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Pint of Science 2026: dal 18 al 20 maggio 300 ricercatori in 90 pub di 28 città italiane

L'edizione italiana del festival nato a Londra nel 2013 mette intelligenza artificiale, neuroscienze e microplastiche al bancone della birra. Ingresso libero.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Bicchieri di birra su un bancone di legno in un pub illuminato
Bicchieri di birra su un bancone di legno in un pub illuminato

Per tre sere dal lunedì 18 al mercoledì 20 maggio 2026, in oltre 90 pub italiani il bancone diventa una cattedra. Si chiama Pint of Science, è un festival nato nel 2013 a Londra e arrivato in Italia nel 2015. La regola d'ingaggio è semplice: un ricercatore, una birra (o un'analcolica), quaranta minuti di racconto e poi tutte le domande del pubblico. Niente diapositive accademiche, niente filtri istituzionali. Quest'anno l'edizione italiana porta oltre 300 ricercatori in 28 città, dall'Aquila a Padova, da Catania a Trieste.

Come funziona Pint of Science e perché funziona

Il festival è nato dall'intuizione dei ricercatori inglesi Michael Motskin e Praveen Paul, che nel 2012 organizzarono un open day nei loro laboratori di Londra. Il pubblico fu così entusiasta che decisero di invertire la rotta: portare la scienza dal pubblico, in un luogo informale. La prima edizione del 2013 si tenne in tre città. Oggi Pint of Science è presente in oltre 25 Paesi e coordina simultaneamente più di 2.500 eventi.

In Italia la macchina è gestita da un'associazione di volontari coordinata dal genetista Daniele Capolino e dalla neuroscienziata Marta Saponaro, con il sostegno di università, istituti pubblici e i due principali enti di ricerca: INFN (fisica) e CNR (ricerca multidisciplinare). Il copione è sempre lo stesso: dalle 20:30 alle 22:30, in due-tre pub per città, due relatori si alternano con un intervallo. L'ingresso è gratuito, ma è consigliata la prenotazione perché i locali esauriscono i posti.

I temi del 2026: intelligenza artificiale, microplastiche, ritorno sulla Luna

I cinque filoni tematici sono fissati a livello internazionale: Beautiful Mind (neuroscienze e psicologia), Atoms to Galaxies (fisica e astronomia), Our Body (medicina e biologia), Our Society (scienze sociali), Tech Me Out (tecnologia e innovazione). Quest'anno i temi più rappresentati sono l'intelligenza artificiale (oltre 60 talk dedicati), la cosmologia post-James Webb, le microplastiche e il quantum computing, come ricostruisce il riassunto di MeteoWeb.

Ricercatrice spiega un concetto scientifico con un gesto delle mani durante un talk informale
Format informale, abolizione del linguaggio iniziatico: l'idea di Pint of Science è ribaltare la posizione dello scienziato e del cittadino in un dialogo alla pari. Foto: Pexels / Pavel Danilyuk

Le 28 città italiane in programma

Le città partecipanti nel 2026 sono: Avellino, Bari, Benevento, Bologna, Cagliari, Caserta, Catania, Ferrara, Frascati, Genova, Latina, L'Aquila, Messina, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pavia, Pisa, Reggio Calabria, Roma, Salerno, Savona, Siena, Torino, Trento, Trieste e Udine. La rete copre tutte le macroregioni, con una densità particolarmente alta nel Centro-Sud grazie al coinvolgimento dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell'INFN, come riporta l'agenzia ANSA.

Programma all'Aquila — un esempio

A L'Aquila la sede principale è la Bottiglieria Lo Zio, accompagnata da Anbra Brasseria e Via Verdi Irish Pub. Le serate del 18 esplorano il ritorno umano sulla Luna del programma Artemis, i disturbi dell'apprendimento e la fisica della chitarra; il 19 si parla di neutrini al Gran Sasso, sismologia post-2009 e reti complesse; il 20 chiude con esopianeti, turismo contemporaneo e tecniche isotopiche. Il programma completo è online sul sito dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Informazioni pratiche

  • Date: lunedì 18, martedì 19, mercoledì 20 maggio 2026.
  • Orario: dalle 20:30 alle 22:30 (variabile a seconda della città).
  • Costo: ingresso gratuito; consumazione facoltativa a carico del pubblico.
  • Prenotazione: pintofscience.it → sezione «Eventi» → città.
  • Lingua: tutti i talk sono in italiano, salvo eccezioni indicate sul sito.

Perché un festival al pub è un esperimento serio

L'edizione italiana ha visto crescere il numero di partecipanti dai 200 della prima edizione (2015, due città) agli oltre 25.000 stimati nel 2025. Il modello attira ricercatori di carriera, ma anche dottorandi che usano il festival come palestra di divulgazione. La sfida — riconosciuta dagli stessi organizzatori — è non ridurre la complessità a slogan: una pinta non basta, dice il neuroscienziato Pier Vincenzo Piazza in un'intervista a Il Mattino, «ma se anche solo dieci persone su cento escono di lì con una domanda nuova, abbiamo vinto».

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