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James Harrison: l'uomo dal braccio d'oro che salvo milioni di neonati

Il suo sangue conteneva un anticorpo rarissimo, alla base del farmaco che previene una grave malattia dei neonati. Donò il plasma più di mille volte in sessant'anni: si stima abbia salvato oltre due milioni di bambini.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Primo piano di un braccio durante una donazione di sangue
Primo piano di un braccio durante una donazione di sangue

Lo chiamavano "the man with the golden arm", l'uomo dal braccio d'oro. James Harrison, australiano, non era un medico né uno scienziato: era un impiegato qualunque. Ma il suo sangue conteneva qualcosa di rarissimo e prezioso, e lui scelse di donarlo per oltre sessant'anni. Si stima che le sue donazioni di plasma abbiano contribuito a salvare circa 2,4 milioni di bambini. La sua è una delle storie più commoventi della medicina del Novecento.

Harrison è scomparso il 17 febbraio 2025, all'età di 88 anni. Ma la sua eredità continua a proteggere i neonati ancora oggi.

Una promessa fatta da ragazzo

Tutto cominciò quando James aveva 14 anni. Nel 1951 dovette subire un grave intervento al torace che gli costò l'asportazione di un polmone e per il quale ricevette numerose trasfusioni di sangue. Quel sangue, donato da sconosciuti, gli salvò la vita. Profondamente colpito, il ragazzo fece una promessa: appena maggiorenne, avrebbe iniziato a donare a sua volta. Mantenne la parola nel 1954 e non smise più, fino al 2018, quando i medici lo "costrinsero" a fermarsi per ragioni di età. La sua storia è ricostruita dalla voce enciclopedica James Harrison.

Il segreto nel suo plasma

Gli esami rivelarono presto che il sangue di Harrison conteneva un anticorpo insolitamente potente e raro, l'anti-D (anti-Rho(D)). Questo anticorpo è l'ingrediente fondamentale di un farmaco salvavita: l'immunoglobulina anti-D, che si usa per prevenire una pericolosa condizione chiamata malattia emolitica del neonato.

La malattia colpisce quando una madre con sangue Rh-negativo aspetta un figlio con sangue Rh-positivo: il sistema immunitario della madre può iniziare a produrre anticorpi che attaccano i globuli rossi del feto, con conseguenze che vanno dall'anemia grave alla morte del bambino. Un'iniezione di immunoglobulina anti-D somministrata alla madre impedisce questa reazione. Prima dello sviluppo di questo trattamento, negli anni Sessanta, la condizione uccideva o danneggiava migliaia di neonati.

Persone distese su lettini durante una donazione di sangue
Una singola donazione regolare può contribuire a salvare più vite: nel caso di Harrison, milioni nel corso degli anni. Credit: Tahir Xəlfə / Pexels.

Più di mille donazioni

Il plasma di Harrison divenne così la base del programma anti-D australiano. Per decenni si recò regolarmente a donare, quasi sempre dallo stesso braccio destro — da cui il soprannome. In tutto effettuò oltre 1.170 donazioni, un numero che per anni gli valse un primato nel Guinness dei record per la maggior quantità di plasma donato. L'ente trasfusionale australiano Lifeblood ha stimato che il suo contributo abbia permesso di produrre il farmaco per milioni di madri.

La cosa più toccante è che tra i bambini protetti da quel trattamento ci furono anche i suoi nipoti: sua figlia ricevette l'immunoglobulina anti-D durante la gravidanza. Harrison salvò, in un certo senso, anche la propria famiglia.

Un'eredità che continua

Perché il suo sangue contenesse un anticorpo tanto potente non è del tutto chiaro; si ipotizza che sia legato proprio alle trasfusioni ricevute da adolescente. Oggi i ricercatori stanno studiando il suo plasma per cercare di riprodurre l'anticorpo in laboratorio, così da rendere il programma indipendente da singoli donatori eccezionali.

Alla notizia della sua morte, riportata da testate come la BBC, in molti hanno ricordato la sua frase più celebre: donare il sangue, diceva, era "l'unica cosa che potevo fare, e l'unica che valeva la pena fare". Un gesto semplice, ripetuto con costanza per una vita intera, capace di trasformare un uomo qualunque in un benefattore di milioni di vite mai conosciute.

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