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Electrophorus voltai: l'anguilla elettrica brasiliana che genera 860 volt, il record del regno animale

Descritta nel 2019 da David de Santana, vive negli altopiani del Brasile e prende il nome da Alessandro Volta. Tre specie distinte invece di una.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Acqua scura di un fiume amazzonico con vegetazione riflessa sulla superficie
Acqua scura di un fiume amazzonico con vegetazione riflessa sulla superficie

Quando Carlo Linneo nel 1766 classificò l'anguilla elettrica sudamericana e la battezzò Electrophorus electricus, era convinto di aver descritto una sola specie. La stessa convinzione è rimasta per 253 anni. Nel settembre 2019 il biologo brasiliano Carlos David de Santana, del National Museum of Natural History dello Smithsonian, ha pubblicato su Nature Communications uno studio che ha demolito quel consenso: le anguille elettriche del Sud America sono almeno tre specie distinte. E una di loro, Electrophorus voltai, genera la più alta scarica elettrica mai misurata in un animale: 860 volt.

Una specie distinta, non un caso di varianza

De Santana e colleghi hanno analizzato 107 esemplari raccolti in tutto il bacino amazzonico, integrando dati morfologici (forma del cranio, numero di vertebre), molecolari (sei marcatori genetici nucleari e mitocondriali), ecologici e di habitat. Lo studio «Unexpected species diversity in electric eels with a description of the strongest living bioelectricity generator» ha mostrato che tre lignaggi si sono separati tra 3,6 e 7,1 milioni di anni fa: l'attuale E. electricus (Scudo della Guiana), E. voltai (altopiani brasiliani, dal bacino del Tocantins al Tapajós) ed E. varii (acque torbide della pianura amazzonica).

Perché 860 volt, e da dove vengono

Un'anguilla elettrica adulta supera spesso i 2 metri e raggiunge i 20 kg. Tre quarti della sua lunghezza sono occupati da organi elettrici specializzati: il main organ, l'organo di Hunter e l'organo di Sachs. Sono pile biologiche formate da decine di migliaia di elettrociti, cellule modificate dei muscoli che, una volta innescate, generano un piccolo voltaggio (circa 0,15 V) ciascuna. Disposte in serie come le pile di una torcia, sommano i loro contributi.

Le misure sul campo del 2019 hanno registrato in E. voltai picchi di 860 V a 1 ampere, per pochi millisecondi: una potenza di 860 watt, sufficiente a stordire un grosso predatore (caimano, giaguaro) o l'uomo. Un cuore umano può andare in fibrillazione già a 100 V. Il record precedente, attribuito alla specie ridefinita E. electricus, era di 650 V, come ricostruisce il Cornell Chronicle e l'articolo di NOVA-PBS.

Veduta aerea della foresta pluviale amazzonica con un fiume serpeggiante
Electrophorus voltai vive nei fiumi degli altopiani brasiliani con acque limpide e a bassa conducibilità: per scaricare 860 V in queste condizioni serve un voltaggio molto più alto. Foto: Pexels / Christopher Borges

Perché proprio Volta

Il nome scientifico è un omaggio diretto al fisico italiano Alessandro Volta, che nel 1800 presentò alla Royal Society la prima «pila»: una colonna di dischi di rame e zinco separati da panni imbevuti di salamoia. L'ispirazione gli era venuta dagli studi del medico Luigi Galvani sulle rane e dalle dimostrazioni che già si facevano a Pavia e Bologna su esemplari di Gymnotus portati dal Sud America. Volta riconobbe per primo che l'energia animale era riproducibile chimicamente. Il nome voltai, scelto da de Santana, chiude un cerchio storico durato due secoli, come segnala la voce dedicata.

Come usano la scarica

L'anguilla non spara una sola volta a piena potenza. Emette tre tipi di scariche differenti:

  • Scariche di basso voltaggio (10 V): a riposo, in modo continuo, per orientarsi e comunicare (elettro-localizzazione).
  • Doppia scarica di pre-attacco: due impulsi rapidi per «sondare» le prede nascoste; le contrae per riflesso, rivelando la posizione.
  • Volley di scarica letale: 400 impulsi al secondo a piena potenza per stordire la preda.

Lo zoologo americano Kenneth Catania della Vanderbilt University ha dimostrato in vari paper su PNAS che l'anguilla è capace anche di curvare il corpo a U attorno a prede grandi, raddoppiando l'intensità del campo elettrico tra muso e coda. In acque poco profonde, alza la testa fuori dall'acqua per scaricare direttamente l'aggressore aereo (uccelli, cavalli, capibara) con minore dispersione.

Una specie a rischio

Le tre specie di Electrophorus condividono uno status di conservazione «Least Concern» secondo l'IUCN, ma E. voltai dipende dagli ecosistemi degli altopiani brasiliani, oggi sotto pressione per attività estrattive e dighe idroelettriche. Il bacino del Tapajós, habitat principale, ha perso il 17% di copertura forestale tra il 2000 e il 2024 secondo i dati MapBiomas. Il Natural History Museum di Londra include la specie tra quelle prioritarie per il monitoraggio.

Domande frequenti

L'anguilla elettrica è una vera anguilla?

No: nonostante il nome volgare, appartiene all'ordine dei Gymnotiformi (parente dei pesci coltello sudamericani) e non a quello degli Anguilliformi.

Può uccidere un essere umano?

Una scarica diretta da un esemplare di E. voltai adulto può causare aritmia cardiaca o annegamento per perdita di coscienza in acqua. I casi mortali sono comunque rari.

Si trova in Italia?

Solo in acquari pubblici: in natura è esclusiva dei bacini sudamericani.

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