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Democrazia delle api: come uno sciame decide collettivamente dove costruire la nuova casa

Cinquant'anni di esperimenti sull'isola di Appledore raccontano un sistema decisionale degno di un parlamento

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Grappolo denso di api appeso a un ramo durante la sciamatura (Foto: Pexels / Chris Clark)
Grappolo denso di api appeso a un ramo durante la sciamatura (Foto: Pexels / Chris Clark)

Ogni primavera, in milioni di alveari del pianeta, accade qualcosa che assomiglia più a un'assemblea cittadina che a una scena di natura: uno sciame di 10.000 api deve scegliere in poche ore la nuova casa. Le candidate sono cavità d'albero, cassette per uccelli, intercapedini di muro. La scelta sbagliata può uccidere l'intera colonia. Eppure le api, senza un capo, decidono bene quasi sempre. Lo fanno con un sistema che il biologo americano Thomas Seeley ha chiamato "democrazia delle api".

Il momento della sciamatura

Quando una colonia diventa troppo affollata, la regina abbandona l'alveare con metà delle operaie. Lo sciame si raggruppa in un grappolo cespuglioso su un ramo, a poca distanza dall'alveare originale, e resta lì in attesa. È un momento delicatissimo: lo sciame non ha cibo di scorta oltre la pancia piena di miele di ogni ape, è esposto al freddo e ai predatori e ha poche ore di vita se non trova rapidamente riparo.

Dal grappolo partono circa 200-500 api esploratrici, vecchie e con esperienza, ad esplorare il territorio in raggio di alcuni chilometri. Cercano cavità che rispondano a precisi requisiti: volume di almeno 40 litri, accesso piccolo, esposizione a sud, posizione alta dal suolo. Ogni esploratrice ne valuta una.

La danza dell'addome che convince

Quando un'esploratrice trova un buon candidato, torna sul grappolo e comunica le coordinate con la waggle dance, la danza dell'addome decodificata da Karl von Frisch, premio Nobel per la Medicina nel 1973. La direzione della corsa centrale rispetto al sole indica l'angolo, la durata del "waggle" indica la distanza. Più la cavità le è piaciuta, più a lungo e con più energia esegue la danza.

È qui che inizia il dibattito. Le altre api esploratrici osservano la danza, volano a controllare il sito, tornano e — se sono d'accordo — riproducono la danza con la propria energia. Cresce un effetto tipping point: i siti migliori raccolgono adesioni; quelli mediocri vengono progressivamente abbandonati.

Favo di api con celle esagonali e operaie al lavoro
Le api esploratrici comunicano la qualità del nuovo sito potenziale con la "waggle dance", la danza dell'addome. Foto: Pexels / Ion Ceban

Lindauer, Seeley e l'isola di Appledore

Il primo a osservare il processo fu il tedesco Martin Lindauer, allievo di von Frisch. Nel dopoguerra, nei giardini di Monaco di Baviera, vide gli sciami che lasciavano cinque o sei "papabili" sul tavolo del dibattito; gradualmente, le danze convergevano verso una sola opzione. Nel suo studio del 1955 Lindauer dimostrò che il consenso non era casuale ma costruito attraverso la persuasione reciproca.

Dagli anni Novanta in poi Thomas Seeley, della Cornell University, ha portato l'esperimento su scala maggiore. Sull'isola disabitata di Appledore, al largo del Maine, ha installato cinque scatole-nido con caratteristiche diverse e ha rilasciato sciami marcati con vernici colorate. Risultato: nel 80% dei casi le api scelgono la scatola "ottimale", quella con il volume e la posizione ideali, e mai la peggiore. Errano solo quando due opzioni sono quasi identiche.

Le regole della discussione apicola

Seeley ha individuato cinque regole che rendono il processo efficiente, descritte nel suo libro Honeybee Democracy (2010):

  1. Indipendenza di giudizio: ogni esploratrice valuta personalmente il sito, anche se ha visto la danza altrui.
  2. Diversificazione delle opzioni: il gruppo iniziale propone molti siti, non uno solo.
  3. Riduzione progressiva del sostegno: le danze diminuiscono di intensità a ogni ripetizione, evitando l'attaccamento emotivo a una scelta.
  4. Quorum: solo quando 15-20 esploratrici si trovano contemporaneamente sullo stesso sito, lo sciame parte.
  5. Esecuzione collettiva: una volta deciso, le "piper bees" emettono un segnale acustico che fa decollare in massa tutta la colonia.

Cosa possiamo imparare dalle api

Manager, urbanisti e analisti politici hanno guardato al modello apicolo come a un esempio di intelligenza collettiva senza leader. La combinazione di pluralismo, indipendenza e quorum è studiata oggi per sistemi di voto liquido, algoritmi di consenso (anche blockchain) e per la robotica di sciame, dove decine di droni devono coordinarsi senza un centro di comando.

Tradotto: bastano regole semplici di onestà, indipendenza e ascolto per portare migliaia di individui a una decisione corretta. Pur essendo creature con un cervello grande quanto un granello di sale, le api ci ricordano che la qualità della decisione non dipende dall'intelligenza individuale, ma dal disegno del processo.

Domande frequenti

Quanto dura la decisione?

Tipicamente tra qualche ora e tre giorni. Dipende dal numero di siti candidati e dalle condizioni meteo. Pioggia e vento sospendono il dibattito.

Cosa succede se le api scelgono un sito sbagliato?

La colonia non sopravvive l'inverno. Per questo l'evoluzione ha favorito un processo decisionale robusto: gli errori sono letali.

Le api regina partecipano alla decisione?

No. La regina viene trasportata e nutrita dalle operaie. Non vola in esplorazione, non danza, non vota. È, di fatto, l'unica ape "non politica" dello sciame.

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