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Astronomia

Sonda JUICE, a settembre 2026 il sorvolo della Terra: la manovra che aprirà la rotta verso Giove

La sonda dell'ESA, lanciata nel 2023 e con tre strumenti italiani a bordo, userà la gravità del nostro pianeta per accelerare verso Giove. Arrivo previsto: luglio 2031.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Immagine ravvicinata di Giove con le sue bande atmosferiche e gli ovali polari
Immagine ravvicinata di Giove con le sue bande atmosferiche e gli ovali polari

Per arrivare a Giove non basta puntare il motore e accelerare. Le distanze sono troppo grandi, il carburante sarebbe insufficiente. Per questo la sonda JUICE (Jupiter Icy Moons Explorer) dell'Agenzia Spaziale Europea sta compiendo un viaggio tortuoso lungo otto anni, fatto di passaggi ravvicinati a pianeti che le "regalano" energia gratis. Il prossimo appuntamento è a settembre 2026: la sonda passerà vicino alla Terra per la seconda volta, dopo lo storico flyby Terra-Luna dell'agosto 2024 e quello su Venere dell'agosto 2025.

È una manovra cruciale, e per l'Italia un momento di orgoglio: tre dei dieci strumenti scientifici a bordo sono made in Italy.

Cos'è JUICE e dove sta andando

JUICE è la più grande missione planetaria mai realizzata dall'ESA. Lanciata il 14 aprile 2023 da Kourou con un razzo Ariane 5, ha l'obiettivo di studiare tre delle quattro lune galileiane di Giove — Ganimede, Europa, Callisto — sospettate di nascondere oceani d'acqua liquida sotto la crosta ghiacciata. Il sito ESA indica come obiettivo principale Ganimede, dove la sonda entrerà in orbita stabile a dicembre 2034: sarà il primo satellite umano a orbitare attorno a una luna di un altro pianeta.

Perché tanti flyby? La fisica del "fionda gravitazionale"

Per arrivare a Giove servono circa 13 km/s di velocità rispetto alla Terra. Lanciare JUICE direttamente avrebbe richiesto un razzo enorme e troppo carburante. La soluzione è la gravity assist: facendo passare la sonda vicino a un pianeta, la sua gravità accelera (o rallenta) la traiettoria senza consumare carburante.

Il programma di JUICE prevede quattro manovre:

  • Agosto 2024: primo flyby Lunar-Earth, il primo nella storia spaziale a usare prima la Luna e poi la Terra. Pubblicato su esa.int.
  • Agosto 2025: flyby di Venere, con passaggio minimo a 5.088 km dalla superficie e accelerazione di 5,1 km/s.
  • Settembre 2026: secondo flyby della Terra (rotta verso Giove).
  • Gennaio 2029: terzo e ultimo flyby della Terra prima dell'arrivo a Giove nel luglio 2031.
Visualizzazione delle orbite dei pianeti giganti del Sistema Solare
Le orbite dei pianeti giganti: JUICE userà la Terra come fionda gravitazionale verso Giove. Foto: NASA / JPL-Caltech

Settembre 2026: cosa aspettarsi

Il passaggio della Terra non sarà solo un trucco da fisica orbitale. Sarà anche un'occasione per testare gli strumenti scientifici in condizioni reali. Durante il flyby del 2024 la camera JANUS ha fotografato Luna e Terra; durante quello di Venere, le telecamere a basso angolo hanno acquisito immagini calibrate.

Per il flyby di settembre 2026 l'ESA non ha ancora pubblicato la data esatta (di solito è comunicata circa due mesi prima), ma si prevede un avvicinamento minimo di alcune migliaia di chilometri dalla superficie, su una traiettoria che porterà JUICE a sorvolare l'oceano Indiano o l'Asia, a seconda della finestra. La velocità relativa sarà di circa 10 km/s, e l'accelerazione fornita dalla manovra è di circa 4-5 km/s.

L'Italia a bordo: tre strumenti e una camera

L'Agenzia Spaziale Italiana ha contribuito a tre dei dieci strumenti scientifici, finanziati per circa 350 milioni di euro. ASI elenca:

RIME (Radar for Icy Moon Exploration)

Un radar a penetrazione capace di "vedere" sotto la crosta ghiacciata fino a 9 km di profondità, con risoluzione verticale di 30 m. Sviluppato da Thales Alenia Space per l'ASI in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory della NASA. L'antenna di RIME ha vissuto un momento di tensione subito dopo il lancio: per giorni si rifiutò di estendersi del tutto, finché un colpo di propulsore non la sbloccò. Lo racconta MEDIA INAF.

JANUS

La camera ottica ad alta risoluzione, sviluppata da Leonardo con l'Istituto Nazionale di Astrofisica. Sarà i nostri occhi quando JUICE si avvicinerà alle lune galileiane.

3GM (Gravity and Geophysics of Jupiter and Galilean Moons)

Un esperimento di radioscienza che misurerà il campo gravitazionale di Ganimede fino al decimo armonico per stimare lo spessore dell'oceano sotterraneo. Sviluppato da ASI con ISA (Israeli Space Agency).

La luna Europa di Giove fotografata dalla sonda Voyager
Europa, la luna ghiacciata di Giove. JUICE studierà anche Ganimede e Callisto. Foto: NASA / JPL

Cosa cerca davvero JUICE

L'obiettivo scientifico finale è capire se le lune ghiacciate di Giove possano essere abitabili. I dati di Galileo (1995-2003) hanno mostrato che sotto le croste di ghiaccio si nascondono oceani salati. Ganimede ne avrebbe uno spesso 100 km, sotto 150 km di ghiaccio, con un volume superiore a tutti gli oceani terrestri messi insieme. Europa, secondo modelli pubblicati su Nature Astronomy, potrebbe avere fondali oceanici geologicamente attivi.

JUICE non cercherà direttamente la vita — non ha strumenti biologici — ma misurerà i parametri (chimica, energia, struttura) che potrebbero rendere quei luoghi abitabili. La risposta arriverà negli anni Trenta, quando la sonda raggiungerà finalmente la sua destinazione.

Domande frequenti

Si potrà vedere JUICE da Terra durante il flyby?

Con un telescopio amatoriale di buona qualità o un binocolo astronomico potente, sì: nelle ore intorno all'avvicinamento massimo la sonda riflette abbastanza luce solare da apparire come un puntino mobile, soprattutto nelle zone con orizzonte adatto.

Perché non un viaggio diretto?

Per ragioni di massa e costo. Un viaggio diretto avrebbe richiesto un razzo come l'SLS della NASA, fuori budget per l'ESA. La rotta con gravity assist permette di portare strumenti più pesanti a costo orbitale ridotto.

Cosa succede dopo Ganimede?

JUICE rimarrà in orbita attorno a Ganimede dal 2034. Al termine della missione (forse 2036), potrebbe essere fatta precipitare sulla luna stessa, completando un'esplorazione che parte oggi e finirà tra più di dieci anni.

Quando guarderete il cielo a settembre 2026, ricordatevi: sopra le vostre teste sta passando, invisibile, una macchina europea pesante 6 tonnellate che si sta dando lo slancio per arrivare a Giove. Una freccia scoccata nel 2023, che colpirà il bersaglio nel 2031.

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