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Il ragno pavone: la danza e i colori impossibili di Maratus volans

Cinque millimetri di selezione sessuale, vibrazioni e nanostrutture che generano il super-nero

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Maschio di ragno pavone Maratus volans con l'addome iridescente colorato sollevato a ventaglio durante la danza di corteggiamento
Maschio di ragno pavone Maratus volans con l'addome iridescente colorato sollevato a ventaglio durante la danza di corteggiamento

Nei boschi e nelle radure aride dell'Australia vive un artista in miniatura: il ragno pavone, nome comune del genere Maratus e in particolare della specie Maratus volans. Lungo appena 4-5 millimetri, questo minuscolo ragno saltatore deve il suo soprannome a una straordinaria somiglianza comportamentale con il pavone: il maschio solleva e sventola un addome iridescente, dai colori cosi accesi da sembrare dipinti, eseguendo una vera e propria danza di corteggiamento. Dietro questo spettacolo si nascondono due delle storie piu affascinanti della biologia moderna: la selezione sessuale spinta all'estremo e il colore strutturale generato da nanostrutture.

Primo piano del maschio di Maratus volans con l'addome iridescente disteso a ventaglio
Il maschio di Maratus volans dispiega l'addome a ventaglio durante il corteggiamento. Foto: Jurgen Otto/autore via Wikimedia Commons (CC BY).

Un saltatore endemico grande quanto un chicco di riso

Il ragno pavone appartiene alla famiglia Salticidae, i ragni saltatori, e al genere Maratus, descritto dall'aracnologo Ferdinand Karsch nel 1878. Si tratta di animali endemici dell'Australia: non si trovano in natura in nessun altro luogo del pianeta. Le dimensioni sono minime, tra i 4 e i 5 millimetri, motivo per cui questi ragni sono rimasti a lungo poco studiati, nonostante i colori sgargianti.

Come tutti i salticidi, il Maratus non costruisce ragnatele per catturare le prede: caccia all'agguato, balzando sulle vittime grazie a una vista eccezionale. I ragni saltatori possiedono una visione tricromatica, sensibile anche alla luce ultravioletta, tra le piu acute del mondo degli invertebrati. Questa raffinata capacita visiva non e un dettaglio: e proprio la condizione che ha permesso l'evoluzione di segnali visivi cosi elaborati nel corteggiamento.

La danza: un segnale che si vede e si sente

Quando un maschio incontra una femmina, comincia uno dei rituali piu complessi del regno animale. Solleva il terzo paio di zampe, spesso ornate di ciuffi colorati, e le agita ritmicamente; allo stesso tempo erge l'addome e dispiega i lembi laterali come un ventaglio, mostrando il disegno iridescente. Ma il corteggiamento non e solo visivo. Il maschio produce anche vibrazioni trasmesse dal substrato (segnali sismici), impercettibili all'orecchio umano ma captate dalla femmina attraverso il terreno.

Uno studio pubblicato su PLOS ONE nel 2011 da Madeline Girard, Michael Kasumovic e Damian Elias ha documentato per la prima volta, tramite vibrometria laser, questo corteggiamento multimodale in Maratus volans. I ricercatori hanno osservato che le vibrazioni coincidono sempre con i movimenti ritmici di sollevamento dell'addome, mentre sono assenti durante gli spostamenti laterali. Visione e vibrazione, insomma, lavorano insieme in un messaggio coordinato.

La femmina e giudice severo. Se non e ricettiva, o se la performance non la convince, puo reagire in modo aggressivo e arrivare a mangiare il pretendente. Per il maschio, danzare male puo costare la vita.

Proprio per questo i segnali vibrazionali sembrano avere un ruolo decisivo nel ridurre l'aggressivita della femmina e nell'aumentare le probabilita di accoppiamento: il maschio deve convincere, e in fretta. E un esempio da manuale di selezione sessuale, il processo descritto da Charles Darwin con cui i tratti che attraggono il partner si evolvono anche quando sono costosi o pericolosi per chi li porta.

Il segreto dei colori: nanostrutture, non pigmenti

I blu e i viola intensi del ragno pavone non derivano da pigmenti, che in natura producono difficilmente tonalita cosi brillanti. Si tratta di colore strutturale: nanostrutture sulla superficie delle squame riflettono selettivamente alcune lunghezze d'onda della luce, generando iridescenze che cambiano con l'angolo di osservazione. E lo stesso principio fisico che colora le ali delle farfalle Morpho o le piume del pavone vero.

Ma la scoperta piu sorprendente riguarda il super-nero. Le aree nere che incorniciano le macchie colorate di alcune specie non sono semplicemente scure: assorbono quasi tutta la luce. Uno studio guidato da Dakota McCoy, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B nel 2019, ha misurato che in Maratus speciosus e Maratus karrie queste regioni riflettono meno dello 0,5% della luce incidente (rispettivamente 0,44% e 0,35%).

Come ci riescono? Il segreto sta in microstrutture della cuticola: minuscole protuberanze a forma di microlente che diffondono la luce, ne allungano il percorso e ne favoriscono l'assorbimento da parte della melanina, intrappolandola di fatto. In una delle due specie si aggiunge anche una fitta copertura di squame nere a forma di spazzola. Il risultato e un effetto ottico: il nero profondo, privo di riflessi, fa risaltare i colori vicini esattamente come la cornice scura di un quadro, ingannando l'occhio della femmina e amplificando la brillantezza del display.

Perche un nero cosi estremo

Questo super-nero non e un caso isolato in natura: lo si ritrova anche nelle piume degli uccelli del paradiso, dove serve allo stesso scopo, far apparire piu intensi i colori adiacenti nelle esibizioni di corteggiamento. La convergenza tra animali tanto distanti, un ragno e un uccello, suggerisce che si tratti di una soluzione ottica vantaggiosa ovunque la selezione premi chi sa mettersi in mostra.

Una tassonomia in continua espansione

Per decenni il genere Maratus e rimasto quasi sconosciuto. Tutto e cambiato grazie soprattutto al biologo Jurgen Otto e all'aracnologo David Hill, che dal 2011 hanno descritto e fotografato decine di nuove specie, pubblicandole sulla rivista specializzata Peckhamia. I video di Otto, con i loro nomi affettuosi come "Sparklemuffin" (Maratus jactatus) e "Skeletorus" (Maratus sceletus), hanno fatto conoscere il ragno pavone in tutto il mondo.

Maschio di Maratus speciosus, una delle specie studiate per il super-nero
Maratus speciosus, una delle specie in cui e stato misurato il super-nero. Foto: via Wikimedia Commons.

Il lavoro continua: nuove specie vengono descritte ancora oggi, anche da altri ricercatori come Joseph Schubert dei Museums Victoria, che nel 2020 ne ha aggiunte sette in un colpo solo. Il numero di specie note ha ormai superato il centinaio, e quasi certamente molte altre attendono di essere scoperte nelle praterie e nelle coste australiane.

Il ragno pavone ci ricorda che la bellezza, in natura, non e mai gratuita. Ogni colore, ogni vibrazione, ogni passo di danza e il prodotto di milioni di anni di selezione, in cui sopravvivere e riprodursi richiede di sapersi far notare, senza pero pagarlo con la vita.

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