Curiosità
Macchina di Anticitera: il calcolatore astronomico greco di 2.100 anni fa che prediceva le eclissi
Recuperato in un relitto nel 1901, è il più antico ingranaggio differenziale conosciuto. Ricostruzione del 2021 a UCL svela il fronte del Cosmo.

Il primo maggio del 1901, al largo dell'isolotto greco di Anticitera, una squadra di palombari del ministero della Marina recuperò da un relitto del I secolo a.C. una massa informe di bronzo corroso. Sembrava una statua mutilata. Un secolo e quattro generazioni di tomografie più tardi, sappiamo che quel reperto è il più antico calcolatore meccanico mai costruito: la Macchina di Anticitera, un dispositivo a ingranaggi capace di calcolare la posizione di Sole, Luna e pianeti per qualunque data passata o futura, predire eclissi e indicare il calendario dei giochi panellenici.
Una macchina di bronzo dal relitto di Anticitera
Il relitto, datato attorno al 65 a.C., trasportava statue, anfore e oggetti di lusso probabilmente diretti a Roma. Il meccanismo arrivò al Museo Archeologico Nazionale di Atene impregnato di sale e calcareo: solo nel 1902 l'archeologo Spyridon Stais notò una ruota dentata sotto la patina e capì che si trattava di qualcosa di artificiale. La datazione attuale colloca la costruzione del dispositivo alla fine del II secolo a.C., come ricostruisce la scheda della World History Encyclopedia.
Il reperto sopravvissuto è in 82 frammenti, originariamente alloggiato in una cassetta di legno di circa 34 × 18 × 9 centimetri. Vi si distinguono almeno 30 ingranaggi di bronzo a denti triangolari, una manovella laterale per azionare il sistema e due quadranti — uno frontale, due posteriori — coperti da iscrizioni in greco antico che funzionano da libretto di istruzioni inciso direttamente sull'apparato.
Il primo computer della storia
Per quasi un secolo nessuno capì davvero a cosa servisse. La svolta arrivò nel 1959 con il fisico britannico Derek J. de Solla Price di Yale, che ipotizzò una funzione astronomica e pubblicò la prima ricostruzione a treno di ingranaggi. Negli anni Duemila il progetto Antikythera Mechanism Research Project, guidato dal matematico Tony Freeth, ha potuto applicare al reperto la tomografia computerizzata a raggi X ad alta risoluzione realizzata da X-Tek Systems: i risultati, pubblicati nel 2006 in uno studio fondamentale su Nature, hanno permesso di leggere oltre 2.000 caratteri delle iscrizioni interne, prima invisibili.

Cosa sapeva calcolare
Il quadrante anteriore mostra lo zodiaco e il calendario egizio sovrapposti, con lancette per Sole e Luna; la lancetta lunare include un meccanismo che simula la variazione di velocità del satellite dovuta all'orbita ellittica (un ingegnoso epiciclo con ruote a perno scentrato, scoperto da Michael Wright nel 2003).
Sul retro, il quadrante superiore funziona come calendario metonico di 235 mesi sinodici (19 anni); il quadrante inferiore traccia il ciclo di Saros di 223 mesi e segnala i giorni in cui è prevista un'eclissi, indicando se sarà solare o lunare e a quale ora del giorno cadrà. Un piccolo quadrante ausiliario riporta i giochi panellenici, inclusa Olimpia.
La ricostruzione UCL del 2021
Nel marzo 2021 il team di Tony Freeth ha pubblicato sui Scientific Reports di Nature una ricostruzione completa del lato anteriore, prima rimasto parzialmente oscuro. Lo studio «A Model of the Cosmos in the ancient Greek Antikythera Mechanism» propone un sistema di anelli concentrici che mostra le posizioni di Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, oltre a quelle di Sole e Luna, sfruttando i rapporti aritmetici matematicamente attestati nei testi babilonesi. Il modello digitale è stato verificato anche in una replica fisica costruita a UCL.
Chi lo costruì e perché ci sorprende
L'autore della macchina è ignoto. Gli studi linguistici sulle iscrizioni e i dialetti utilizzati suggeriscono un'origine nelle isole greche o nella Sicilia. È stato spesso evocato il nome di Ipparco di Nicea (190-120 a.C.), il più importante astronomo del periodo, e quello di Archimede, anche se non esistono prove dirette. Quello che colpisce è la solitudine tecnologica del reperto: in Europa, un ingranaggio epiciclico di quel livello non ricomparirà fino agli orologi astronomici di Richard di Wallingford (XIV secolo), come segnala la voce enciclopedica e ribadisce una rassegna pubblicata su Communications of the ACM.
Domande frequenti
Dove si trova oggi la Macchina di Anticitera?
I frammenti sono conservati al Museo Archeologico Nazionale di Atene, nella sala dedicata. Una replica funzionante è visibile al Museum of the History of Science di Oxford e al Museum of Ancient Greek Technology di Atene.
Funzionava davvero?
Sì. La replica costruita da Michael Wright nel 2002 e quella del team UCL nel 2021 mostrano che il sistema, una volta caricato manualmente, predice le eclissi note con scarto di un solo giorno rispetto alle effemeridi moderne.
Perché non se ne sono trovati altri?
Probabilmente il bronzo veniva fuso e riutilizzato. Il pezzo di Anticitera è sopravvissuto solo perché è finito in fondo al mare, in un naufragio.
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