Animali
Aye-aye del Madagascar: il dito-stetoscopio che ascolta le larve dentro il legno
Daubentonia madagascariensis è l'unico primate al mondo che pratica il 'percussive foraging': picchia con un dito sottilissimo sui rami a otto colpi al secondo, ascolta l'eco e individua le gallerie scavate dagli insetti. È un ecolocatore tattile, una variazione mammifera del picchio.

Per i primi mille anni che gli abitanti del Madagascar hanno avuto a che fare con questo animale lo hanno chiamato fady, che in malgascio significa più o meno "da non toccare". Quando il naturalista francese Pierre Sonnerat lo descrisse per primo in Europa nel 1782, lo classificò come un grosso roditore. Solo nel 1863 il paleontologo britannico Richard Owen capì, scrutando il cranio, che non era un roditore ma un primate: un parente sgangherato dei lemuri, con una bocca da topo e mani da concertista. Si chiama aye-aye (Daubentonia madagascariensis), è l'unica specie sopravvissuta della famiglia delle Daubentoniidae e ha sviluppato uno dei più bizzarri sistemi di ricerca del cibo dell'intero regno animale.
Otto picchiettii al secondo
Quello che rende l'aye-aye un caso unico tra i primati è la tecnica chiamata percussive foraging. L'animale si arrampica su un ramo, allunga il dito medio della mano (sottilissimo, lungo fino a 8 centimetri, articolato con un raro ball-and-socket joint sul metacarpo) e comincia a tamburellare sulla corteccia a una velocità che può arrivare a otto colpi al secondo. Allo stesso tempo accosta l'orecchio — un padiglione gigantesco da pipistrello — al ramo. La differenza di risonanza tra legno pieno e gallerie vuote è sufficiente per individuare i tunnel scavati da larve di coleotteri xilofagi. Quando trova il punto giusto, l'aye-aye usa gli incisivi a crescita continua per aprire un foro nella corteccia e infila lo stesso dito-radar dentro la galleria per estrarre la larva. La tecnica è descritta nello studio del 1998 di Eliot Erickson e collaboratori pubblicato sull'International Journal of Primatology, che documenta come il percussive foraging copra dal 5 al 41% del tempo dell'animale.
L'ecolocalizzazione tattile
L'aye-aye occupa una nicchia ecologica simile a quella dei picchi, che in Madagascar non esistono. Mentre il picchio usa il becco per scalfire la corteccia e la lingua appiccicosa per pescare le larve, l'aye-aye combina udito, tatto e morfologia. Uno studio pubblicato su Current Biology nel 2011 da Stephen Lewis del Centre for Anthropoid Conservation di Atlanta dimostra che gli aye-aye reagiscono soprattutto agli stimoli vibratori a bassa frequenza, intorno ai 5-15 Hz, e che il dito medio è dotato di una vascolarizzazione e di un sistema di terminazioni nervose unico nei mammiferi. In sostanza l'animale fa una specie di ecolocalizzazione tattile, sostituendo il sonar dei pipistrelli con uno stetoscopio digitale.
L'unico primate con "pseudo-pollice" da poco scoperto
Nel 2019 un team del North Carolina Museum of Natural Sciences guidato da Adam Hartstone-Rose ha pubblicato su The Anatomical Record una scoperta sorprendente: l'aye-aye possiede un piccolo osso "pseudo-pollice" cartilagineo accanto al pollice vero, che funziona come dito opponibile. È finora l'unico primate noto ad averlo: l'origine evolutiva sarebbe legata alla necessità di compensare la struttura specializzata delle dita medie, troppo sottili per afferrare. Un ulteriore dito serve dunque a impugnare. La scoperta è rivoluzionaria perché mostra come l'evoluzione, anche in linee antiche di 60 milioni di anni, possa generare ancora nuovi pezzi anatomici.
Un animale fortemente minacciato
L'aye-aye è in pericolo di estinzione secondo la lista IUCN. In Madagascar la credenza popolare vuole che chi lo incontra di notte rischi la morte: la pratica tradizionale è uccidere l'animale e appenderlo in modo che il dito-radar punti lontano dal villaggio. La scheda IUCN attribuisce la responsabilità principale del declino alla deforestazione, che ha già eroso circa il 90% delle foreste primarie dell'isola, e in misura minore alla persecuzione culturale. Nei centri di ricerca occidentali la specie è allevata in piccoli numeri: il Duke Lemur Center in North Carolina ne ospita una colonia di una dozzina di esemplari e ne studia la longevità (in cattività vivono oltre 23 anni, contro i 5-8 stimati in natura) e i comportamenti notturni con telecamere a infrarossi. Ogni filmato è un piccolo gioiello: si vede l'animale piegare la testa, premere l'orecchio al ramo, tamburellare in tempo, e infine fermarsi e infilare il dito magico dentro una galleria perfettamente individuata. È un primate che ha trasformato la mano in uno strumento sonar. E noi, di solito, l'avevamo classificato come uno scoiattolo.
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