Curiosità
Mar Morto: perché si galleggia nel punto più basso della Terra
Salato dieci volte più dell'oceano, il lago tra Israele e Giordania è la terraferma più bassa del pianeta e si sta ritirando di un metro all'anno.

C'è un luogo sulla Terra dove non puoi affondare nemmeno se vuoi, dove non nuota nessun pesce e dove il terreno è più basso che in qualsiasi altro punto emerso del pianeta. È il Mar Morto, il lago salato incastonato tra Israele, Giordania e Cisgiordania. Le sue acque, dense come un olio minerale, segnano il punto più basso della superficie terrestre, e ogni anno questo record si aggiorna: il Mar Morto si sta lentamente ritirando.
Il punto più basso del pianeta
Nel 2025 la superficie del Mar Morto si trovava a circa 440 metri sotto il livello del mare, una quota che lo rende la terraferma più bassa del mondo. Non è un mare, ma un lago endoreico: il fiume Giordano vi riversa le sue acque, ma da qui nessun corso d'acqua esce. L'unica via d'uscita è l'evaporazione, intensissima sotto il sole rovente del deserto. Acqua che entra carica di sali, acqua che esce solo come vapore lasciandosi dietro i minerali: è la ricetta perfetta per un lago iper-salato, come spiega la voce della Enciclopedia Britannica.
Perché si galleggia (e non si annega)
La salinità del Mar Morto raggiunge circa il 34%, quasi dieci volte quella degli oceani. Tutto quel sale disciolto rende l'acqua molto più densa: la spinta di Archimede, la forza che spinge verso l'alto i corpi immersi, è così intensa da farci galleggiare senza alcuno sforzo. È quasi impossibile nuotare normalmente; i bagnanti restano distesi in superficie come tappi di sughero. Attenzione però: ingerire quell'acqua o farla entrare negli occhi è doloroso e pericoloso, e annegare resta possibile se ci si capovolge.
Un mare senza vita (quasi)
Il nome "Mar Morto" non è una metafora: in quelle acque nessun pesce e nessuna pianta possono sopravvivere. La concentrazione di sale è letale per quasi ogni organismo. "Quasi", perché il lago non è del tutto sterile: vi prosperano microrganismi estremofili, soprattutto archeobatteri amanti del sale e alghe microscopiche, che in certe condizioni possono perfino tingere di rosso le acque. La vita, anche qui, trova una via.
Un gigante che sta morendo davvero
La vera emergenza è che il Mar Morto si sta prosciugando. Dal completamento, nel 1964, del National Water Carrier che devia gran parte delle acque del fiume Giordano per usi agricoli e civili, il lago ha smesso di ricevere abbastanza acqua per compensare l'evaporazione. Il livello scende di circa un metro all'anno e la superficie si è ridotta di oltre un terzo rispetto a un secolo fa.
Il ritiro delle acque ha innescato un fenomeno spettacolare e distruttivo: lungo le rive si sono aperte oltre 6.000 voragini (i cosiddetti sinkholes), alcune profonde più di dieci metri. Si formano perché l'acqua dolce sotterranea, non più contrastata dal lago, scioglie gli antichi strati di sale creando cavità che poi collassano improvvisamente, inghiottendo strade, palmeti e stabilimenti turistici. Il problema, e i contestati progetti per risolverlo come un canale dal Mar Rosso, sono stati analizzati da una inchiesta della rivista Science.
Un patrimonio fragile
Fin dall'antichità il Mar Morto è stato fonte di sali, minerali e fanghi usati a scopo terapeutico e cosmetico, ed è citato in testi storici come quelli di Erodoto e nella Bibbia. Oggi resta una meta affascinante, ma il suo futuro è incerto: senza un riequilibrio degli apporti d'acqua, il lago più basso, salato e denso del mondo è destinato a rimpicciolirsi ancora. Per saperne di più, la voce enciclopedica sul Mar Morto raccoglie dati aggiornati su questo straordinario laboratorio naturale a 440 metri sottoterra.
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