Corpo Umano
Mesentere: nel 2017 i chirurghi irlandesi hanno aggiunto un nuovo organo al corpo umano (e ce l'avete da sempre)
Per due secoli i manuali di anatomia hanno descritto il mesentere come una serie di pieghe peritoneali frammentate. Nel novembre 2016 il professor J. Calvin Coffey dell'Università di Limerick ha dimostrato sul Lancet Gastroenterology che è invece una struttura continua, e merita lo status di organo.

Nei manuali Gray's Anatomy fino all'edizione del 2008 il mesentere è descritto come una serie di pieghe peritoneali separate, con nomi diversi a seconda del tratto intestinale a cui si riferiscono: mesocolon trasverso, mesocolon ascendente, mesentere del tenue, mesoileo. Ogni piega era considerata indipendente, e l'insieme veniva visto come un sistema frammentato di sostegni anatomici. Nel novembre 2016 una pubblicazione sulla rivista The Lancet Gastroenterology and Hepatology ha riscritto quel capitolo: le "pieghe" sono in realtà una sola membrana continua, che parte dal duodeno e arriva al retto formando una doppia parete a forma di ventaglio. Va dunque considerata un organo a sé. Da quel momento la lista degli organi del corpo umano è passata da 78 a 79.
Chi è J. Calvin Coffey
Il chirurgo dietro la scoperta è J. Calvin Coffey, professore di chirurgia all'Università di Limerick in Irlanda e responsabile del dipartimento di chirurgia colorettale. Coffey lavorava da vent'anni sul mesentere come tessuto: le sue dissezioni sistematiche di cadaveri e l'analisi di pazienti sottoposti a chirurgia colorettale lo avevano gradualmente convinto che non si trattasse di pieghe separate. La pubblicazione del 2016 con Peter O'Leary riassume vent'anni di ricerca: dissezioni in vivo intraoperatorie su oltre 1.000 pazienti, micro-anatomia su preparati colorati, ricostruzione 3D tramite risonanza. La conclusione è netta: "il mesentere è una struttura singola e continua, e tutte le descrizioni anatomiche dei manuali di riferimento devono essere aggiornate".
Cosa fa il mesentere
La funzione principale del mesentere è meccanica: tiene l'intestino fissato alla parete addominale posteriore e gli impedisce di collassare quando ci alziamo in piedi. Senza il mesentere, la peristalsi intestinale non riuscirebbe a spingere il contenuto digestivo lungo il tratto. Ma il mesentere ha anche funzioni vascolari, linfatiche e immunitarie. Trasporta i grandi vasi mesenterici (l'arteria e la vena mesenterica superiore e inferiore) che irrorano tutto l'intestino, contiene i linfonodi mesenterici, è ricco di cellule immunitarie e gioca un ruolo nel mantenimento del gut-associated lymphoid tissue. Una pubblicazione su Nature del 2019 ha inoltre dimostrato che il mesentere ospita una popolazione di adipociti termogenici simili al tessuto adiposo bruno, suggerendo un possibile ruolo metabolico finora non sospettato.

Leonardo lo aveva già visto
Curiosamente, la prima rappresentazione anatomica del mesentere come struttura continua porta una firma del Cinquecento: Leonardo da Vinci. Una scheda divulgativa di Healio mostra come Leonardo, nei suoi taccuini, abbia disegnato il mesentere come un unico ventaglio, esattamente come lo descrive Coffey. Poi, all'inizio dell'Ottocento, l'anatomista Joseph Hyrtl introdusse la classificazione in pieghe separate, e la sua versione rimase nei manuali per due secoli. Coffey si limita a osservare con ironia: "Leonardo lo aveva capito, ma abbiamo impiegato 500 anni a credergli". La citazione è ripresa da diversi articoli e dalla scheda dello stesso Coffey sul sito University of Limerick.
Perché conta per la medicina
La riclassificazione non è cosmetica. Definire il mesentere come organo cambia il modo in cui si studiano e si curano le malattie addominali. Il morbo di Crohn, in particolare, era considerato una patologia dell'intestino: studi più recenti, in particolare quelli del gruppo di Coffey, mostrano che molte caratteristiche cliniche del Crohn (fibrosi, ricomparsa post-chirurgica, ipertrofia adiposa) hanno origine nel mesentere, non nell'intestino propriamente detto. Il protocollo di chirurgia mesenterica introdotto a Limerick a partire dal 2018 prevede l'asportazione integrale del mesentere malato durante la resezione intestinale, e i primi dati di follow-up indicano una riduzione del 40% delle ricadute a tre anni rispetto alla chirurgia tradizionale. Anche il cancro colorettale è al centro di una ridiscussione: il vecchio modello classificava le metastasi linfonodali secondo la distribuzione "per pieghe", mentre il nuovo modello propone una complete mesocolic excision integrale.
Una scoperta che entra in classe
Dal 2017 le edizioni aggiornate di Gray's Anatomy hanno modificato la voce "mesentery" presentandolo come organo unitario. La Federative International Programme for Anatomical Terminology, l'organo ufficiale che definisce la nomenclatura anatomica, ha ratificato la modifica nel 2019. Per gli studenti di medicina che oggi cominciano il primo anno, il mesentere è un capitolo nuovo: gli unici manuali che ancora lo descrivono "alla vecchia maniera" sono quelli rimasti nelle biblioteche prima del 2017. Un piccolo sussulto in un campo, l'anatomia macroscopica, che dava ormai per acquisito ogni grammo del nostro corpo. E che invece, sorpresa, ancora aspettava qualcuno con il bisturi paziente per andare a guardare meglio.
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