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Lontra marina: la specie chiave che salva il kelp del Pacifico

Come un piccolo predatore del Pacifico protegge le foreste sottomarine e il carbonio

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Due lontre marine galleggiano sulla schiena in acqua calma, con la fitta pelliccia in evidenza
Due lontre marine galleggiano sulla schiena in acqua calma, con la fitta pelliccia in evidenza

La lontra marina (Enhydra lutris) e uno dei piu sorprendenti mammiferi marini del Pacifico settentrionale: un carnivoro di neppure trenta chili che galleggia sulla schiena, apre i ricci con una pietra e, quasi senza accorgersene, decide il destino di intere foreste sottomarine. Gli scienziati la considerano l'esempio da manuale di specie chiave (keystone species), perche la sua presenza o la sua assenza riscrive l'equilibrio di tutto l'ecosistema costiero. Dove nuota la lontra marina, il kelp prospera; dove e stata sterminata, il fondale si trasforma in un deserto di roccia. Capire come un singolo predatore riesca a tanto significa entrare nel cuore dell'ecologia moderna.

La scoperta della specie chiave

Nel 1974 i biologi James A. Estes e John F. Palmisano pubblicarono sulla rivista Science uno studio destinato a diventare un classico, intitolato «Sea Otters: Their Role in Structuring Nearshore Communities». Confrontando isole delle Aleutine popolate da lontre con altre dove erano state cacciate fino alla scomparsa, i due ricercatori notarono una differenza netta: dove c'erano le lontre, fitte foreste di kelp ondeggiavano sotto la superficie; dove non c'erano, dominavano distese spoglie ricoperte di ricci di mare, i cosiddetti urchin barrens.

La spiegazione e una catena di cause ed effetti, quella che gli ecologi chiamano cascata trofica. Le lontre marine si nutrono voracemente di ricci di mare; i ricci, a loro volta, divorano il kelp alla base. Togliendo la lontra dall'equazione, i ricci si moltiplicano senza freni e rasano al suolo le alghe. Reintroducendo il predatore, i ricci tornano sotto controllo e la foresta rinasce. Estes e Palmisano descrissero la lontra come una componente «essenziale per l'integrita e la stabilita dell'ecosistema»: il primo identikit sperimentale di una specie chiave applicato a un ambiente marino.

Studi successivi confermarono e ampliarono l'intuizione. In un lavoro del 1998, sempre su Science, Estes e colleghi mostrarono come la predazione delle orche sulle lontre potesse innescare il collasso a catena delle stesse foreste di kelp in Alaska, prova che questi delicati equilibri possono spezzarsi dall'alto come dal basso.

Lontre marine galleggiano fra le alghe di una foresta di kelp illuminata dal sole
Lontre marine tra le fronde di una foresta di kelp. Foto: Sergey Guk / Pexels

Foreste di kelp e carbonio blu

Le foreste di kelp non sono semplici praterie sommerse: sono tra gli ecosistemi piu produttivi del pianeta. Offrono rifugio e nutrimento a pesci, invertebrati e uccelli marini, smorzano l'energia delle onde proteggendo le coste e assorbono enormi quantita di anidride carbonica attraverso la fotosintesi. Una parte di questo carbonio, il cosiddetto carbonio blu, finisce intrappolata nelle alghe e nei sedimenti, sottraendola all'atmosfera.

Proteggendo il kelp dai ricci, la lontra marina svolge quindi un ruolo indiretto ma misurabile nella regolazione del clima costiero. Una ricerca pubblicata nel 2012 sulla rivista Frontiers in Ecology and the Environment da Christopher Wilmers, Estes e colleghi stimo che la presenza delle lontre, favorendo foreste di kelp piu rigogliose, possa aumentare in modo significativo la quantita di carbonio immagazzinata rispetto agli ambienti privi di questo predatore. Un piccolo mammifero diventa cosi un alleato inatteso nella lotta agli squilibri ambientali.

Utensili, tasche e una pelliccia da record

La lontra marina e anche uno dei pochi mammiferi non primati a usare regolarmente strumenti. Per aprire molluschi, granchi e ricci dal guscio duro, afferra una pietra e la usa come incudine o martello, percuotendo la preda contro il sasso appoggiato sul petto mentre galleggia sulla schiena. Secondo il Monterey Bay Aquarium, ogni individuo dispone inoltre di una vera e propria «tasca»: pieghe di pelle lasca sotto le zampe anteriori in cui ripone il cibo e, spesso, la sua pietra preferita, lasciando le zampe libere per continuare a cacciare durante le immersioni.

Ma il primato piu straordinario riguarda la pelliccia. A differenza di foche, balene e altri mammiferi marini, la lontra non possiede uno strato di grasso isolante (blubber): per sopravvivere nelle acque gelide del Pacifico si affida unicamente al suo mantello, il piu denso del regno animale. Il Monterey Bay Aquarium indica fino a circa un milione di peli per pollice quadrato, oltre mille volte la densita dei capelli umani, equivalenti a centinaia di migliaia di peli per centimetro quadrato. Questo manto intrappola uno strato d'aria che mantiene la pelle asciutta e calda; per funzionare, pero, richiede una cura ossessiva: le lontre passano molte ore al giorno a lisciarsi e arieggiare il pelo.

Due lontre marine galleggiano sulla schiena in acqua calma, con la fitta pelliccia ben visibile
Due lontre marine galleggiano sulla schiena. Foto: James Collington / Pexels

Dallo sterminio al lento ritorno

Proprio quella pelliccia eccezionale ha rischiato di condannare la specie. Tra il Settecento e l'Ottocento il commercio delle pellicce spinse i cacciatori a inseguire la lontra marina lungo tutto il Pacifico settentrionale. Da una popolazione globale stimata in centinaia di migliaia di esemplari, si arrivo a poche centinaia di superstiti dispersi in una manciata di colonie remote. La specie fu considerata praticamente estinta per gran parte dell'Ottocento e del primo Novecento.

La svolta arrivo nel 1911 con la Convenzione internazionale per la protezione delle foche da pelliccia del Pacifico settentrionale, firmata da Stati Uniti, Gran Bretagna (per il Canada), Giappone e Russia, che mise al bando la caccia alla lontra marina. Negli Stati Uniti la specie e oggi tutelata dal Marine Mammal Protection Act del 1972, e diverse popolazioni figurano come minacciate ai sensi dell'Endangered Species Act. Come ricorda lo US Fish and Wildlife Service, la lontra marina meridionale della California sopravvisse grazie a una piccola colonia riscoperta lungo la costa di Big Sur negli anni Trenta del Novecento, da cui e ripartita una lenta ripresa.

Il recupero, pero, resta fragile e disomogeneo. In molte aree le lontre devono ancora ricolonizzare gran parte dell'areale storico, frenate da inquinamento, malattie, conflitti con la pesca e dalla predazione delle orche. Eppure ogni nuova colonia che si insedia porta con se un effetto a catena: i ricci diminuiscono, il kelp risale, i pesci tornano. La storia della lontra marina e insieme un monito sulla fragilita degli ecosistemi e una rara, incoraggiante prova che, dando spazio a una sola specie chiave, la natura sa ancora rigenerare interi paesaggi sommersi.

Per approfondire, le fonti primarie restano le piu affidabili: lo studio fondativo di Estes e Palmisano su Science (1974), il lavoro sulle cascate trofiche di Estes e colleghi (1998), la scheda del Monterey Bay Aquarium, l'approfondimento dello US Fish and Wildlife Service e il documento sul ruolo di specie chiave pubblicato dallo stesso FWS.

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