Curiosità
Derinkuyu: la citta sotterranea della Cappadocia scavata nel tufo
Diciotto livelli e quasi 85 metri di profondita: dentro il rifugio che poteva ospitare migliaia di persone.

Derinkuyu e una delle meraviglie meno appariscenti ma piu sorprendenti della Cappadocia, nella Turchia centrale: non un monumento che svetta verso il cielo, ma un'intera citta scavata verso il basso, dentro il morbido tufo vulcanico dell'Anatolia. Si sviluppa su numerosi livelli sovrapposti e, secondo le stime piu diffuse, scende fino a circa 85 metri di profondita. Per secoli e rimasta nascosta sotto un tranquillo paese di superficie, finche un ritrovamento casuale non ne ha riportato alla luce i corridoi.
La sua storia mescola ingegneria antica, fede religiosa e istinto di sopravvivenza. Capire Derinkuyu significa immaginare migliaia di persone che, nei momenti di pericolo, scendevano sottoterra portando con se bestiame, scorte di cibo e perfino i propri riti, per poi sigillare le vie d'accesso e attendere che la minaccia passasse.
Una citta capovolta nel tufo della Cappadocia
La Cappadocia e una regione vulcanica in cui pioggia e vento hanno modellato pinnacoli e valli dalle forme irreali. Quella stessa roccia, il tufo, e tenera da scavare ma diventa stabile una volta esposta all'aria: una combinazione perfetta per ricavare ambienti abitabili. Derinkuyu e la piu grande tra le citta sotterranee scavate della regione e si articola, secondo le ricostruzioni piu citate, su circa 18 livelli, anche se solo una parte e oggi visitabile dal pubblico.
Le dimensioni sono notevoli: la descrizione della Encyclopaedia Britannica ricorda che il complesso poteva ospitare fino a circa 20.000 persone insieme al loro bestiame e alle riserve alimentari. Va precisato che si tratta di una stima ricorrente nella letteratura, non di un dato misurato con certezza: per questo i numeri su livelli, profondita e capacita vanno letti come ordini di grandezza, non come misure definitive.

Come si viveva sottoterra
Quella di Derinkuyu non era una semplice cantina, ma un insediamento completo. Tra gli ambienti documentati ci sono stalle per gli animali, cantine e magazzini, presse per il vino e per l'olio, refettori e cappelle scavate nella roccia. In altre parole, un luogo pensato non per poche ore, ma per resistere a lungo in autonomia.
Il problema piu evidente di una citta cosi profonda e l'aria. Derinkuyu lo risolveva con un sistema di pozzi verticali: secondo la scheda enciclopedica dedicata alla citta sotterranea esistono oltre 50 condotti di ventilazione che attraversano la roccia, alcuni dei quali funzionavano anche come pozzi d'acqua, garantendo ricambio d'aria fino ai piani inferiori. E un dettaglio che spiega come una folla potesse davvero sopravvivere per giorni nelle viscere della terra.
Il secondo punto critico era la sicurezza. Ogni livello poteva essere isolato dagli altri grazie a grandi porte circolari di pietra, simili a enormi ruote di mulino, che venivano fatte rotolare per chiudere i passaggi dall'interno. Una volta sigillati, i corridoi diventavano una trappola per chiunque tentasse di entrare e un riparo per chi si trovava all'interno. Diversi studiosi ipotizzano anche l'esistenza di lunghi cunicoli che avrebbero collegato Derinkuyu ad altre citta sotterranee della zona, come la vicina Kaymakli, sebbene non tutte queste connessioni siano oggi percorribili o pienamente documentate.
Anche l'organizzazione degli spazi rivela una logica precisa. I livelli superiori, piu ampi e ventilati, erano in genere destinati alle persone, alle stalle e alle attivita quotidiane; quelli inferiori ospitavano magazzini, depositi e ambienti di culto. Questa distribuzione verticale permetteva di sfruttare al meglio l'aria che scendeva dai pozzi e di tenere il bestiame vicino alle uscite, riducendo i rischi in caso di permanenza prolungata.
Tre cose da ricordare su Derinkuyu
- Profondita stimata intorno agli 85 metri, su circa 18 livelli scavati nel tufo.
- Capacita stimata fino a circa 20.000 persone con animali e scorte.
- Oltre 50 pozzi di ventilazione e porte di pietra mobili per sigillare i piani.
Chi la costru e chi vi trovo rifugio
La datazione di Derinkuyu e oggetto di discussione. Diverse fonti attribuiscono i primi scavi ai Frigi, intorno all'VIII-VII secolo a.C., con successivi ampliamenti che avrebbero raggiunto la forma piu estesa in epoca bizantina. In quel periodo la citta sotterranea servi soprattutto come rifugio per le comunita cristiane locali durante incursioni e persecuzioni: scendere sottoterra e chiudere le porte di pietra era un modo concreto per mettere in salvo intere popolazioni.
Derinkuyu non era un nascondiglio improvvisato, ma una macchina per sopravvivere: aria, acqua, cibo e luoghi di culto, tutto sotto la superficie.

Una riscoperta casuale nel 1963
Per buona parte dell'eta moderna gli ambienti piu profondi di Derinkuyu sono rimasti dimenticati. La svolta arriva nel 1963, quando un abitante del luogo, durante alcuni lavori, trova una stanza misteriosa dietro una parete della propria casa: era l'ingresso a un mondo di gallerie che scendevano nel sottosuolo. Pochi anni dopo, nel 1969, parte del complesso e stata aperta ai visitatori.
Vale la pena chiarire un equivoco frequente: Derinkuyu non va confusa con Gobekli Tepe, l'enorme sito megalitico del sud-est della Turchia. Sono luoghi diversi per natura, funzione ed epoca; accomunarli solo perche entrambi turchi e antichi e un errore comune.
Un tesoro tutelato dall'UNESCO
Derinkuyu non e un sito isolato. Insieme alla vicina citta sotterranea di Kaymakli e alle chiese rupestri della regione, fa parte del bene seriale Parco nazionale di Goreme e siti rupestri della Cappadocia, iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO nel 1985. Il riconoscimento sottolinea il valore eccezionale di un paesaggio in cui l'uomo ha trasformato la roccia in abitazioni, chiese e intere citta nascoste.
Per chi vuole approfondire restando su fonti affidabili, conviene partire dalle schede istituzionali: oltre alla pagina UNESCO sul parco, la voce dedicata alla Cappadocia su Britannica aiuta a inquadrare il contesto storico e geografico della regione. Visitare Derinkuyu, oggi, significa percorrere scale strette e gallerie a tratti claustrofobiche, ma anche toccare con mano l'ingegno di chi, secoli fa, decise che il modo migliore per proteggersi era scomparire sottoterra.
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