Astronomia
Europa Clipper: la sonda NASA che cerca un oceano sotto il ghiaccio di Giove
La più grande sonda planetaria mai costruita dalla NASA viaggia verso la luna Europa: il 3 dicembre 2026 sfiorerà la Terra per prendere velocità.

Mentre quasi tutti i riflettori dell'esplorazione spaziale puntano su Marte, la missione più ambiziosa lanciata di recente dalla NASA viaggia in silenzio verso un mondo ghiacciato lontano oltre 600 milioni di chilometri: Europa, una delle quattro grandi lune di Giove scoperte da Galileo nel 1610. Si chiama Europa Clipper ed è la più grande sonda che la NASA abbia mai costruito per una missione planetaria. Il suo obiettivo non è cercare direttamente la vita, ma rispondere a una domanda preliminare e altrettanto vertiginosa: sotto la spessa crosta di ghiaccio di Europa esistono le condizioni adatte a ospitarla?
Un oceano nascosto sotto il ghiaccio
Da decenni i planetologi sospettano che sotto la superficie ghiacciata di Europa si nasconda un oceano di acqua liquida salata. Le immagini raccolte negli anni Novanta dalla sonda Galileo mostravano una crosta fratturata e geologicamente giovane, percorsa da lunghe linee scure e quasi priva di crateri da impatto: il segno di un guscio di ghiaccio che si rinnova di continuo, scivolando sopra qualcosa di fluido. Secondo la pagina ufficiale della missione, gestita dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, quell'oceano potrebbe contenere il doppio dell'acqua di tutti gli oceani terrestri messi insieme, racchiuso sotto una crosta spessa stimata tra 15 e 25 chilometri.
La cosa straordinaria è la fonte di calore. Europa orbita immersa nell'intenso campo gravitazionale di Giove e viene continuamente "impastata" dalle forze di marea: questo attrito interno genera energia sufficiente a mantenere liquido l'oceano nonostante la temperatura superficiale scenda intorno ai -160 °C. La presenza simultanea di acqua liquida, di una fonte di energia e dei mattoni chimici della vita renderebbe Europa uno dei luoghi più promettenti del Sistema Solare per la cosiddetta abitabilità. È bene ribadirlo: Europa Clipper non andrà a caccia di organismi, ma misurerà se l'ambiente abbia le caratteristiche giuste per sostenerli.
La sonda più grande mai costruita dalla NASA
Europa Clipper è un colosso. Con i pannelli solari completamente dispiegati misura oltre 30 metri da un'estremità all'altra, più della larghezza di un campo da basket: una superficie enorme, necessaria per catturare la poca luce solare che arriva alla distanza di Giove, dove l'energia del Sole è circa venticinque volte inferiore rispetto alla Terra. A pieno carico di propellente la sonda pesa circa 6.000 chilogrammi.
A bordo viaggiano nove strumenti scientifici, una vera e propria valigia di laboratorio. C'è un radar capace di "vedere" attraverso il ghiaccio per misurarne lo spessore e individuare eventuali sacche d'acqua; ci sono spettrometri che analizzano la composizione chimica della superficie e di eventuali pennacchi di vapore; una termocamera per individuare i punti caldi; e magnetometri che studieranno il campo magnetico indotto, una sorta di "eco" elettromagnetica che potrà confermare la presenza e la salinità dell'oceano sotterraneo. La missione è partita il 14 ottobre 2024 dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX. Come ha raccontato il comunicato del JPL al momento del lancio, servì il razzo più potente disponibile per spedire una sonda così massiccia verso il Sistema Solare esterno.
Un viaggio a zig-zag di quasi 3 miliardi di chilometri
Per raggiungere Giove, Europa Clipper non vola in linea retta: sfrutta la "fionda gravitazionale" dei pianeti per accumulare velocità senza consumare propellente. La sonda ha già effettuato un primo sorvolo ravvicinato di Marte il 1° marzo 2025, e secondo la cronologia ufficiale della missione compirà il passaggio decisivo attorno alla Terra il 3 dicembre 2026. Questi due assist gravitazionali le forniranno l'energia necessaria per arcuare la traiettoria fino al sistema gioviano, percorrendo in tutto un tragitto di quasi 3 miliardi di chilometri.
L'arrivo è previsto per l'aprile del 2030, quando la sonda accenderà i motori per inserirsi in orbita attorno a Giove. Da lì compirà circa 49 sorvoli ravvicinati di Europa, alcuni a poche decine di chilometri dalla superficie. La strategia dei sorvoli, anziché di un'orbita stabile attorno alla luna, serve a un motivo preciso: limitare il tempo trascorso nelle fasce di radiazione più intense del campo magnetico di Giove, che potrebbero friggere l'elettronica in poche settimane. Per questo i circuiti più delicati sono protetti da una "cassaforte" di alluminio.
Non è sola: il duetto con la sonda europea JUICE
Europa Clipper non è l'unica missione diretta verso le lune ghiacciate di Giove. L'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato nell'aprile 2023 la sonda JUICE, che studierà soprattutto Ganimede, la più grande luna del Sistema Solare e anch'essa sospettata di nascondere un oceano. Le due missioni si completano a vicenda: insieme offriranno la visione più dettagliata di sempre dei mondi oceanici di Giove, e gli scienziati delle due agenzie condivideranno i dati per costruire un quadro coerente di questi ambienti.
Perché ci interessa tanto una luna lontana
La domanda che muove Europa Clipper è tra le più antiche dell'umanità: siamo soli? Trovare un ambiente potenzialmente abitabile a oltre 600 milioni di chilometri da casa cambierebbe il modo in cui pensiamo alla vita nell'universo. Anche un risultato negativo sarebbe prezioso, perché aiuterebbe a capire quali condizioni rendano un mondo davvero adatto alla biologia. Come riassume la scheda della NASA dedicata a Europa, questa piccola luna è oggi uno dei bersagli più importanti dell'astrobiologia. La risposta, però, richiederà pazienza: i primi dati scientifici raccolti da Europa non arriveranno prima del prossimo decennio. Per ora, la più grande esploratrice mai costruita dalla NASA continua il suo lungo viaggio nel buio, con un appuntamento già fissato: rivederci, Terra, nel dicembre 2026.
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