
Vasilij Archipov: l'uomo che disse no alla guerra nucleare
Il 27 ottobre 1962 l'ufficiale sovietico Vasilij Archipov rifiutò di lanciare un siluro nucleare dal sottomarino B-59, evitando la guerra atomica. La sua storia.
Tag
7 articoli

Il 27 ottobre 1962 l'ufficiale sovietico Vasilij Archipov rifiutò di lanciare un siluro nucleare dal sottomarino B-59, evitando la guerra atomica. La sua storia.

Il 26 settembre 1983 i computer sovietici segnalarono missili americani in arrivo. Stanislav Petrov, ufficiale di turno, li giudicò un falso allarme e non avvisò i superiori: forse salvò il mondo.
Léon Theremin inventò nel 1920 lo strumento musicale che si suona senza contatto. Ma fu anche autore di 'The Thing', una cimice ingegnosa che spiò l'ambasciata americana a Mosca per sette anni.

Dal 1951 il bacino di Karachay è stato la discarica di alta attività del complesso nucleare Mayak. Nel 1990 vi si misuravano 600 röntgen all'ora, sufficienti a uccidere un essere umano in meno di sessanta minuti.

Il 27 ottobre 1962, nel pieno della crisi di Cuba, un siluro atomico sovietico fu a un voto da essere lanciato contro un cacciatorpediniere americano. Il "no" decisivo lo disse Vasily Arkhipov.

Era la notte tra il 25 e il 26 settembre 1983. Il satellite Oko-1 segnalò il lancio di un missile americano, poi altri quattro. Stanislav Petrov disubbidì al protocollo, classificò l'allarme come errore. Era un riflesso del sole sulle nuvole.

Il 27 ottobre 1962, al culmine della crisi dei missili di Cuba, il sottomarino sovietico B-59 stava per lanciare un siluro nucleare verso una nave americana. Un solo ufficiale, Vasili Arkhipov, votò contro.