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Corpo Umano

La temperatura corporea sta scendendo: addio ai 37 gradi

Il celebre valore di 37 °C come temperatura 'normale' risale al 1851. Studi recenti mostrano che oggi il corpo umano è mediamente più freddo.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Mano che tiene un termometro accanto a una persona influenzata a letto
Mano che tiene un termometro accanto a una persona influenzata a letto

Ce lo hanno insegnato fin da bambini: la temperatura corporea "normale" è di 37 gradi, e se il termometro sale sopra questa soglia abbiamo la febbre. È una delle nozioni più radicate della cultura medica popolare. Eppure quel numero tondo è in larga parte un mito, frutto di una misurazione di metà Ottocento, e la scienza recente suggerisce qualcosa di ancora più sorprendente: il corpo umano, in media, si è raffreddato nell'ultimo secolo e mezzo.

Da dove vengono i 37 gradi

Il valore di 37 °C (corrispondente a 98,6 °F nella scala usata negli Stati Uniti) si deve al medico tedesco Carl Reinhold August Wunderlich. Intorno al 1851 Wunderlich raccolse un numero impressionante di misurazioni — si parla di decine di migliaia di pazienti — usando termometri ascellari lunghi anche trenta centimetri, e stabilì che la temperatura media dell'essere umano sano fosse appunto 37 gradi. Per l'epoca fu un lavoro pionieristico, che diede dignità scientifica alla termometria clinica. Ma quegli strumenti erano diversi dai nostri, tarati in modo non sempre confrontabile, e il metodo di misura ascellare tende a dare valori particolari.

Un numero rivisto al ribasso

Già negli anni Novanta diversi studi misero in dubbio la sacralità dei 37 gradi. Una celebre rianalisi pubblicata sulla rivista JAMA nel 1992 dal medico Philip Mackowiak concluse che la temperatura orale media era piuttosto intorno ai 36,8 °C, con ampie variazioni individuali e nell'arco della giornata, e che i 37 °C non rappresentavano affatto un valore universale. La temperatura del corpo, infatti, non è un numero fisso: oscilla di circa mezzo grado nel corso della giornata, è più bassa al mattino presto e raggiunge il picco nel tardo pomeriggio, seguendo il nostro orologio biologico.

Termometro appoggiato su un tessuto accanto a fazzoletti di carta
La temperatura "normale" varia secondo l'ora del giorno, l'età e il punto di misura. Credit: Polina Tankilevitch / Pexels.

Il corpo umano si è raffreddato

La scoperta più affascinante è arrivata nel 2020. Un gruppo di ricercatori dell'Università di Stanford guidato dalla professoressa Julie Parsonnet ha confrontato tre grandi raccolte di dati separate da oltre un secolo: le cartelle di veterani dell'esercito dell'Unione risalenti all'epoca della Guerra civile americana, un'indagine sanitaria degli anni Settanta e misurazioni effettuate a Stanford tra il 2007 e il 2017. Il risultato, pubblicato sulla rivista eLife, è netto: la temperatura corporea media è diminuita in modo costante. Gli uomini nati all'inizio del Duemila risultano mediamente più "freddi" di oltre mezzo grado rispetto a quelli nati nei primi dell'Ottocento, con un calo dell'ordine di 0,03 °C per ogni decennio. Anche per le donne è emersa una tendenza analoga. La temperatura media di riferimento, oggi, è più vicina a 36,6 °C che ai mitici 37.

Perché stiamo diventando più freddi

Cosa spiega questo lento raffreddamento? L'ipotesi principale degli autori riguarda l'infiammazione. Nell'Ottocento le infezioni croniche — tubercolosi, malattie dentarie, parassitosi, ferite mal curate — erano enormemente più diffuse, e l'infiammazione cronica fa salire la temperatura corporea perché il metabolismo lavora di più. Con i progressi dell'igiene, l'avvento degli antibiotici, le vaccinazioni e cure dentarie migliori, il livello generale di infiammazione nella popolazione è crollato. Un corpo meno "infiammato" ha un metabolismo basale leggermente più basso e, di conseguenza, una temperatura inferiore. Un'ulteriore concausa potrebbe essere il maggior comfort termico in cui viviamo: riscaldamento e aria condizionata riducono lo sforzo del corpo per mantenere costante la propria temperatura.

Mano che regge un termometro digitale con sfondo sfocato
Il calo della temperatura media è attribuito soprattutto alla riduzione delle infiammazioni croniche. Credit: cottonbro studio / Pexels.

Cosa significa "avere la febbre"

Tutto questo ha conseguenze pratiche. Se la temperatura "normale" è personale e mediamente più bassa di quanto si credeva, anche la soglia della febbre andrebbe considerata con più flessibilità. Conta la temperatura abituale di ciascuno, l'ora della misurazione e il punto in cui si misura: la temperatura rettale o auricolare è più alta di quella ascellare, e quest'ultima a sua volta differisce da quella orale. In generale i medici considerano febbre un valore superiore ai 38 °C, ma il riferimento individuale resta il modo più affidabile per capire quando qualcosa non va.

Anche l'età incide in modo marcato. I neonati e i bambini piccoli tendono ad avere una temperatura leggermente più alta e più instabile, perché il loro sistema di termoregolazione è ancora immaturo e il rapporto tra superficie corporea e massa è diverso da quello di un adulto. Le persone anziane, al contrario, spesso presentano temperature di base più basse, al punto che in età avanzata un'infezione può non accompagnarsi alla febbre evidente che ci si aspetterebbe in un giovane. Questo rende la temperatura un parametro da interpretare sempre nel contesto della singola persona, e non come un numero assoluto valido per tutti.

La storia dei 37 gradi è un piccolo promemoria di come la scienza funzioni: anche i dati che diamo per scontati possono essere rivisti alla luce di nuove misurazioni e di archivi storici riletti con occhi moderni. Il nostro corpo non è una macchina con un valore unico stampato sopra, ma un sistema dinamico che cambia nell'arco della giornata, della vita e, a quanto pare, persino delle generazioni. La prossima volta che vi metterete il termometro, ricordate che quel "37" non è una legge di natura, ma l'eredità di un medico tedesco dell'Ottocento.

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