Astronomia
Asteroide 2026 JH2: stasera sfiora la Terra a 90.000 km, un quarto della distanza lunare
Scoperto pochi giorni fa dal Mount Lemmon Survey, il sasso di 16-35 metri passa il 18 maggio alle 23:23 italiane

Stasera, lunedì 18 maggio 2026 alle 23:23 ora italiana (21:23 UTC), un piccolo asteroide chiamato 2026 JH2 compirà uno dei fly-by più ravvicinati dell'anno: passerà a circa 90.000 chilometri dalla Terra, appena un quarto della distanza media che ci separa dalla Luna. Per dare un riferimento, è un transito che avviene dentro l'orbita di tutti i satelliti geostazionari (35.786 km).
Non c'è rischio di impatto: il Center for Near-Earth Object Studies della NASA-JPL ha pubblicato l'effemeride e indica che il sasso passerà con un margine assoluto. Ma il caso 2026 JH2 è interessante per due ragioni: è stato scoperto pochi giorni fa e ricade nella classe di oggetti che, per dimensione e velocità, sono al confine fra curiosità astronomica e attenzione difensiva.
Cosa sappiamo dell'oggetto
L'asteroide è classificato NEO di classe Apollo, cioè un Near-Earth Object la cui orbita attraversa quella terrestre. I parametri pubblicati indicano:
- Diametro stimato: tra 16 e 35 metri, paragonabile al meteoroide di Čeljabinsk del 15 febbraio 2013;
- Distanza minima dalla Terra: tra 0,00058 e 0,00064 unità astronomiche, cioè circa 87.000-96.000 chilometri;
- Distanza minima dalla Luna: 0,00284 UA il 18 maggio alle 18:51 UTC, circa 425.000 km;
- Magnitudine apparente al massimo: 11,5, inaccessibile a occhio nudo ma alla portata di un telescopio amatoriale da 100-150 mm di apertura sotto un cielo buio;
- Velocità relativa rispetto alla Terra: dell'ordine di 11 km/s.
Una scoperta di pochi giorni fa
2026 JH2 è entrato nel database degli oggetti potenzialmente prossimi solo a metà maggio. La prima identificazione è del 13 maggio 2026, opera del Mount Lemmon Survey, una delle quattro stazioni del progetto Catalina Sky Survey dell'Università dell'Arizona finanziato dal Near-Earth Object Observations Program della NASA. Il primo follow-up è arrivato poco dopo dal Farpoint Observatory di Eskridge, in Kansas, gestito dalla Northeast Kansas Amateur Astronomers' League: un piccolo telescopio gestito da volontari ha contribuito a fissare l'orbita.
È esattamente il modo in cui funziona oggi la difesa planetaria: una pipeline distribuita di telescopi automatici di sopravento individua il candidato, una rete di osservatori (anche amatoriali certificati) lo rinviva, e i centri NASA e ESA Planetary Defence rifinano i parametri orbitali entro 48-72 ore.

Pericolo? No. Lezione? Sì
Un oggetto di 30 metri, se entrasse nell'atmosfera, libererebbe un'energia paragonabile al meteoroide di Čeljabinsk 2013 (440-500 kilotoni di tritolo equivalente). Quello, esploso a circa 30 km di quota, danneggiò 7.300 edifici e ferì 1.500 persone. Un sasso di 35 metri sopra una metropoli sarebbe un problema serio anche senza colpire il suolo.
Questo è il motivo per cui la NASA e l'ESA hanno costruito negli ultimi quindici anni un sistema di sorveglianza dedicato. Il Minor Planet Center della IAU pubblica il catalogo, mentre la missione NEO Surveyor della NASA (lancio previsto 2027) e il programma NEOMIR ESA (2030) miglioreranno la sensibilità per gli asteroidi che arrivano dalla direzione del Sole, dove i telescopi a terra sono ciechi.
Come osservarlo
Per chi ha un telescopio sufficiente: il momento di massima luminosità (magnitudine ~11,5) sarà attorno alle 23:23 italiane. In quegli istanti l'asteroide attraverserà la sfera celeste con un moto apparente di alcuni gradi all'ora — più rapido di Marte, lentissimo per gli standard di un satellite artificiale. Il Virtual Telescope Project dell'astronomo italiano Gianluca Masi ha annunciato una diretta streaming a partire dalle 21:45 italiane.
Una corsa contro il tempo (di reazione)
Il caso 2026 JH2 mostra plasticamente il limite operativo della difesa planetaria attuale: l'asteroide è stato individuato cinque giorni prima del fly-by. Per un oggetto di queste dimensioni la rilevazione è in regola con le aspettative; ma se il bersaglio avesse avuto, ad esempio, 100-200 metri di diametro e una traiettoria di impatto, cinque giorni non sarebbero sufficienti per pianificare una contromisura. La missione DART della NASA, che il 26 settembre 2022 deviò l'asteroide Dimorphos, aveva impiegato dieci mesi di crociera dopo il lancio.
2026 JH2 passerà oltre, mantenendo l'orbita che lo riporta nei dintorni della Terra ogni 4,1 anni terrestri. Nel 2030 e nel 2034, secondo il sito BBC Sky at Night, sono già previsti altri due passaggi a distanze tra le sue tre e dieci distanze lunari. Resterà sotto osservazione per anni. È il caso di dire: ci rivedremo presto.
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