Storie
Tycho Brahe, l'astronomo dal naso d'argento (anzi, d'ottone)

Tycho Brahe, l'astronomo dal celebre naso d'argento, e una delle figure piu affascinanti della storia della scienza: nobile danese, osservatore meticoloso del cielo prima dell'invenzione del telescopio ed eccentrico signore di un'intera isola. Nato il 14 dicembre 1546 a Knudstrup, in Scania (allora Danimarca), e morto a Praga il 24 ottobre 1601, in pochi decenni rivoluziono il modo di guardare le stelle e lascio in eredita i dati che avrebbero cambiato l'astronomia per sempre.
Un duello, un naso e una protesi di metallo
La leggenda piu famosa su Tycho Brahe riguarda il suo naso. Nel 1566, ancora studente all'Universita di Rostock, ebbe una lite con un cugino di terzo grado, il nobile danese Manderup Parsberg. Pare che il litigio nascesse da una disputa su chi dei due fosse il miglior matematico. La discussione degenero in un duello alla spada e Tycho ne usci con il setto nasale parzialmente reciso. I due, curiosamente, restarono amici per il resto della vita.
Per coprire la mutilazione, Tycho indosso per il resto dei suoi giorni una protesi metallica. La tradizione la voleva d'argento e d'oro, ma la realta e meno scintillante. Quando la tomba dell'astronomo fu aperta per la prima volta nel 1901, la protesi non fu trovata: restavano pero macchie verdastre attorno alla cavita nasale. Le analisi condotte sui resti hanno rivelato che quel residuo conteneva rame e zinco in proporzioni quasi uguali, vale a dire ottone, come spiega la Encyclopaedia Britannica. Probabilmente Tycho possedeva piu nasi finti, riservando quello prezioso alle grandi occasioni e usando ogni giorno una piu pratica protesi di lega d'ottone.
Uraniborg: il castello delle stelle sull'isola di Hven
Il talento di Tycho non sfuggi al re Federico II di Danimarca, che nel 1576 gli concesse l'isola di Hven (oggi svedese, nello stretto dell'Oresund) e i fondi per costruirvi un osservatorio. Nacque cosi Uraniborg, il "castello di Urania", la musa dell'astronomia: non un semplice osservatorio, ma un vero centro di ricerca completo di laboratori per la costruzione di strumenti, un laboratorio chimico, una tipografia, una cartiera e giardini elaborati.

Con strumenti enormi e precisissimi - quadranti, sestanti e il celebre quadrante murale - Tycho misuro le posizioni di stelle e pianeti con un'accuratezza mai raggiunta prima. Tutto questo, ed e il punto cruciale, senza telescopio: lo strumento sarebbe stato puntato verso il cielo da Galileo solo nel 1609, otto anni dopo la morte di Tycho. Le sue misurazioni a occhio nudo arrivarono a una precisione dell'ordine del minuto d'arco, un risultato straordinario per l'epoca. Catalogo le posizioni di oltre 777 stelle fisse.
La "Stella Nova" del 1572
L'11 novembre 1572 Tycho Brahe osservo nella costellazione di Cassiopea un astro nuovo e brillantissimo, piu luminoso di Venere, dove prima non c'era nulla. Non fu l'unico a notarlo, ma fu lui a studiarlo con il rigore maggiore, pubblicando nel 1573 il trattato De nova stella - da cui deriva la parola "nova". Dimostro che la nuova stella si trovava ben oltre la Luna, nella sfera delle stelle fisse, e che dunque i cieli non erano immutabili come sosteneva la fisica aristotelica da quasi duemila anni; quell'evento e oggi noto agli astronomi come SN 1572.
Oggi sappiamo che quella "Stella Nova" era in realta una supernova, catalogata come SN 1572 e nota proprio come "supernova di Tycho". Le osservazioni moderne, in particolare quelle in raggi X dell'osservatorio NASA Chandra, hanno mostrato che fu una supernova di tipo Ia: l'esplosione di una nana bianca che sottrae materia a una stella compagna. Il suo resto in espansione, distante migliaia di anni luce, e ancora oggi studiato dagli astronomi.
Mostrando che una stella nuova poteva accendersi nel cielo "immutabile", Tycho Brahe inferse uno dei primi colpi alla cosmologia antica e apri la strada all'astronomia moderna.
L'alce, il nano e una corte stravagante
Tycho non era solo un genio dell'osservazione: era anche un personaggio decisamente eccentrico. A Uraniborg teneva una corte degna di un principe. Possedeva un alce (o elano) addomesticato, di cui si narra una fine tragicomica: l'animale sarebbe morto cadendo da una scala dopo aver bevuto troppa birra durante un banchetto. Al suo servizio aveva anche un nano di nome Jepp, che Tycho riteneva dotato di poteri profetici e che teneva spesso seduto sotto la tavola durante i pasti.
La morte misteriosa a Praga
Caduto in disgrazia presso la corona danese dopo la morte di Federico II, Tycho lascio la Danimarca e nel 1599 divenne matematico imperiale a Praga, alla corte di Rodolfo II. Fu li che, nel 1600, prese al suo servizio un giovane assistente tedesco: Johannes Kepler. Tycho mori l'anno successivo, il 24 ottobre 1601, in circostanze che alimentarono per secoli ogni sorta di leggenda.
La versione tradizionale racconta di un banchetto durante il quale Tycho, per buona educazione, si sarebbe rifiutato di alzarsi da tavola: ne sarebbe seguito un fatale problema alla vescica. Per molto tempo circolo invece l'ipotesi dell'avvelenamento da mercurio, sostenuta dalle alte concentrazioni rilevate nei peli della barba dopo la prima riesumazione del 1901. La questione e stata chiusa dalle analisi successive: i resti furono riesumati nuovamente nel 2010 e studiati dal chimico Kaare Lund Rasmussen dell'Universita della Danimarca Meridionale, con il professor Jan Kucera dell'istituto di fisica nucleare di Praga. Misurando il mercurio in barba e ossa, i ricercatori conclusero che le quantita non erano affatto sufficienti a causare la morte, escludendo cosi un avvelenamento acuto.
L'eredita: i dati che fecero nascere le leggi di Keplero
Il lascito piu prezioso di Tycho non furono ne il naso ne l'alce, ma la sua mole di osservazioni accuratissime. Dopo la sua morte, fu proprio Keplero a ereditarne i registri. Analizzando soprattutto i dati sull'orbita di Marte, Keplero riusci a formulare le sue celebri leggi del moto planetario, secondo cui i pianeti percorrono orbite ellittiche attorno al Sole.
Senza la precisione maniacale di Tycho Brahe, l'osservatore senza telescopio dal naso d'ottone, Keplero non avrebbe mai potuto smascherare la forma reale delle orbite. La sua vita stravagante e i suoi dati rigorosi restano una delle pagine piu sorprendenti della storia dell'astronomia.
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