Animali
Pesce rospo abissale: il maschio nano che si fonde con la femmina
Nel buio degli oceani, i minuscoli maschi dei ceratioidei mordono la femmina e ne diventano un'appendice permanente: è il parassitismo sessuale.

Negli abissi oceanici, dove la luce del Sole non arriva mai e gli incontri sono rarissimi, si è evoluta una delle storie d'amore più estreme della natura. Protagonista è il pesce rospo abissale, o rana pescatrice di profondità (gruppo dei ceratioidei): le femmine, dotate di una "lampada" luminosa per attirare le prede, possono essere migliaia di volte più grandi dei maschi. E quando un maschio trova una femmina, le morde la pelle e non la lascia più. Letteralmente: i loro corpi si fondono in un unico organismo. Gli scienziati chiamano questo fenomeno parassitismo sessuale.
Femmine giganti, maschi nani
I pesci rospo abissali vivono nella zona batipelagica, tra 1.000 e 4.000 metri di profondità, in un mondo perennemente buio e freddo. Le femmine di alcune specie raggiungono oltre un metro di lunghezza, con la bocca irta di denti aghiformi e la celebre esca: un'appendice luminosa che pende sopra la testa, illuminata da batteri bioluminescenti che vivono in simbiosi. È la trappola con cui attirano i pesci nell'oscurità.
I maschi, al contrario, sono minuscoli, spesso lunghi pochi millimetri o centimetri. Non hanno bisogno di cacciare: il loro unico scopo è trovare una femmina prima di morire di fame. Per questo possiedono occhi grandi e narici molto sviluppate, capaci di seguire le tracce chimiche (e forse luminose) lasciate dalle femmine in un oceano sterminato. Trovarne una è una questione di vita o di morte.
Quando l'amore è una fusione permanente
Il comportamento fu descritto per la prima volta nel 1925 dall'ittiologo britannico Charles Tate Regan, che notò come certe "escrescenze" attaccate alle femmine fossero in realtà maschi della stessa specie. In molte specie, una volta trovata la compagna, il maschio la morde con le mascelle e vi resta agganciato. A questo punto accade qualcosa di straordinario: i tessuti dei due animali si saldano, le pelli si fondono e perfino i sistemi circolatori si uniscono. Il maschio perde occhi e organi interni superflui e si trasforma in una semplice appendice produttrice di sperma, nutrita dal sangue della femmina. Alcune femmine possono portarne attaccati diversi.
Per decenni il maggior esperto mondiale di questi pesci è stato Theodore Pietsch dell'Università di Washington, che ha catalogato le diverse strategie riproduttive del gruppo: in alcune specie l'attacco è temporaneo, in altre il maschio si fonde in modo definitivo e obbligato, senza più possibilità di staccarsi.
Il mistero immunologico risolto nel 2020
La fusione tra due individui poneva un enigma biologico enorme. Nei vertebrati, il sistema immunitario riconosce e attacca i tessuti "estranei": è il motivo per cui i trapianti d'organo vengono rigettati. Come fa allora il corpo della femmina ad accettare quello del maschio, geneticamente diverso, senza scatenare una reazione di rigetto?
La risposta è arrivata da uno studio pubblicato su Science nel 2020, firmato dal team di Thomas Boehm del Max Planck Institute di Friburgo insieme allo stesso Pietsch. Analizzando il genoma di diverse specie, i ricercatori hanno scoperto che i pesci rospo abissali hanno smantellato pezzi fondamentali del proprio sistema immunitario adattativo: hanno perso o disattivato i geni che permettono di produrre anticorpi e di riconoscere i tessuti estranei. In altre parole, per potersi fondere con un partner hanno rinunciato a una delle difese più antiche dei vertebrati. Un compromesso evolutivo radicale, che secondo il racconto della Yale University sta aiutando gli immunologi a ripensare cosa sia davvero indispensabile per la sopravvivenza.
La lanterna vivente delle femmine
Vale la pena soffermarsi sull'esca luminosa, perche e' uno dei dettagli piu' affascinanti di questi animali. La luce non e' prodotta dal pesce, ma da colonie di batteri bioluminescenti che vivono ospitati in un organo all'estremita' dell'appendice, chiamato esca. Si tratta di una simbiosi: il pesce offre riparo e nutrimento ai batteri, che in cambio gli forniscono la lanterna con cui attirare le prede nel buio assoluto. Alcuni studi suggeriscono che la femmina possa persino controllare il bagliore, spegnendolo o facendolo pulsare. In un ambiente dove la maggior parte degli animali e' cieca o quasi, saper produrre luce significa avere un vantaggio enorme, sia per cacciare sia, forse, per farsi trovare dai maschi in cerca di una compagna.
Una soluzione disperata per un mondo vuoto
Perché evolvere un sistema così estremo? La spiegazione sta nelle condizioni degli abissi. In un volume immenso di acqua buia, con pochissimi individui sparsi, incontrare un partner è un evento talmente raro che non ci si può permettere di lasciarlo andare. La fusione permanente garantisce che, quando la femmina sarà pronta a deporre le uova, lo sperma sia immediatamente disponibile. È, in fondo, una soluzione alla solitudine più profonda del pianeta.
Il primo a riconoscere il parassitismo sessuale fu, come detto, Regan negli anni Venti, e da allora questi pesci hanno fatto carriera anche nella cultura popolare, comparendo al cinema come simbolo del mostro degli abissi. La realtà, però, supera la finzione: pochi adattamenti raccontano meglio fino a che punto l'evoluzione possa spingersi quando in gioco c'è la sopravvivenza di una specie. Una storica nota su Nature dedicata al genere Cryptopsaras documentava già la "precocità" con cui i giovani maschi cercano la femmina, segno di quanto la posta in gioco sia alta fin dalla nascita.
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