Animali
Orche di Gibilterra: perché un branco di 15 individui prende a testate le barche da cinque anni
Da maggio 2020 sono state registrate quasi 700 interazioni. È una popolazione di soli 50 esemplari, in pericolo critico, che sta inventando una cultura tutta sua.

Maggio 2020. Un veliero spagnolo sta attraversando lo Stretto di Gibilterra. Tre orche si avvicinano, una colpisce ripetutamente il timone, la barca perde il controllo. È il primo evento di una serie diventata, in cinque anni, un caso scientifico. Le orche iberiche hanno cominciato a interagire violentemente con i piccoli yacht a vela in modo sistematico, finora senza spiegazione completa. Per i marinai sono diventate la "squadra di Gladis". Per i biologi, un esperimento naturale di trasmissione culturale tra cetacei.
Una popolazione fragilissima
L'orca atlantica iberica (Orcinus orca, sottopopolazione) vive fra le coste del Portogallo e del nord del Marocco. È geneticamente isolata dalle altre popolazioni atlantiche da almeno qualche migliaio di anni. La IUCN la considera in pericolo critico: la stima più recente parla di soli 50 individui ancora in vita, organizzati in tre nuclei familiari.
La loro dieta principale è il tonno rosso (Thunnus thynnus). Lo intercettano lungo le rotte migratorie nello Stretto di Gibilterra in primavera e autunno. Quando il tonno scarseggia, le orche soffrono: uno studio pubblicato su Scientific Reports ha mostrato che la sopravvivenza dei piccoli si è ridotta negli anni in cui la pesca commerciale ha aumentato il prelievo di tonno nel Mediterraneo.
Cosa è successo dal 2020
Il GT Orca Atlántica (GTOA), ente di ricerca portoghese-spagnolo che monitora la popolazione, ha aperto un database pubblico delle interazioni. Sul sito ufficiale del GTOA sono registrate, da maggio 2020 a oggi, quasi 700 interazioni, di cui circa 60 con barche affondate dopo aver perso il timone o aver imbarcato acqua. La gran parte degli episodi avviene fra primavera ed estate, nello Stretto e lungo la costa atlantica del Portogallo.
Le interazioni hanno tutte uno schema simile: due o tre orche si avvicinano da poppa, colpiscono ripetutamente la pala del timone, smettono dopo che la barca rallenta o si ferma. Non risultano attacchi a persone in acqua. Nei video più documentati si vedono individui giovani sotto i 6 metri partecipare con maggiore intensità degli adulti.

Tre ipotesi sul perché lo facciano
Il comportamento è entrato nei manuali di etologia con il termine inglese boat interactions. Le ipotesi principali sono tre, non mutualmente esclusive:
- Trauma e "vendetta": una matriarca soprannominata White Gladis avrebbe vissuto un incidente con un'elica (ferita o intrappolata) e avrebbe iniziato a colpire le imbarcazioni in risposta difensiva. I giovani avrebbero imitato. È l'ipotesi più diffusa dai media e citata anche da Euronews.
- Moda culturale: i giovani orche si sarebbero inventati un gioco - colpire i timoni, oggetti che vibrano e si muovono - e l'avrebbero trasmesso al gruppo. Le orche hanno una documentata capacità di adottare "mode" effimere: nel 1987 a Puget Sound un branco prese a portare salmoni morti sulla testa per qualche settimana.
- Pressione alimentare: la riduzione della pesca legale ha spinto le orche a un comportamento di "ispezione" delle barche, alcune delle quali sono pescherecci. La International Whaling Commission ha pubblicato nel 2024 una valutazione che non esclude nessuna delle tre cause.
Nel 2025 due studi indipendenti, riassunti da National Geographic, hanno suggerito che la spiegazione più probabile sia un mix delle ultime due: gioco culturale autosostenuto. La "vendetta" non sembra plausibile dato che, in nessun caso, le orche hanno attaccato esseri umani.
Come reagire (e cosa non fare)
Le autorità spagnole e portoghesi hanno stilato indicazioni precise per i diportisti. Salvamento Marítimo raccomanda:
- Spegnere il motore e mollare le scotte.
- Allontanarsi dal timone per evitare contraccolpi.
- Chiamare il canale 16 VHF per segnalare la posizione al GTOA.
- Non urlare, non colpire l'acqua, non lanciare oggetti. Le orche si annoiano e se ne vanno entro 15-45 minuti.
La pratica di "sparare petardi in acqua" diffusa fra alcuni armatori non solo non funziona, ma è illegale, perché aggredisce una specie protetta. Il Portogallo ha vietato dal 2024 di avvicinarsi a meno di 500 metri da branchi noti.
Cosa rischiamo di perdere
Con appena 50 individui, basterebbero pochi incidenti per estinguere la popolazione iberica. La diffusione del comportamento ha già causato qualche risposta violenta di pescatori, e i biologi temono ritorsioni nascoste. Il caso, scrive il GTOA nel suo rapporto annuale, è un test della nostra capacità di convivere con una specie intelligente che sta imparando sotto i nostri occhi.
Le orche di Gibilterra sono diventate, loro malgrado, una delle storie di etologia più seguite del decennio. Da una parte ci insegnano qualcosa di nuovo sulla trasmissione culturale tra cetacei. Dall'altra ci ricordano che, anche quando ci sembra che gli animali "reagiscano" alle nostre invasioni, in realtà stanno semplicemente inventando un mondo che non avevano mai abitato: uno dove ogni 30 secondi passa una chiglia di carbonio.
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