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Anomalia del Sud Atlantico: il "punto debole" del campo magnetico terrestre sta crescendo e si sta dividendo

I tre satelliti ESA Swarm misurano da 11 anni una zona di campo magnetico anomalo grande quanto mezza Europa. E ora ne vedono nascere una seconda.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Visualizzazione del campo magnetico terrestre e delle fasce di Van Allen
Visualizzazione del campo magnetico terrestre e delle fasce di Van Allen

Ogni volta che un satellite della NASA passa sopra il Brasile, gli ingegneri tengono il fiato sospeso. Tra la costa brasiliana e l'Africa meridionale, a un'altitudine di poche centinaia di chilometri, il campo magnetico terrestre è circa un terzo più debole della media. È quella che gli scienziati chiamano Anomalia del Sud Atlantico (SAA, South Atlantic Anomaly) e dentro quella regione i raggi cosmici e le particelle delle fasce di Van Allen arrivano molto più vicino alla superficie del pianeta del normale. Per i satelliti significa un rischio concreto di malfunzionamenti: la Stazione Spaziale Internazionale spegne preventivamente alcuni strumenti durante i passaggi, e il telescopio Hubble interrompe le osservazioni.

Dal 2013 i tre satelliti gemelli della missione Swarm dell'Agenzia Spaziale Europea misurano in modo continuo l'intensità e la direzione del campo magnetico. Gli ultimi 11 anni di dati raccontano una storia inquietante: l'anomalia non sta solo restando dov'è, ma sta crescendo e potrebbe dividersi in due.

Mezza Europa di anomalia in più

Secondo l'analisi ufficiale dell'ESA pubblicata nel 2025, dal 2014 a oggi l'area di campo magnetico anomalo è cresciuta di una superficie pari a quasi metà del continente europeo. L'indebolimento è stato particolarmente rapido a partire dal 2020 sulla zona di oceano a sud-ovest dell'Africa, dove un secondo "minimo locale" è emerso nel campo. Per molti ricercatori questo è il segnale che la SAA si sta dividendo in due cellule separate, una centrata sull'America del Sud e una sopra l'Atlantico africano.

Mappa dell'intensità del campo magnetico terrestre con visualizzata l'Anomalia del Sud Atlantico
Mappa dell'intensità del campo magnetico terrestre: la macchia scura sopra Sud America e Atlantico è l'Anomalia del Sud Atlantico. Credit: NASA Goddard, public domain.

Cosa succede nel nucleo

Il campo magnetico terrestre è generato dai moti di convezione del ferro fuso del nucleo esterno, circa 2.900 chilometri sotto i nostri piedi. La SAA, secondo i modelli più recenti, sarebbe legata a quelle che i geofisici chiamano reverse flux patches: zone della superficie del nucleo dove il campo magnetico, anziché uscire verso l'esterno (come accade in tutto l'emisfero Sud), rientra all'interno. Il risultato è una sorta di "buco" locale che si propaga fin sopra la nostra atmosfera. Le analisi Swarm mostrano che una di queste patch si sta spostando verso ovest sotto il continente africano, accentuando l'indebolimento del campo proprio nel punto dove si è formata la seconda cellula.

Una stranezza, non una catastrofe

Tra i titoli sensazionalistici di questi anni si è letto di tutto: inversione imminente dei poli magnetici, fine della protezione della vita sulla Terra, danni biologici. Gli scienziati invitano alla calma. L'analisi più estesa, condotta dalla missione Swarm e riportata anche da CBS News, descrive un fenomeno reale ma non senza precedenti: l'anomalia esiste almeno da 11 milioni di anni, secondo le firme paleomagnetiche raccolte nelle rocce del Sant'Elena Plateau. L'attuale variazione rapida, però, è davvero atipica e meriterà di essere seguita con attenzione: la prossima inversione vera dei poli magnetici, statisticamente, è attesa entro le prossime migliaia di anni, non immediatamente.

Il prezzo da pagare oggi

Nel concreto, la SAA crea problemi quotidiani all'industria spaziale. Il telescopio Hubble passa circa il 15% del suo tempo dentro la regione anomala e durante quei minuti smette di osservare. La Stazione Spaziale Internazionale ha dovuto rinforzare la schermatura di alcuni computer di bordo. La compagnia SpaceX ha perso, nel febbraio 2022, 40 satelliti Starlink appena lanciati: tra le cause ipotizzate ci sono anche aumentate dosi di radiazioni legate all'orbita, anche se la spiegazione principale è stata una tempesta geomagnetica.

Perché studiarla

Capire l'evoluzione della SAA significa anche capire meglio il funzionamento della geodinamo terrestre. La voce enciclopedica della Wikipedia inglese sottolinea che ogni nuova generazione di satelliti magnetometrici (dopo Swarm seguirà la missione MAGSAT-2 congiunta NASA-DLR) restringerà i modelli del nucleo: non solo per la sicurezza dei satelliti in orbita bassa, ma per ricostruire le inversioni del campo accadute in passato e provare a stimare se davvero la prossima è alle porte. Per ora, l'indicazione di Swarm è una sola: il campo cambia molto più in fretta di quanto pensassimo. E lo possiamo vedere, in tempo quasi reale, dalle orbite a 462 chilometri di altezza.

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