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Mapplethorpe all'Ara Pacis di Roma: «Le forme della bellezza»
Fino al 4 ottobre 2026 il Museo dell'Ara Pacis ospita 200 scatti del grande fotografo americano, in dialogo con la perfezione classica dell'altare di Augusto.

Fino al 4 ottobre 2026 il Museo dell'Ara Pacis di Roma ospita una delle mostre fotografiche più attese dell'anno: «Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza». Una grande retrospettiva, con circa duecento scatti, dedicata a uno dei fotografi più influenti e discussi del Novecento, allestita in un dialogo perfetto tra l'estetica classica dell'altare augusteo e la ricerca della perfezione formale che ha segnato l'intera opera dell'artista americano.
Chi era Robert Mapplethorpe
Nato a New York nel 1946 e scomparso prematuramente nel 1989, Robert Mapplethorpe è considerato un maestro assoluto del bianco e nero. La sua fotografia, rigorosissima nella composizione e nell'uso della luce, trasforma ogni soggetto — un fiore, un volto, un corpo nudo — in una scultura. Calle e orchidee, ritratti di artisti e celebrità, autoritratti e studi del corpo umano: tutto, nel suo obiettivo, tende a una idea di bellezza come perfezione assoluta, geometrica, quasi marmorea.
La sua carriera fu accompagnata da forti polemiche. La mostra The Perfect Moment, nel 1989-1990, divenne negli Stati Uniti il centro di un acceso dibattito sulla libertà artistica e sulla censura, culminato in un processo per oscenità a Cincinnati che si concluse con l'assoluzione del museo. Quella vicenda trasformò Mapplethorpe in un simbolo della battaglia per l'autonomia dell'arte e contribuì a ridefinire i confini di ciò che la fotografia può mostrare. Oggi la sua eredità è custodita dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York, che ha collaborato all'esposizione romana.
La sua vita è inseparabile da quella della cantante e poetessa Patti Smith, sua compagna e amica per tutta l'esistenza: il memoir di lei, Just Kids, premiato con il National Book Award, racconta gli anni della loro giovinezza newyorkese e resta una delle più belle testimonianze sulla nascita di un artista. Molti dei ritratti che Mapplethorpe le dedicò sono tra le immagini più iconiche del Novecento.
Perché proprio all'Ara Pacis
La scelta della sede non è casuale. L'Ara Pacis Augustae, l'altare dedicato alla Pace voluto dall'imperatore Augusto e consacrato nel 9 a.C., è uno dei capolavori della scultura romana, celebre per l'armonia e l'equilibrio dei suoi rilievi. Mettere a confronto questa perfezione antica con gli scatti di Mapplethorpe significa rendere evidente quanto la sua ricerca affondi le radici nella tradizione classica: la stessa attenzione alla proporzione, alla simmetria, alla nobiltà della forma. La mostra, curata da Denis Curti, costruisce così un percorso che lega duemila anni di storia dell'immagine.
Il percorso della mostra
Le circa duecento opere in mostra ripercorrono tutti i temi cari all'artista: la sequenza dei fiori, in cui ogni petalo diventa pura architettura di luce e ombra; i ritratti, capaci di restituire la personalità del soggetto con pochi elementi essenziali; gli studi sul corpo, trattati con lo stesso sguardo con cui un antico scultore avrebbe modellato il marmo. Il bianco e nero, lavorato da Mapplethorpe con maniacale precisione tecnica, diventa il linguaggio ideale per sospendere il tempo e isolare la forma dal contesto.
Il titolo stesso della rassegna, «Le forme della bellezza», indica la chiave di lettura proposta dai curatori: non l'aspetto provocatorio per cui l'artista fu spesso ricordato dalla cronaca, ma la sua ossessione per la composizione perfetta. Mapplethorpe amava ripetere di voler fotografare un fiore come se fosse un nudo e un nudo come se fosse una scultura: la stessa tensione verso l'ideale che, ventuno secoli prima, animava gli scultori dell'altare augusteo. Allestire i suoi scatti accanto ai marmi dell'Ara Pacis significa rendere visibile, fisicamente, questa continuità tra antico e contemporaneo.
L'esposizione è promossa da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con Marsilio Arte e Zètema Progetto Cultura, in collaborazione con la fondazione dell'artista. Per chi ama la fotografia, è un'occasione rara di vedere riuniti in Italia tanti capolavori provenienti dagli archivi originali. Tutti i dettagli aggiornati sono disponibili sulla pagina ufficiale della mostra sul sito del Museo dell'Ara Pacis.
Informazioni pratiche
- Titolo: «Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza»
- Sede: Museo dell'Ara Pacis, Via di Ripetta 180, Roma (Lungotevere in Augusta)
- Date: dal 29 maggio al 4 ottobre 2026
- Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle 18.30)
- Curatore: Denis Curti
- Biglietti e prenotazioni: informazioni e tariffe aggiornate sul sito ufficiale e al numero 060608
- Sito ufficiale: arapacis.it e la scheda di Roma Capitale
Una visita consigliata non solo agli appassionati di fotografia, ma a chiunque voglia interrogarsi su che cosa significhi «bellezza»: un concetto che, dall'antica Roma di Augusto fino alla New York di Mapplethorpe, continua a cercare la stessa, inafferrabile perfezione della forma.
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