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Corpo Umano

La cornea: la lente trasparente dell'occhio che vive senza sangue

Priva di vasi per restare limpida, è il tessuto più trapiantato della medicina e tra i più innervati del corpo.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Macrofotografia di un occhio umano che mostra iride, pupilla e cornea trasparente
Macrofotografia di un occhio umano che mostra iride, pupilla e cornea trasparente

È trasparente, sottile come due fogli di carta sovrapposti e completamente priva di vasi sanguigni. La cornea, la cupola limpida che ricopre la parte anteriore dell'occhio, è uno dei tessuti più singolari del corpo umano: la prima lente attraverso cui passa la luce, la principale responsabile della nostra messa a fuoco e, allo stesso tempo, il tessuto che si trapianta con maggiore successo in tutta la medicina. Eppure quasi nessuno ci pensa, finché un semplice granello di sabbia non ce la ricorda con un dolore acutissimo.

Una finestra senza vasi sanguigni

La caratteristica più sorprendente della cornea è la sua assenza di vascolarizzazione. Quasi ogni tessuto del corpo è attraversato da capillari che portano ossigeno e nutrienti; la cornea no, e per una buona ragione: i vasi sanguigni la renderebbero opaca, comprometterne la trasparenza significherebbe rinunciare alla vista. Per restare limpida, dunque, ha rinunciato al sangue. L'ossigeno lo ricava direttamente dall'aria, attraverso il film lacrimale che la ricopre, mentre i nutrienti arrivano dall'umore acqueo, il liquido che riempie la camera anteriore dell'occhio. È per questo, tra l'altro, che chiudere troppo a lungo gli occhi o indossare lenti a contatto poco traspiranti può "soffocarla".

La cornea è organizzata in cinque strati, come descrive la scheda enciclopedica dedicata: l'epitelio esterno, la membrana di Bowman, lo spesso stroma centrale (circa il 90% dello spessore), la membrana di Descemet e l'endotelio interno. Quest'ultimo strato è cruciale: le sue cellule funzionano come minuscole pompe che estraggono di continuo l'acqua in eccesso dallo stroma, mantenendolo perfettamente disidratato e quindi trasparente. Se l'endotelio si danneggia, la cornea si gonfia e si annebbia.

Macrofotografia di un occhio umano con iride marrone e cornea trasparente
La cornea è la cupola trasparente che ricopre iride e pupilla. Credit: Pexels.

La lente più potente dell'occhio

Quando pensiamo alla messa a fuoco, pensiamo al cristallino. Ma è la cornea a fare la parte del leone: fornisce da sola circa i due terzi del potere di rifrazione dell'occhio, qualcosa come 40 delle 60 diottrie totali. È una lente fissa, che non può cambiare forma come il cristallino, ma la cui curvatura determina gran parte della nitidezza dell'immagine. Quando questa curvatura è irregolare nasce l'astigmatismo; quando la cornea si assottiglia e si deforma a cono si parla di cheratocono. Non a caso, gli interventi di chirurgia refrattiva come la LASIK agiscono proprio rimodellando con il laser la superficie corneale per correggere miopia, ipermetropia e astigmatismo. La Encyclopædia Britannica ne riassume struttura e funzioni.

Il tessuto "invisibile" al sistema immunitario

L'assenza di vasi sanguigni e linfatici regala alla cornea un'altra proprietà preziosa: il cosiddetto privilegio immunitario. Poiché le cellule del sistema immunitario faticano a raggiungerla e l'ambiente oculare produce sostanze che ne smorzano le reazioni, la cornea è molto meno soggetta al rigetto rispetto ad altri tessuti. È questa la ragione per cui il trapianto di cornea — la cheratoplastica — è uno degli interventi di trapianto più diffusi e con i più alti tassi di successo al mondo, spesso eseguibile senza bisogno di compatibilità tra donatore e ricevente. Il primo trapianto di cornea riuscito risale al 1905, a opera dell'oculista Eduard Zirm. Risorse divulgative come quelle dell'American Academy of Ophthalmology spiegano come funzioni oggi la procedura.

Lacrime, lenti e infezioni

A proteggere costantemente la cornea c'è il film lacrimale, un sottile strato di liquido che a ogni battito di ciglia viene ridistribuito sulla superficie: la lubrifica, la rifornisce di ossigeno e ne leviga le minime irregolarità, contribuendo persino alla qualità della visione. Quando questo film si altera, come accade nella sindrome dell'occhio secco, la vista può diventare fluttuante e l'occhio dolente. Anche per questo l'ammiccamento, un gesto che compiamo migliaia di volte al giorno senza accorgercene, è essenziale per la salute corneale.

Proprio perché è la prima linea esposta all'esterno, la cornea è vulnerabile alle infezioni. Le cheratiti, infiammazioni spesso causate da batteri, virus o funghi, possono compromettere gravemente la vista, e l'uso scorretto delle lenti a contatto — indossarle troppo a lungo o di notte, pulirle male — è una delle cause più comuni di ulcere corneali. È un promemoria che la trasparenza di questo tessuto va difesa con qualche attenzione quotidiana.

Si ripara, ma non del tutto

La cornea ha una notevole capacità di guarigione, ma non uniforme. L'epitelio superficiale si rigenera in fretta — un graffio lieve può rimarginarsi in un paio di giorni — grazie alle cellule staminali situate ai bordi, nella zona detta limbus. Lo stroma, invece, se ferito in profondità tende a cicatrizzare lasciando opacità, e l'endotelio umano non si rigenera: le sue cellule, una volta perse, non vengono rimpiazzate, e il loro numero cala lentamente con l'età.

Infine, una curiosità che spiega tanti fastidi quotidiani: la cornea è uno dei tessuti più densamente innervati del corpo, con una concentrazione di terminazioni nervose enormemente superiore a quella della pelle. È per questo che anche un minuscolo corpo estraneo, invisibile a occhio nudo, può provocare un dolore sproporzionato: un sistema d'allarme finissimo, posto a guardia dell'organo più prezioso per la nostra esplorazione del mondo.

Vale la pena ricordare, infine, che la cornea può essere donata dopo la morte anche da persone che non potrebbero donare altri organi, e che le banche degli occhi conservano i tessuti per ridare la vista a chi soffre di gravi opacità corneali. Un singolo donatore può così restituire la luce a più persone. Per essere un velo di tessuto spesso mezzo millimetro, la cornea porta dunque un peso enorme: ci permette di vedere, ci avverte del minimo pericolo e, alla fine di una vita, può continuare a far vedere qualcun altro.

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