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Beatrix Potter: la micologa dimenticata dietro Peter Coniglio

Prima delle fiabe, studiò i funghi: la scienza vittoriana la respinse perché era una donna.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Ritratto fotografico di Beatrix Potter, scrittrice per l'infanzia e studiosa di funghi
Ritratto fotografico di Beatrix Potter, scrittrice per l'infanzia e studiosa di funghi

Tutti conoscono Beatrix Potter come l'autrice di Peter Coniglio, le tenere fiabe illustrate che hanno incantato generazioni di bambini. Pochi sanno, però, che prima di diventare una celebre scrittrice per l'infanzia fu una seria e appassionata micologa, una studiosa di funghi le cui ricerche furono ignorate dal mondo scientifico vittoriano soprattutto perché era una donna. La sua storia è quella di un talento scientifico soffocato dai pregiudizi, e poi sbocciato altrove.

Una naturalista autodidatta

Nata a Londra nel 1866 in una famiglia benestante, Beatrix Potter ricevette l'educazione riservata alle giovani signore dell'epoca, lontana dalle università, precluse alle donne. Eppure, fin da bambina, mostrò una curiosità insaziabile per la natura. Durante le vacanze in campagna, in Scozia e nel Lake District, raccoglieva insetti, fossili, piante e soprattutto funghi, che osservava al microscopio e ritraeva con una precisione straordinaria.

I suoi acquerelli di funghi non erano semplici disegni decorativi: erano illustrazioni scientifiche accuratissime, che documentavano forme, colori e dettagli microscopici di centinaia di specie. Ancora oggi quelle tavole, conservate in musei britannici, sono talmente precise da poter essere usate dai micologi per identificare le specie. La passione di Beatrix andava ben oltre l'hobby: voleva capire come vivevano e si riproducevano i funghi.

Funghi nel sottobosco, soggetto degli studi micologici di Beatrix Potter
Beatrix Potter dedicò anni allo studio dei funghi, realizzando centinaia di tavole scientifiche di grande precisione. Credit: Pixabay.

Le intuizioni e il muro dei pregiudizi

Le sue ricerche la portarono a due intuizioni notevoli per l'epoca. Studiando i licheni, Beatrix Potter si convinse della teoria, allora controversa, secondo cui un lichene non è un singolo organismo ma una simbiosi tra un fungo e un'alga, idea proposta dallo svizzero Simon Schwendener e osteggiata dall'establishment britannico. Inoltre condusse esperimenti pionieristici sulla germinazione delle spore dei funghi, riuscendo a farle sviluppare e a osservarne la crescita.

Convinta della validità del suo lavoro, nel 1897 preparò un articolo scientifico intitolato «Sulla germinazione delle spore delle Agaricineae», che fu sottoposto alla prestigiosa Linnean Society of London. Ma in quanto donna, Beatrix Potter non poteva nemmeno presenziare alla riunione in cui sarebbe stato discusso: il suo studio fu letto da un uomo, il micologo George Massee, per conto suo. Il mondo accademico, dominato da uomini e diffidente verso una dilettante per giunta di sesso femminile, non prese sul serio le sue conclusioni. Delusa e scoraggiata, Beatrix abbandonò gradualmente la ricerca scientifica.

La rinascita come scrittrice

È a questo punto che la storia prende la piega che tutti conosciamo. Quella stessa abilità di osservazione e di illustrazione, respinta dalla scienza, trovò una via d'uscita gloriosa nella letteratura per l'infanzia. Nel 1901 Beatrix Potter pubblicò a proprie spese The Tale of Peter Rabbit (La storia di Peter Coniglio), nato da una lettera illustrata scritta anni prima al figlio della sua ex istitutrice. L'anno seguente l'editore Frederick Warne lo pubblicò ufficialmente, e fu un successo travolgente.

Seguirono decine di altri racconti, popolati da conigli, ricci, rane e topolini ritratti con la stessa cura naturalistica con cui un tempo aveva dipinto i funghi. Gli animali delle sue storie, pur vestiti e antropomorfi, sono anatomicamente credibili proprio grazie al suo occhio da naturalista. Beatrix Potter divenne ricca e indipendente, una delle prime autrici per bambini a vivere del proprio lavoro e a gestire abilmente i diritti commerciali dei suoi personaggi.

Ritratto fotografico di Beatrix Potter, scrittrice e micologa
Beatrix Potter (1866-1943): scienziata mancata per i pregiudizi del tempo, poi celebre autrice e conservazionista. Credit: Wikimedia Commons.

Un'eredità doppia

Con i guadagni dei suoi libri, Beatrix Potter realizzò un'altra grande impresa, meno nota ma fondamentale: acquistò vaste estensioni di terreno e numerose fattorie nel Lake District, allevando pecore di razza autoctona e impegnandosi nella loro tutela. Alla sua morte, nel 1943, lasciò circa 1.600 ettari di terra al National Trust, contribuendo in modo decisivo a preservare uno dei paesaggi più amati d'Inghilterra. Fu, a tutti gli effetti, anche una pioniera della conservazione della natura.

La riscoperta del suo contributo scientifico è arrivata solo in tempi recenti, quando storici e micologi hanno rivalutato la qualità delle sue ricerche e delle sue illustrazioni. Si racconta spesso che la Linnean Society, decenni dopo, abbia voluto esprimere rammarico per il modo in cui all'epoca fu trattata. La vicenda di Beatrix Potter resta così emblematica: quella di una mente brillante a cui la società del suo tempo chiuse le porte della scienza, e che seppe trasformare il rifiuto in una delle eredità culturali e naturalistiche più amate al mondo. Dietro Peter Coniglio, insomma, si nasconde una vera scienziata.

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