cui ha sequenziato campioni di DNA raccolti prima e dopo l'arrivo del DFTD in tre regioni dell'isola: in soli 4-6 generazioni (12-15 anni) la frequenza di sette varianti genetiche legate alla risposta immunitaria è cambiata in modo statisticamente significativo.

Tradotto: i diavoli stanno evolvendo davanti ai nostri occhi. Tre dei geni sotto selezione sono noti nei mammiferi per il loro ruolo nella sorveglianza immunitaria dei tumori. Studi successivi del 2018 e una ricerca del 2025 su Evolution hanno confermato l'identificazione di 97 firme di selezione attiva associate al DFTD e mostrano che alcuni esemplari riescono ad avere remissioni spontanee del tumore.

Cosa sta funzionando per la conservazione

  • Maria Island: un'isola al largo della costa orientale dichiarata santuario libero da DFTD nel 2012. Ospita una colonia «assicurativa» di circa 100 individui sani.
  • Programma Save the Tasmanian Devil: gestione di un insurance population di oltre 700 esemplari in zoo e parchi australiani.
  • Re-introduzione sul continente australiano: nel 2020, 26 diavoli sono stati liberati nel Barrington Tops in NSW dopo 3.000 anni di assenza, come iniziativa di Aussie Ark.
  • Vaccino sperimentale: sviluppato dall'università di Tasmania, testato su 33 individui rilasciati nel 2016. Risultati misti.

Una rara finestra evolutiva

Casi documentati di evoluzione misurabile in tempi così brevi sono rarissimi. I pinzimonti di Darwin nelle Galápagos, le falene punteggiate di Manchester durante la rivoluzione industriale, e ora i diavoli della Tasmania. Il caso è particolarmente interessante perché coinvolge contemporaneamente l'evoluzione del «parassita» (il tumore stesso muta e si diversifica in ceppi) e quella dell'ospite, in una corsa agli armamenti coevolutiva. Il bilancio dopo due decenni mostra che alcune popolazioni si stanno stabilizzando attorno a una nuova densità più bassa, ma stabile, con il tumore in regime endemico.

Domande frequenti

Il DFTD può infettare l'uomo?

No. Le cellule tumorali del DFTD non attecchiscono su altre specie: sono adattate al sistema immunitario dei marsupiali tasmaniani.

Esistono altri cancri trasmissibili in natura?

Sì, almeno due conferme: il CTVT del cane (Canine Transmissible Venereal Tumor, antichissimo, sequenziato da Murchison) e diversi tumori nelle cozze (BTN). I diavoli sono però l'unico mammifero con due cancri trasmissibili in atto contemporaneamente.

Si può vedere un diavolo in cattività in Europa?

Pochissimi esemplari sono ospitati al di fuori dell'Australia per ragioni di conservazione. Il Copenhagen Zoo è l'unico in Europa ad averne avuti negli ultimi anni, nell'ambito di un protocollo internazionale.

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