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Pesce mola (Mola mola): il pesce osseo piu pesante del mondo

Un gigante senza coda capace di superare le due tonnellate e di deporre 300 milioni di uova

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Pesce mola (Mola mola) che nuota in mare aperto, con il caratteristico corpo piatto privo di coda
Pesce mola (Mola mola) che nuota in mare aperto, con il caratteristico corpo piatto privo di coda

Immaginate un pesce alto come una porta da calcio, piatto come un disco e apparentemente privo di coda: è il pesce mola, noto anche come Mola mola o pesce luna. Questo straordinario abitante degli oceani temperati e tropicali è il pesce osseo più pesante del mondo, capace di superare i 1.000 e perfino i 2.000 chilogrammi. Con il suo profilo che sembra "tagliato a metà", è una delle creature marine più riconoscibili e, allo stesso tempo, più sorprendenti del pianeta.

Dietro l'aspetto bizzarro si nasconde una biologia da record: dalla fecondità più alta tra tutti i vertebrati alle immersioni profonde seguite da lunghi bagni di sole in superficie. Vediamo perché il pesce mola merita un posto speciale tra le meraviglie del mare.

Subacqueo accanto a un grande pesce mola in acque blu, a confronto con le dimensioni del pesce
Credit: Pexels

Un gigante che può superare i 2.000 chili

Il pesce mola appartiene alla famiglia dei Molidae e detiene il primato di pesce osseo (cioè con scheletro di osso, a differenza di squali e razze, che sono cartilaginei) più pesante esistente. Gli esemplari più grandi superano regolarmente la tonnellata, ma il record assoluto appartiene a una specie strettamente imparentata, Mola alexandrini.

Il 9 dicembre 2021, al largo dell'isola di Faial nelle Azzorre (Portogallo), è stato recuperato un esemplare deceduto che pesava ben 2.744 chilogrammi, misurava 3,25 metri di lunghezza e 3,6 metri tra le punte delle pinne. Le sue dimensioni sono state descritte in uno studio scientifico pubblicato nel 2022 sul Journal of Fish Biology, che lo ha consacrato come il pesce osseo più pesante mai documentato. Quel record supera di quasi mezza tonnellata il precedente primato (circa 2.300 kg), stabilito da un esemplare catturato in Giappone nel 1996.

Per dare un'idea: 2,7 tonnellate equivalgono al peso di due grossi SUV. Eppure questo colosso si nutre prevalentemente di prede dal valore calorico bassissimo.

Mola mola o Mola alexandrini? Come distinguerle

Per anni le due specie sono state confuse. La chiarezza è arrivata grazie alla ricerca di Sawai e colleghi del 2018, che ha ridescritto Mola alexandrini (in precedenza nota come Mola ramsayi) e designato un neotipo per Mola mola. Come spiega l'Australian Museum, distinguerle richiede attenzione ai dettagli:

  • Clavus (la "coda" finta): in Mola mola il bordo del clavus è ondulato o lobato; in Mola alexandrini è arrotondato e privo di una netta rientranza.
  • Testa e mento: gli adulti di Mola alexandrini sviluppano una vistosa protuberanza bulbosa sulla testa e un "bozzo" sotto il mento, da cui il nome inglese bump-head sunfish (pesce luna testa a bozzo).
  • Scaglie e ossicoli: Mola alexandrini ha scaglie di forma rettangolare e un numero minore di ossicoli lungo il clavus.

Entrambe le specie sono giganti, ma è proprio Mola alexandrini a detenere oggi il record di peso. Il classico Mola mola resta comunque uno dei pesci più massicci dell'oceano.

L'aspetto "tagliato a metà": il mistero del clavus

La caratteristica più curiosa del pesce mola è l'assenza di una vera pinna caudale. Sembra che a questi animali manchi la metà posteriore del corpo. In realtà, durante lo sviluppo la coda si riduce e si trasforma in una struttura ondulata e rigida chiamata clavus (dal latino "timone"), che funge da timone per orientare i movimenti.

La propulsione vera e propria è affidata alle due grandi pinne, dorsale e anale, mosse in modo sincronizzato come fossero remi. Questo nuoto insolito conferisce al pesce mola un'andatura goffa solo all'apparenza: i molidi possono in realtà muoversi con sorprendente agilità e percorrere lunghe distanze.

Pesce mola fotografato in acquario, con il clavus ondulato visibile al posto della coda
Credit: Wikimedia Commons

Fino a 300 milioni di uova: il vertebrato più fecondo

Il pesce mola detiene un altro primato spettacolare: la riproduzione. Una singola femmina può produrre fino a circa 300 milioni di uova in una sola volta, il numero più alto conosciuto tra tutti i vertebrati. Lo conferma lo Smithsonian Ocean, che definisce il mola il pesce più fecondo del mare.

Le uova, minuscole, vengono rilasciate in mare aperto e fecondate esternamente. La stragrande maggioranza delle larve non sopravvive, ma quelle che ce la fanno crescono in modo impressionante: una larva grande pochi millimetri può diventare un adulto milioni di volte più pesante, una delle crescite più estreme del regno animale.

Dieta gelatinosa, immersioni profonde e bagni di sole

A dispetto della mole, il pesce mola si nutre soprattutto di organismi gelatinosi come meduse, sifonofori e ctenofori, prede povere di calorie. Per soddisfare il fabbisogno energetico deve quindi mangiarne enormi quantità. Studi recenti indicano una dieta più varia di quanto si pensasse, che include anche piccoli pesci, crostacei e invertebrati di profondità.

Proprio la ricerca del cibo spiega un comportamento celebre. I dati satellitari raccolti dai ricercatori, tra cui Tierney Thys e i colleghi del Monterey Bay Aquarium, mostrano che i mola compiono ripetute immersioni profonde, anche oltre i 500 metri, dove l'acqua può scendere fino a 4 °C. Dopo queste incursioni nel freddo, l'animale risale in superficie e si distende su un fianco per "prendere il sole": è proprio questo bagno di calore a dargli il nome di pesce luna (sunfish in inglese). La basking serve probabilmente per la termoregolazione, cioè a riscaldare il corpo e recuperare dopo l'esposizione alle acque profonde.

Il pesce mola alterna così la caccia negli abissi freddi al riposo in superficie, in un continuo ciclo di raffreddamento e riscaldamento.

Una "stazione di pulizia" vivente

Il corpo del pesce mola ospita un numero impressionante di parassiti: si contano decine di specie diverse tra crostacei, copepodi e vermi che si insediano sulla pelle e all'interno dell'animale. Per liberarsene, il mola si affida a veri e propri servizi di pulizia.

In profondità e presso le barriere si fa "ripulire" da pesci pulitori e da altre specie che si cibano dei parassiti. In superficie, durante i bagni di sole, lascia che siano i gabbiani e altri uccelli marini a beccare i parassiti dalla sua pelle. Si pensa inoltre che proprio la risalita verso il caldo aiuti a sbarazzarsi di alcuni organismi indesiderati. È un esempio affascinante di come un gigante apparentemente passivo abbia evoluto strategie sofisticate di igiene e sopravvivenza.

Tra record di peso, fecondità da capogiro e comportamenti unici, il pesce mola dimostra che gli oceani custodiscono ancora creature capaci di sfidare ogni nostra aspettativa. Per approfondire, vale la pena consultare le schede dell'Ocean Sunfish Research dedicate alle specie e alla loro distribuzione.

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