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Astronomia

Tianwen-2: a giugno 2026 la sonda cinese raggiunge Kamoʻoalewa, il quasi-satellite della Terra

Lanciata il 28 maggio 2025 da Xichang, la sonda della China National Space Administration arriverà in giugno-luglio 2026 a un asteroide largo 40-100 metri che orbita 'in compagnia' della Terra. Riporterà 100 grammi di campione nel novembre 2027, poi punterà sulla cometa 311P/PANSTARRS

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Rappresentazione artistica della sonda NEAR Shoemaker della NASA mentre si avvicina all'asteroide Eros: una manovra simile a quella che Tianwen-2 sta eseguendo verso Kamoʻoalewa
Rappresentazione artistica della sonda NEAR Shoemaker della NASA mentre si avvicina all'asteroide Eros: una manovra simile a quella che Tianwen-2 sta eseguendo verso Kamoʻoalewa

Il 28 maggio 2025 un razzo Lunga Marcia 3B è partito dal cosmodromo di Xichang, nello Sichuan, e ha messo in orbita di trasferimento la sonda Tianwen-2. È la seconda missione interplanetaria della Cina (dopo Tianwen-1 su Marte), ma è la prima a tentare un'operazione che finora avevano padroneggiato solo Giappone e Stati Uniti: raccogliere un campione di asteroide e riportarlo sulla Terra. Il bersaglio è 469219 Kamoʻoalewa, un sasso largo tra 40 e 100 metri che da circa cento anni orbita come un "quasi-satellite" della Terra. La sonda lo raggiungerà tra giugno e luglio 2026 e nel novembre 2027 lascerà cadere in Mongolia Interna una capsula con 100 grammi di rego­lite.

Un asteroide molto strano

Kamoʻoalewa, scoperto nel 2016 dal telescopio PanSTARRS alle Hawaii, ha caratteristiche che lo rendono insolito anche per gli standard degli asteroidi vicini alla Terra. Il suo nome in lingua hawaiana significa "frammento oscillante che orbita". È piccolissimo, ruota su sé stesso in meno di mezz'ora — il rotatore più rapido che una sonda abbia mai visitato — e gli astronomi di Tucson hanno mostrato che la sua composizione spettrale somiglia più a quella dei campioni lunari Apollo che a quella di un classico asteroide carbonaceo. Uno studio del 2021 su Nature Astronomy firmato da Ben Sharkey ipotizza apertamente che Kamoʻoalewa sia un pezzo di Luna staccato da un grande impatto e finito su un'orbita simile a quella terrestre. Tianwen-2 dovrebbe finalmente dirci se è davvero così.

Rappresentazione artistica della sonda Psyche con i pannelli solari dispiegati: una geometria di volo simile a quella scelta dalla CNSA per Tianwen-2
Concept di sonda con pannelli solari estesi: configurazione analoga a quella di Tianwen-2. Crediti: NASA / JPL-Caltech, Public Domain

Touch-and-go e ancoraggio robotico

La novità ingegneristica di Tianwen-2, illustrata dalla Planetary Society, è che testerà due tecniche di campionamento sullo stesso asteroide. La prima è il classico touch-and-go, già usato da OSIRIS-REx della NASA su Bennu e da Hayabusa2 della JAXA su Ryugu: la sonda scende lentamente, tocca la superficie con un braccio per qualche secondo, raccoglie qualche grammo di pulviscolo e si rialza. La seconda è invece originale: quattro bracci robotici con artigli per attaccarsi al sasso e prelevare un campione in modo stabile, importante quando il corpo ruota così rapidamente da rischiare di scaraventare via la sonda.

La gravità di niente

L'aspetto più delicato della missione è proprio la microgravità di Kamoʻoalewa. Su un corpo di 50 metri la gravità superficiale è dell'ordine di 10⁻⁵ g terrestri: meno della tensione superficiale dell'acqua. Una sonda che pesa qualche centinaio di chili rischia di rimbalzare via al primo contatto. La CNSA ha pubblicato una sintesi dei piani operativi (rilanciata dal portale Sky & Telescope) in cui dichiara che eseguirà più passaggi di prossimità per mappare il campo di gravità con accuratezza migliore di 10 µGal prima di tentare l'atterraggio.

Una missione, due bersagli

Tianwen-2 non si fermerà al sample return. Dopo che la capsula avrà rilasciato la regolite nel deserto del Siziwang Banner il 29 novembre 2027, il modulo principale userà l'assist gravitazionale della Terra per dirigersi verso un secondo bersaglio: la cometa 311P/PANSTARRS, una main-belt comet, cioè un piccolo oggetto della cintura principale degli asteroidi che mostra attività simile a quella delle comete. Il rendez-vous è atteso intorno al 24 gennaio 2035. Sarebbe la prima missione dedicata a uno di questi corpi ibridi, fondamentali per capire la distribuzione del ghiaccio nel Sistema Solare interno e che la stessa CNSA ha presentato come un "double-header" scientifico senza precedenti.

Cosa cercheremo nei campioni

Cento grammi di polvere non sembrano molti, ma per gli scienziati cinesi della National Space Science Center di Pechino — dove i campioni verranno prima esaminati e poi distribuiti via call internazionale, secondo lo stesso modello di Hayabusa e OSIRIS-REx — sono un giacimento. Le analisi mirate riguarderanno: rapporti isotopici dell'ossigeno per confermare l'eventuale origine lunare, contenuto di volatili (acqua, composti organici, idrocarburi), nanostrutture create dall'erosione spaziale e datazioni con metodi argon-argon. Se Kamoʻoalewa risulterà davvero un frammento di Luna, riapriremo libri di geologia planetaria che credevamo chiusi.

La cronologia in breve

Lancio: 28 maggio 2025, Xichang Satellite Launch Center. Arrivo a Kamoʻoalewa: giugno 2026, secondo le previsioni pubbliche dalla CNSA (cfr. New Space Economy). Operazioni di mappatura: luglio-settembre 2026. Sample collection: ottobre 2026. Rientro a Terra: 29 novembre 2027. Inizio crociera verso 311P/PANSTARRS: gennaio 2028. Rendez-vous con la cometa: gennaio 2035. È, insieme alla missione marziana di sample return ESA-NASA, una delle imprese più ambiziose del decennio. E per la prima volta nella storia, una sonda riporterà sulla Terra polvere proveniente da un oggetto che — molto probabilmente — è un pezzo della Luna.

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