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Andy Warhol torna a Ferrara: la mostra «Ladies and Gentlemen»
A Palazzo dei Diamanti, fino al 19 luglio 2026, la serie sulle drag queen di New York che proprio qui debuttò nel 1975.

Cinquant'anni dopo, Andy Warhol torna dov'era cominciato tutto. Fino al 19 luglio 2026, il Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita la mostra «Andy Warhol. Ladies and Gentlemen», dedicata a una delle serie più intense e meno celebrate del maestro della Pop Art: i ritratti delle drag queen e delle donne transgender della New York degli anni Settanta. Una rassegna che ha un valore quasi simbolico, perché proprio a Palazzo dei Diamanti, nel 1975, quella serie venne esposta per la prima volta al mondo.
Una serie nata da una commissione italiana
La storia di Ladies and Gentlemen ha radici italiane. Fu il mercante d'arte torinese Luciano Anselmino a commissionare a Warhol, nel 1974, una serie di ritratti dedicati al mondo del travestitismo. L'artista realizzò centinaia di opere tra dipinti, serigrafie, polaroid e collage, scegliendo come modelle alcune drag queen e donne trans afroamericane e latine che frequentavano i locali di Manhattan, in particolare il Gilded Grape. Era il rovescio glamour e crudo della scena pop: persone ai margini, spesso povere, ritratte con la stessa attenzione monumentale che Warhol riservava alle dive di Hollywood.
Il debutto avvenne proprio a Ferrara, a Palazzo dei Diamanti, nel 1975. Per questo la mostra del 2026 viene presentata come un ritorno alle origini, un cerchio che si chiude mezzo secolo dopo nello stesso luogo che vide nascere pubblicamente il progetto.
Dare un nome ai volti dimenticati
Per anni quelle modelle sono rimaste anonime, identificate genericamente come «ladies and gentlemen». Una delle operazioni culturali più importanti degli ultimi decenni è stata proprio restituire loro un nome e una biografia: studiose e curatori hanno ricostruito le identità di molte delle persone ritratte, trasformando una galleria di figure senza nome in un ritratto collettivo di una comunità che la società dell'epoca preferiva ignorare. Vista oggi, la serie assume una forza che nel 1975 era forse meno percepibile: è un documento sul corpo, sull'identità di genere e sulla dignità di chi viveva ai confini della rispettabilità borghese.
Warhol, del resto, era un osservatore acutissimo della celebrità e della maschera. Come ricorda la voce biografica dell'Encyclopædia Britannica dedicata ad Andy Warhol, l'artista aveva fatto della ripetizione, del colore artificiale e dell'immagine sovraesposta il linguaggio con cui interrogare la cultura di massa. In Ladies and Gentlemen quel linguaggio viene applicato non a Marilyn o a una lattina di zuppa, ma a volti veri e vulnerabili.
La cornice: un gioiello rinascimentale
Anche la sede merita il viaggio. Il Palazzo dei Diamanti, costruito a fine Quattrocento per la famiglia d'Este, deve il nome agli oltre ottomila blocchi di marmo a punta di diamante che ne rivestono la facciata, ed è uno dei capolavori del Rinascimento ferrarese e dell'addizione urbanistica voluta dagli Este, parte del centro storico riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio Mondiale. Le sale espositive, restaurate negli ultimi anni, sono tra gli spazi più prestigiosi d'Italia per le grandi mostre.
Perché vederla
La mostra non è soltanto un'occasione per ammirare opere raramente esposte tutte insieme: è un invito a guardare la Pop Art da un'angolazione inattesa, più politica e più umana di quanto la sua immagine patinata lasci immaginare. Per gli amanti dell'arte contemporanea, per chi si interessa di storia dell'identità di genere e per chi semplicemente vuole capire come Warhol guardasse il mondo, Ladies and Gentlemen è una delle proposte più stimolanti della stagione espositiva italiana. La presenza di materiali fotografici e documentari aiuta inoltre a contestualizzare la genesi della serie e il legame, oggi quasi dimenticato, tra Warhol e l'Italia.
Informazioni pratiche
- Mostra: «Andy Warhol. Ladies and Gentlemen»
- Sede: Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d'Este 21, Ferrara
- Periodo: fino al 19 luglio 2026
- Orari: tutti i giorni, 9.30–19.30 (la biglietteria chiude prima dell'orario di chiusura)
- Servizi: visite guidate, laboratori per famiglie, catalogo e bookshop
- Informazioni e biglietti: sul sito ufficiale di Palazzo dei Diamanti (tel. +39 0532 244949)
Il consiglio è di prenotare nei giorni feriali per evitare la ressa del fine settimana e di abbinare la visita a una passeggiata nel centro storico di Ferrara, una delle città d'arte più eleganti e meglio conservate dell'Emilia-Romagna.
La tecnica e il legame con l'Italia
Per realizzare i ritratti di Ladies and Gentlemen, Warhol partì come sempre da scatti fotografici — celebri le sue istantanee Polaroid — che poi traduceva in serigrafie su tela, sovrapponendo campiture di colore acceso e tratti disegnati a mano. Il risultato è un curioso equilibrio tra la freddezza della riproduzione meccanica e l'umanità dei volti, in cui ogni soggetto conserva una sua inconfondibile presenza nonostante la lavorazione "industriale" dell'immagine.
La mostra ferrarese ricostruisce anche il rapporto, sorprendentemente stretto, tra Andy Warhol e l'Italia, dove l'artista espose più volte e trovò collezionisti e galleristi appassionati. Riportare proprio a Ferrara la serie nata da una commissione italiana significa quindi ricucire un filo storico, e offrire al pubblico l'occasione di vedere riunito un corpus di opere che raramente viaggia insieme. Per la città estense, da sempre vocata alle grandi rassegne, è anche un'occasione di rilancio culturale e turistico.
Vale la pena ricordare che la Pop Art non fu mai soltanto una celebrazione superficiale del consumo: dietro le immagini patinate, Warhol indagava la morte, l'identità e l'effimero della fama. Ladies and Gentlemen è forse il punto in cui questa vena più profonda emerge con maggiore chiarezza, ed è anche per questo che, a cinquant'anni di distanza, la serie continua a parlare al pubblico contemporaneo con una forza intatta.
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