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Grotta di Movile: il mondo sigillato da 5,5 milioni di anni che respira veleno e mangia luce mai vista

A 25 chilometri dal Mar Nero, sotto un campo di mais della Romania, una squadra di operai scavando le fondamenta di una centrale termica nel 1986 buca per sbaglio una bolla d'aria isolata dal Miocene. Dentro vivono 37 specie che non esistono in nessun altro luogo della Terra.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Interno di una grotta carsica buia con pareti calcaree
Interno di una grotta carsica buia con pareti calcaree

Nell'estate del 1986 il regime di Nicolae Ceaușescu aveva avviato la costruzione di una centrale termoelettrica a una manciata di chilometri dalla costa rumena del Mar Nero, nei pressi della cittadina di Mangalia. Le ruspe stavano spianando il terreno per gettare le fondamenta quando il geologo Cristian Lascu, chiamato per un sopralluogo, si accorse di una piccola depressione nel terreno: una bocca scavata nella roccia calcarea, larga un metro. Lascu fece calare una lampada nella fenditura e capì subito di trovarsi davanti a qualcosa di anomalo: l'aria che usciva dal buco sapeva di uova marce e bruciava agli occhi. Era idrogeno solforato. Lascu chiuse la grotta a tutti tranne che a una stretta équipe scientifica. Trentanove anni dopo, la Peștera Movile è uno dei luoghi più protetti del pianeta.

Sigillata dal Miocene

Le datazioni geochimiche eseguite negli anni Novanta indicano che la grotta è rimasta isolata dalla superficie per circa 5,5 milioni di anni, cioè dalla fine del Miocene. La scheda di Movile sul sito UNESCO, dove la grotta è candidata a Patrimonio Mondiale dal 2014, ricostruisce la storia geologica: lo sprofondamento della valle del Danubio sigillò il sistema carsico con strati di argilla impermeabile, mentre acque ricche di zolfo continuavano a salire dal sottosuolo. Da allora dentro Movile non è più entrato né un raggio di sole né una molecola di materia organica dall'esterno.

Un mondo che respira veleno

L'aria di Movile non somiglia a quella che respiriamo. L'ossigeno è il 7-10% del volume (in superficie è il 21%), l'anidride carbonica è il 2-3,5% (cento volte il valore atmosferico), e c'è circa l'1% di metano e il 2-8 milligrammi per litro di idrogeno solforato disciolto nell'acqua: una concentrazione che per un essere umano sarebbe letale in pochi minuti. I dati provengono da uno studio del 2019 sul microbioma di Movile firmato da Alexandra Maria Hillebrand-Voiculescu e colleghi e pubblicato sull'ISME Journal. Per accedere, gli scienziati devono indossare maschere a pressione positiva e respirare aria di superficie portata in bombole.

La catena alimentare che parte dallo zolfo

Quasi tutta la vita che conosciamo dipende, in ultima istanza, dal Sole: le piante fanno la fotosintesi, gli erbivori mangiano le piante, i carnivori mangiano gli erbivori. A Movile la catena alimentare parte da una fonte di energia completamente diversa: la chemiosintesi. Batteri solfo-ossidanti come Thiobacillus e Thiothrix traggono energia dall'ossidazione dell'idrogeno solforato, mentre archea metanotrofi ossidano il metano disciolto. Questi microrganismi formano un sottile film bianco galleggiante sull'acqua, chiamato microbial mat, che è la base nutritiva per tutti gli animali invertebrati della grotta. La situazione è analoga a quella delle bocche idrotermali oceaniche scoperte a Galapagos nel 1977, ma con una differenza: a Movile l'ecosistema è in superficie continentale, e i ricercatori possono studiarlo senza un sommergibile.

Trentasette specie endemiche

Dal 1986 a oggi sono state catalogate 53 specie animali all'interno di Movile, di cui 37 endemiche: cioè non esistono in nessun altro luogo della Terra. La lista è mantenuta dal Group for Underwater and Speleological Exploration e include scorpioni d'acqua privi di pigmento, pseudo-scorpioni con artigli sproporzionati, anfipodi e isopodi totalmente ciechi, sanguisughe e una particolare specie di ragno (Agraecina cristiani), dedicato proprio a Lascu. Tutti gli animali hanno perso gli occhi: nel buio totale la vista non serve a niente, e ogni grammo di tessuto risparmiato è energia in più per la riproduzione. La maggior parte ha sviluppato in compenso antenne lunghissime, fino a tre volte la lunghezza del corpo, per la chemiocezione e la meccanocezione.

Galleria carsica buia con pareti calcaree e umidità
Le grotte carsiche come Movile sono ambienti completamente bui in cui la vita non può basarsi sulla fotosintesi. Foto: Chen Te / Pexels.

Un laboratorio per cercare la vita altrove

L'interesse astrobiologico di Movile è enorme. Se la vita può prosperare in un ambiente isolato, povero di ossigeno e dipendente da reazioni chimiche inorganiche, ecosistemi simili potrebbero esistere sotto la crosta ghiacciata di Europa (la luna di Giove) o di Encelado (luna di Saturno), dove sospettiamo oceani liquidi in contatto con fondali rocciosi caldi. La NASA ha incluso Movile tra i propri "analoghi planetari" e ne descrive le caratteristiche nel proprio archivio di habitat estremi. Nel 2018 un team coordinato da J. Colin Murrell dell'Università di East Anglia ha pubblicato sull'International Journal of Speleology il primo metagenoma completo del film microbico, identificando un consorzio di oltre 100 specie batteriche, molte completamente nuove per la scienza.

Un patrimonio fragile

Movile non è aperta al pubblico. L'autorità rumena di tutela del Geoparco Mehedinti permette accessi solo a fini di ricerca, e ogni anno autorizza meno di dieci spedizioni. La preoccupazione è duplice: introdurre microrganismi esterni rischierebbe di contaminare un ecosistema sigillato da prima che gli antenati dell'uomo lasciassero gli alberi, e prelevare campioni in eccesso potrebbe alterare l'equilibrio delicato del consorzio chimico-biologico. La piccola bocca di un metro nel campo di mais della Dobrugia, oggi, è un confine più sacro di qualsiasi tomba antica: separa il nostro mondo da un altro pianeta nascosto sotto i nostri piedi.

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