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Annie Edson Taylor, 24 ottobre 1901: la maestra di 63 anni che sopravvisse alle cascate del Niagara in un barile

Sceglieva il giorno del suo compleanno, una botte da sottaceti foderata di cuscini e una corsa di 17 metri sopra le Horseshoe Falls. Morì in povertà vent'anni dopo

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Annie Edson Taylor con il barile e un gatto in una foto del 1901
Annie Edson Taylor con il barile e un gatto in una foto del 1901

Il 24 ottobre 1901, attorno a mezzogiorno, una piccola folla di curiosi si raccolse sulla riva canadese del Niagara, ai piedi delle Horseshoe Falls. Galleggiava sull'acqua una botte di legno di quercia, lunga circa un metro e mezzo, fasciata di cinghie di cuoio e cerchi di ferro. Dentro, allacciata a un'imbracatura con un sacco di cuscini e una pompetta per garantire un po' d'aria, c'era una vedova del Michigan di 63 anni che si chiamava Annie Edson Taylor. La sua corsa sarebbe durata venti minuti. Sarebbe diventata la prima persona della storia ad essere sopravvissuta a un salto dalle cascate del Niagara.

Una maestra senza pensione

Annie Edson era nata a Auburn, nello Stato di New York, il 24 ottobre 1838. Aveva studiato per insegnare e aveva sposato un certo David Taylor che era morto pochi anni dopo, lasciandola con un figlio piccolo che però era morto a sua volta nell'infanzia. Da quel momento, Annie aveva girato l'America insegnando: prima nelle scuole elementari, poi come istruttrice di danza, infine come maestra privata per famiglie facoltose a San Antonio, Bay City e infine a Sault Ste. Marie. A inizio Novecento i risparmi erano finiti. Lei aveva 62 anni, salute ancora buona e nessun reddito. Cercava un modo per 'essere ricca', come scriverà nelle memorie, prima che fosse troppo tardi.

Lesse sui giornali della costruzione della nuova esposizione panamericana di Buffalo (1901), che richiamava migliaia di turisti alle cascate. Le venne in mente un'idea che oggi consideriamo follia: essere la prima persona a fare la cascata e sopravvivere. Una serie di precedenti tentativi maschili — il barile di Carlisle Graham, sopravvissuto a un giro nelle rapide a valle ma mai sulla cascata stessa — le suggeriva che l'impresa era almeno teoricamente possibile. L'archivio di HISTORY ricostruisce in dettaglio la pianificazione dell'impresa.

Annie Edson Taylor in posa accanto al suo barile in legno con un gatto
Annie Edson Taylor in una fotografia del 1901 accanto al barile che la portò sulle Horseshoe Falls. Foto: autore sconosciuto / Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Il barile da sottaceti

Annie commissionò il barile a un tonaio di Bay City, Michigan. La botte era in legno di quercia bianca, alta circa 1,52 metri e larga 91 centimetri, rinforzata da sette cerchi di ferro e dotata di una porta a chiusura ermetica. All'interno aveva una rete di cinghie di cuoio che la sosteneva in piedi, una serie di cuscini per attutire gli urti e una pompa d'aria azionata a mano. La progettazione si basava su un equilibrio fra peso e galleggiamento: per evitare che il barile si ribaltasse o restasse intrappolato sotto la cascata, vi aveva fatto inserire un'incudine sul fondo come zavorra.

Tre giorni prima, il 21 ottobre, fece un test fatto: dentro al barile non lei ma una gatta domestica chiamata Iagara. Il barile, gettato dalle Horseshoe Falls, riemerse intatto due minuti dopo a valle. La gatta era viva, leggermente ammaccata. Annie decise che si poteva fare.

La discesa

Alle ore 13:00 circa del 24 ottobre 1901, suo compleanno di 63 anni, Annie venne caricata sul barile da due assistenti, Truesdale e Holleran, su una piccola imbarcazione a remi a circa un chilometro a monte della cascata. La porta venne chiusa con bulloni. La barca trainò il barile verso il centro del fiume e lo rilasciò. Le correnti del Niagara superiore lo trasportarono fino al ciglio della cascata. Alle ore 13:18 cadde dalle Horseshoe Falls, alte 53 metri, in caduta libera per circa 3 secondi.

Riemerse a valle in una pozza turbolenta. Per minuti il barile rimbalzò fra rocce e schiume; gli assistenti, in barca al di sotto della cascata, lo raggiunsero, lo trascinarono a riva e svitarono la porta. Annie uscì viva, con un piccolo taglio sulla testa, una contusione alla mandibola e un evidente stordimento. La prima frase pronunciata, secondo le cronache locali raccolte dall'archivio InfoNiagara, fu 'Nessuno deve mai più provare questa cosa'.

Annie Edson Taylor aiutata a scendere a terra dopo il salto dalle Horseshoe Falls
Annie Taylor portata a riva subito dopo l'impresa, il 24 ottobre 1901. Foto: collezione Teresa Lasher / Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Il dopo, una storia di fallimenti

L'idea era semplice: trasformare la fama in conferenze, foto a pagamento, vendita di souvenir alle cascate. Funzionò solo all'inizio. Il problema fu il manager che Annie aveva assoldato, Frank M. Russell, che le rubò il barile originale per esibirsi con esso al posto suo. Le repliche realizzate per surrogarlo non avevano lo stesso fascino. Annie scrisse un'autobiografia che nessuno leggeva e cercò invano di mettere in piedi spettacoli teatrali per raccontare l'impresa.

Negli ultimi vent'anni di vita, Annie aprì un piccolo negozio di souvenir alle cascate, e quando il negozio non bastava più si dichiarò veggente per i turisti più creduli. Morì il 29 aprile 1921, ottantaduenne, in un ospizio di Lockport, nello Stato di New York. La sepoltura nel cimitero Stranger Section di Niagara Falls fu pagata da una colletta pubblica. La sua tomba reca scritto: 'First to go over the Horseshoe Falls in a barrel and live, October 24, 1901'.

I tentativi successivi e una lezione di statistica

Dopo Annie, almeno altre 14 persone hanno tentato di replicare l'impresa. Cinque sono morte; tre sono state arrestate dalle autorità canadesi che da decenni considerano l'atto un crimine punito con multe fino a 25.000 dollari canadesi. L'ultimo a riuscirci e sopravvivere è stato il pizzaiolo americano Steve Trotter, nel 1985 e nuovamente nel 1995, entrambe le volte con un barile di plastica e di sponsor.

Una retrospettiva dello Smithsonian Magazine sottolinea il punto: Annie Edson Taylor fu la prima e l'unica a tentare l'impresa senza interesse per il rischio, semplicemente perché aveva calcolato — sbagliando — che la fama la avrebbe ripagata. Il barile sopravvisse tra furti e contenziosi fino agli anni Quaranta, quando andò perduto. La sua vera eredità non è economica: è il fatto che un'idea apparentemente folle, alimentata dal bisogno, abbia aperto una sottocultura di stuntman americani che dura fino a oggi.

Annie Taylor andò sulle cascate per soldi e non ne fece. Ma riuscì in qualcosa che nessuno aveva mai fatto: sopravvivere a una caduta di 53 metri in una botte di sottaceti, a 63 anni compiuti il giorno stesso.

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