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Marie Tharp, la geologa che disegnò il fondo degli oceani terrestri

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Marie Tharp al tavolo da disegno mentre analizza un tracciato batimetrico del fathometer
Marie Tharp al tavolo da disegno mentre analizza un tracciato batimetrico del fathometer

Marie Tharp è la geologa e cartografa statunitense (1920-2006) che, lavorando da terra a un tavolo da disegno, riuscì a disegnare il fondo degli oceani e a cambiare per sempre la storia della scienza. Mentre le donne erano escluse dalle navi da ricerca, lei trasformò aride colonne di numeri nella prima mappa dettagliata del fondale atlantico, scoprendo la grande dorsale medio-atlantica e la sua valle centrale: un indizio che avrebbe contribuito a provare la tettonica delle placche e l'espansione dei fondali oceanici.

Una scienziata al tavolo da disegno

Marie Tharp nacque il 30 luglio 1920 a Ypsilanti, nel Michigan. Quando, durante la Seconda guerra mondiale, molti uomini partirono per il fronte, le università aprirono qualche porta in più alle donne: Tharp poté studiare geologia, una disciplina fino ad allora quasi inaccessibile al pubblico femminile. Nel 1948 arrivò alla Columbia University di New York, dove trovò lavoro come disegnatrice presso il Lamont Geological Observatory (oggi Lamont-Doherty Earth Observatory) fondato da Maurice Ewing.

Lì incontrò il geologo Bruce Heezen, con cui avviò una collaborazione destinata a durare decenni. C'era però un ostacolo enorme: alle donne, all'epoca, era vietato imbarcarsi sulle navi oceanografiche, considerate luoghi inadatti e perfino portatori di sfortuna. Così i ruoli si divisero. Heezen raccoglieva in mare i dati di profondità con l'ecoscandaglio, a bordo della nave da ricerca Vema; Tharp restava a terra e li trasformava in mappe. Solo nel 1968 riuscì finalmente a partecipare a una spedizione, a bordo della USNS Kane.

Numeri che diventano montagne

Il lavoro era tanto paziente quanto rivoluzionario. Le navi attraversavano l'Atlantico lungo rotte parallele, e l'ecoscandaglio misurava di continuo la distanza tra la superficie e il fondale. Tharp riportava su carta questi profili, riga dopo riga, ricostruendo il rilievo sommerso di un mondo che nessuno aveva mai visto. Per renderlo comprensibile adottò lo stile del diagramma fisiografico, una rappresentazione quasi tridimensionale che mostrava canyon, pianure abissali e catene montuose sottomarine come se le si guardasse dall'alto.

Mappa batimetrica dell'Oceano Atlantico che evidenzia la dorsale medio-atlantica al centro
Batimetria dell'Oceano Atlantico: al centro spicca la dorsale medio-atlantica studiata da Tharp. Credit: NOAA / Wikimedia Commons (pubblico dominio).

Sotto la sua matita emerse qualcosa di sorprendente: lungo tutto l'Atlantico correva una immensa catena montuosa, la dorsale medio-atlantica. E proprio al suo centro Tharp notò, attorno al 1952, una profonda spaccatura continua, una valle di rift. Per lei il significato era chiaro: quella fenditura era il punto in cui la crosta terrestre si apriva e i continenti si allontanavano lentamente l'uno dall'altro.

"Chiacchiere da ragazze"

L'intuizione di Tharp toccava un nervo scoperto. Negli anni Cinquanta l'idea della deriva dei continenti era guardata con sospetto dalla maggior parte dei geologi. Quando Tharp mostrò la valle di rift a Heezen, lui non la prese sul serio. Heezen stesso ammise in seguito quanto fosse stato scettico:

"L'ho liquidata come chiacchiere da ragazze e non ci ho creduto per un anno."

La conferma arrivò dai dati, non dai pregiudizi. Tharp osservò che gli epicentri dei terremoti registrati in mezzo all'oceano cadevano proprio dentro la valle di rift che lei aveva disegnato. La corrispondenza era troppo precisa per essere un caso: la spaccatura era sismicamente attiva, esattamente come ci si aspetterebbe da una frattura in cui la crosta si lacera. Heezen cambiò idea, e insieme dimostrarono che il rift non era un'anomalia locale ma parte di un sistema globale, presente anche nell'Oceano Indiano, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.

Questa rete planetaria di dorsali e fratture divenne una delle prove più convincenti dell'espansione dei fondali oceanici e, di lì a poco, della moderna teoria della tettonica delle placche, che negli anni Sessanta avrebbe riscritto le scienze della Terra.

La mappa che mostrò il mondo nascosto

Nel 1957 Tharp e Heezen pubblicarono il primo diagramma fisiografico del Nord Atlantico. Ma il capolavoro arrivò nel 1977: in collaborazione con il pittore austriaco Heinrich Berann, realizzarono The World Ocean Floor, una spettacolare mappa dipinta dell'intero fondo oceanico, pubblicata dal National Geographic. Per la prima volta il grande pubblico poté vedere, in tutta la sua bellezza, il paesaggio sommerso del pianeta: catene montuose lunghe decine di migliaia di chilometri, fosse abissali, vulcani sottomarini.

Rappresentazione in rilievo della dorsale medio-atlantica con la valle di rift centrale
La dorsale medio-atlantica e la sua valle di rift centrale. Credit: Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0).

Un riconoscimento arrivato tardi

Per gran parte della sua carriera il contributo di Tharp restò in ombra, oscurato dalle convenzioni di un'epoca in cui il merito scientifico veniva attribuito quasi sempre agli uomini. I riconoscimenti arrivarono solo negli ultimi decenni della sua vita. Nel 1995 donò la sua collezione di mappe alla Library of Congress, che nel 1997 la inserì tra i cartografi più importanti del XX secolo. Marie Tharp morì il 23 agosto 2006 a Nyack, nello Stato di New York.

Oggi la sua storia è celebrata come un esempio luminoso di intuizione scientifica e di tenacia femminile. Tharp seppe "vedere" un oceano che le era stato proibito persino di solcare, dimostrando che a volte la scoperta più grande nasce non a bordo di una nave, ma davanti a un tavolo da disegno, con la pazienza di chi sa leggere i numeri e il coraggio di credere a ciò che dicono.

In breve

  • Chi: Marie Tharp (1920-2006), geologa e cartografa al Lamont Geological Observatory.
  • Cosa: mappò il fondale atlantico e scoprì la valle di rift della dorsale medio-atlantica (1952).
  • Perché conta: fornì prove decisive per la tettonica delle placche e l'espansione dei fondali.

Per approfondire puoi consultare la pagina dedicata del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, l'articolo del blog della Library of Congress, l'approfondimento dello Smithsonian Magazine, la voce della Encyclopaedia Britannica e la pagina di Wikipedia su Marie Tharp.

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