Storie
Wojtek, l'orso arruolato che combatté a Montecassino nel 1944
Comprato cucciolo in Iran nel 1942, divenne soldato semplice dell'Esercito polacco e portò munizioni sotto il fuoco nemico.

Tra i soldati che combatterono nella sanguinosa battaglia di Montecassino, nel maggio del 1944, ce n'era uno davvero speciale: pesava oltre due quintali, camminava su quattro zampe e rispondeva al nome di Wojtek. Era un orso bruno siriano, regolarmente arruolato nell'Esercito polacco con tanto di grado, matricola e razione di cibo. La sua storia, oggi celebrata da statue in tutta Europa, è una delle più sorprendenti e commoventi della Seconda guerra mondiale.
Un cucciolo comprato in Iran
Tutto cominciò nella primavera del 1942. Migliaia di soldati polacchi, liberati dai campi di prigionia sovietici dopo l'invasione tedesca dell'URSS, stavano attraversando il Medio Oriente per unirsi agli Alleati: erano gli uomini del cosiddetto Esercito di Anders, il II Corpo d'armata polacco. In Iran, un gruppo di militari incontrò un ragazzino che teneva in un sacco un cucciolo d'orso rimasto orfano. Lo comprarono in cambio di poche provviste e lo chiamarono Wojtek, diminutivo affettuoso che si può tradurre come "guerriero sorridente" o "colui che è felice in battaglia".
Il cucciolo crebbe in mezzo ai soldati, nutrito con latte condensato versato in una bottiglia di vetro. Imparò a comportarsi come uno di loro: marciava, salutava, dormiva nelle tende e seguiva la compagnia in ogni spostamento. Per i militari, molti dei quali avevano perso famiglia e patria, quell'orso divenne un simbolo di affetto e normalità in mezzo all'orrore della guerra.
Arruolato per davvero
Nel 1943 il II Corpo polacco ricevette l'ordine di imbarcarsi per l'Italia, dove avrebbe combattuto al fianco degli Alleati. Ma c'era un problema: a bordo delle navi da trasporto britanniche non erano ammessi animali domestici o mascotte. La soluzione fu tanto burocratica quanto geniale. Wojtek venne ufficialmente arruolato come soldato semplice della 22ª Compagnia di rifornimento d'artiglieria, con tanto di nome sul registro, grado e numero di matricola. Non era più una mascotte: era un commilitone a tutti gli effetti, e come tale poteva salire sulla nave.
Così l'orso raggiunse l'Italia insieme ai suoi compagni d'arme. La sua presenza nei ranghi è documentata da numerose fotografie d'epoca, conservate oggi in archivi come quello dell'Imperial War Museum di Londra, che mostrano i soldati intenti a giocare e a lottare amichevolmente con lui.
L'eroe di Montecassino
Il momento che consegnò Wojtek alla leggenda arrivò durante la battaglia di Montecassino, una delle più dure della campagna d'Italia. La 22ª Compagnia aveva il compito di rifornire di munizioni le batterie d'artiglieria sotto il fuoco nemico. Secondo la testimonianza dei reduci, l'orso osservava gli uomini scaricare le pesanti casse di proiettili e iniziò a imitarli, trasportando lui stesso le munizioni dai camion alle postazioni. Si racconta che non lasciò mai cadere una sola cassa.
Vera o in parte abbellita dalla memoria, la scena colpì a tal punto i commilitoni che, dopo la battaglia, la 22ª Compagnia adottò come proprio emblema ufficiale l'immagine di un orso che regge un proiettile d'artiglieria. Quel simbolo venne dipinto sui veicoli e cucito sulle uniformi, e ancora oggi è il distintivo che identifica l'unità nella memoria storica polacca.
Birra, sigarette e lotta
Wojtek non era certo un soldato modello sotto il profilo della disciplina. Amava la birra, che beveva direttamente dalla bottiglia, e andava matto per le sigarette: pare però che le mangiasse invece di fumarle, oppure le accettasse accese per poi inghiottirle. Il suo passatempo preferito era la lotta amichevole con i commilitoni, che vinceva quasi sempre data la mole, ma senza mai fare loro del male. Adorava le docce e, secondo gli aneddoti, una volta scoprì una spia nemica nascosta in un bagno, mettendo in allarme l'accampamento.
Questi racconti, tramandati dai veterani e raccolti in vari libri e documentari, contribuiscono al fascino della figura di Wojtek. Al di là del folclore, resta il dato storico di un animale selvatico che visse per anni in mezzo a centinaia di uomini in armi, condividendone la quotidianità e i pericoli.
Gli ultimi anni in Scozia
Finita la guerra, il II Corpo polacco fu trasferito in Scozia in attesa della smobilitazione. Wojtek trascorse qualche tempo in un campo militare nel Berwickshire, dove divenne una piccola celebrità locale. Quando i soldati polacchi, che non potevano tornare in una patria ormai sotto il controllo sovietico, vennero congedati, si pose il problema del futuro dell'orso. Nel 1947 Wojtek fu affidato allo Zoo di Edimburgo, dove visse fino alla morte, avvenuta nel 1963.
I suoi vecchi commilitoni andavano a trovarlo, e si dice che l'orso li riconoscesse, rispondendo al richiamo in polacco. Oggi la sua memoria è custodita da diversi monumenti: una statua nei Princes Street Gardens di Edimburgo, inaugurata nel 2015, e altre in Polonia, a Cracovia, oltre a targhe e opere d'arte. Wojtek è diventato un simbolo dell'amicizia tra Polonia e Scozia e, più in generale, di quanto un legame d'affetto possa nascere anche nei momenti più bui della storia. La storia dell'orso soldato ci ricorda che, persino in mezzo alla guerra, c'è spazio per la tenerezza e per legami capaci di attraversare le specie.
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