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Robert Smalls: lo schiavo che rubò una nave e divenne deputato

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Ritratto fotografico storico di Robert Smalls, deputato afroamericano della South Carolina, in abito formale ottocentesco
Ritratto fotografico storico di Robert Smalls, deputato afroamericano della South Carolina, in abito formale ottocentesco

La notte del 13 maggio 1862, in piena Guerra Civile americana, Robert Smalls compì un'impresa che sembra uscita da un romanzo: nato schiavo in South Carolina, prese il comando di un piroscafo da guerra confederato, il CSS Planter, e lo consegnò alla flotta dell'Unione, conquistando la libertà per sé, la propria famiglia e altri compagni di schiavitù. Quel timoniere costretto a servire i nemici della propria emancipazione sarebbe poi diventato uno dei primi capitani afroamericani della Marina statunitense e, durante la Ricostruzione, un deputato eletto al Congresso degli Stati Uniti. La storia di Robert Smalls unisce coraggio, schiavitù e battaglia per i diritti civili in una sola vita straordinaria.

Nato schiavo a Beaufort

Robert Smalls nacque il 5 aprile 1839 a Beaufort, in South Carolina, da madre schiava e da un padre bianco mai dichiarato apertamente. Crebbe nella casa di Henry McKee, l'uomo che deteneva la sua famiglia. Nel 1851 fu mandato a lavorare a Charleston, dove svolse diversi mestieri, tra cui il cameriere d'albergo e il lavorante portuale. Fu lì, lungo le banchine e a bordo delle imbarcazioni, che imparò il mestiere del marinaio: conobbe le correnti, i fondali e le insidie del porto di Charleston e delle Sea Islands, una conoscenza che si sarebbe rivelata decisiva.

Allo scoppio della guerra, gli uomini schiavizzati come Smalls venivano impiegati dalle forze confederate per i lavori più duri. Smalls divenne timoniere a bordo del Planter, un piroscafo armato usato dalla Confederazione come trasporto e cannoniera nel porto di Charleston. In teoria non poteva fregiarsi del titolo di pilota perché era nero, ma di fatto ne svolgeva le mansioni, conoscendo la rotta meglio degli stessi ufficiali bianchi.

La fuga del CSS Planter

L'occasione arrivò nella notte tra il 12 e il 13 maggio 1862. I tre ufficiali bianchi del Planter, contravvenendo agli ordini, scesero a terra per passare la sera in città, lasciando la nave nelle mani del solo equipaggio schiavizzato. Smalls colse l'attimo. Alle due del mattino fece accendere le caldaie e issare le bandiere della South Carolina e della Confederazione come copertura.

Indossò il cappello di paglia del capitano per imitarne la silhouette nell'oscurità e, con calma assoluta, guidò il piroscafo fuori dal porto. Lungo il tragitto si fermò a imbarcare la moglie, i figli e le famiglie degli altri membri dell'equipaggio: in tutto circa sedici persone. Poi affrontò il passaggio più rischioso, sotto i cannoni dei forti confederati.

Smalls fischiò i segnali di riconoscimento corretti passando davanti a Fort Johnson e, all'alba, davanti a Fort Sumter, l'imponente fortezza dove era cominciata la guerra. Le sentinelle lo lasciarono passare, convinte che a bordo ci fosse un comandante confederato.

Superati i forti, e fuori dalla portata dei cannoni, Smalls ammainò la bandiera confederata e issò un lenzuolo bianco in segno di resa. Il Planter raggiunse così le navi dell'Unione che bloccavano il porto. In una sola notte, un gruppo di uomini e donne ridotti in schiavitù aveva conquistato la propria libertà e consegnato all'Unione una nave da guerra carica di armi e di preziose informazioni sulle difese di Charleston.

Illustrazione storica del piroscafo armato CSS Planter, la cannoniera dirottata da Robert Smalls nel 1862
Il piroscafo Planter, la nave che Robert Smalls condusse fuori dal porto di Charleston. Immagine: Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Capitano della Marina dell'Unione

L'impresa fece di Smalls un eroe per il Nord e un simbolo per il movimento abolizionista. Per il resto del conflitto continuò a navigare al servizio dell'Unione, mettendo a frutto la sua straordinaria conoscenza delle acque costiere della South Carolina e partecipando a numerose operazioni militari. Nel 1863 prese il comando dello stesso Planter, riconvertito a trasporto truppe, diventando uno dei primi capitani afroamericani della Marina degli Stati Uniti.

La libertà e i guadagni gli permisero un gesto dal forte valore simbolico: nel 1864 Smalls acquistò all'asta fiscale la casa di Henry McKee, l'uomo che aveva tenuto in schiavitù la sua famiglia, a Beaufort. L'ex schiavo divenne il proprietario della dimora in cui era nato e cresciuto in catene.

Veduta esterna di Fort Sumter nel porto di Charleston, la fortezza confederata superata da Robert Smalls durante la fuga
Fort Sumter, nel porto di Charleston: Smalls lo superò imitando i segnali confederati. Immagine: Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Dal Congresso alla scuola pubblica

Finita la guerra e abolita la schiavitù, per Robert Smalls iniziò una seconda vita, quella politica, nel periodo della Ricostruzione. Fu delegato alla convenzione che riscrisse la costituzione della South Carolina nel 1868, dove si battè con forza per introdurre un sistema di istruzione pubblica gratuita e obbligatoria, una conquista rivoluzionaria in uno Stato schiavista fino a pochi anni prima.

Sedette poi nella Camera e nel Senato dello Stato della South Carolina e fu infine eletto alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove servì per più mandati tra il 1875 e il 1887. In Congresso difese i diritti dei neri appena emancipati, l'integrazione e la parità di trattamento nei trasporti. Quando la cosiddetta era della Ricostruzione cominciò a sgretolarsi e a profilarsi la stagione della segregazione, Smalls continuò a opporsi alle leggi che privavano gli afroamericani del diritto di voto.

Robert Smalls morì il 23 febbraio 1915 a Beaufort, la città dove era nato schiavo. Oggi la sua figura è celebrata dal National Park Service nel Reconstruction Era National Historical Park, e la sua frase più nota riassume l'ideale per cui combattè:

"Il mio popolo chiede solo una cosa: pari diritti davanti alla legge."

Dalla stiva di una cannoniera confederata fino agli scranni del Congresso, la vita di Robert Smalls resta una delle testimonianze più potenti di come il coraggio individuale possa intrecciarsi con la grande storia della lotta per la libertà e i diritti civili.

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