Curiosando si impararivista di curiosità

Animali

Perché gli scorpioni brillano sotto la luce ultravioletta?

Esposti agli UV, gli scorpioni emettono un bagliore verde-azzurro. Forse usano l'intero corpo come un rilevatore di luce.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Scorpione fluorescente verde-azzurro sotto luce ultravioletta accanto allo stesso a luce normale
Scorpione fluorescente verde-azzurro sotto luce ultravioletta accanto allo stesso a luce normale

Spegnete le luci, accendete una lampada a raggi ultravioletti e puntatela su uno scorpione: lo vedrete brillare di un intenso color verde-azzurro, come se fosse al neon. È uno degli spettacoli più sorprendenti del mondo animale, sfruttato dai ricercatori di tutto il pianeta per individuare questi aracnidi notturni nel buio del deserto. Ma perché gli scorpioni emettono questa luce fluorescente? La risposta, dopo decenni di studi, resta in parte un affascinante mistero biologico.

Cos'è la fluorescenza e dove nasce

Prima di tutto chiariamo un punto: la fluorescenza non è bioluminescenza. Una lucciola produce luce propria grazie a reazioni chimiche; uno scorpione, invece, non genera luce ma assorbe la radiazione ultravioletta e la riemette sotto forma di luce visibile, di lunghezza d'onda maggiore. Senza una fonte di UV – la luce solare, la luna, o una lampada di Wood – lo scorpione non brilla affatto.

La luce nasce in uno strato sottilissimo e resistente della cuticola, chiamato ialino, che ricopre l'esoscheletro. Qui si trovano molecole fluorescenti, in particolare la beta-carbolina e un composto cumarinico (la 7-idrossi-4-metilcumarina), capaci di catturare gli UV e restituirli come bagliore verde-azzurro. Curiosamente, questa proprietà è così stabile che persino gli scorpioni fossili e gli esemplari conservati in alcol da decenni continuano a brillare.

Confronto tra uno scorpione alla luce normale e lo stesso scorpione fluorescente sotto luce ultravioletta
Lo stesso scorpione alla luce normale (a sinistra) e sotto raggi UV (a destra). Credit: Wikimedia Commons.

Le ipotesi: a cosa serve brillare?

Qui inizia il dibattito. Una prima ipotesi è la protezione dai raggi ultravioletti: lo strato fluorescente potrebbe convertire gli UV dannosi in luce innocua, funzionando come una sorta di crema solare naturale. Una seconda idea è che la fluorescenza serva al riconoscimento tra individui della stessa specie. Ma le teorie più intriganti riguardano l'uso della luce come strumento sensoriale.

Il biologo Douglas Gaffin, dell'Università dell'Oklahoma, ha avanzato un'ipotesi sorprendente: l'intero corpo dello scorpione funzionerebbe come un grande rilevatore di luce. In uno studio pubblicato sulla rivista Animal Behaviour, Gaffin ha mostrato che gli scorpioni reagiscono alla luce UV anche quando i loro occhi sono coperti, suggerisce che la cuticola fluorescente possa convertire la debole luce ultravioletta notturna in un segnale che la pelle "percepisce". In pratica, lo scorpione userebbe tutto il corpo per valutare quanta luce c'è nell'ambiente e decidere se uscire allo scoperto o restare nascosto.

Trovare un riparo (o evitare la luna)

Questa capacità avrebbe un senso ecologico preciso. Gli scorpioni sono predatori notturni e temono i predatori che cacciano a vista, come gufi e pipistrelli. Nelle notti di luna piena, quando la luce è maggiore, molti scorpioni riducono l'attività e restano al riparo. La fluorescenza potrebbe aiutarli a misurare con precisione il livello di illuminazione e a cercare anfratti bui: la luce verde si attenua quando l'animale si infila sotto una roccia, segnalandogli di aver trovato un nascondiglio sicuro.

Esiste anche l'ipotesi che il bagliore serva ad attirare le prede, o al contrario a confondere gli insetti. Nessuna di queste spiegazioni, però, è ancora considerata definitiva: è possibile che la fluorescenza svolga più funzioni contemporaneamente, oppure che sia in parte un "effetto collaterale" della chimica della cuticola, comparso per altri motivi e poi sfruttato dall'evoluzione.

Uno strumento prezioso per gli scienziati

Qualunque sia la sua funzione naturale, la fluorescenza è diventata uno strumento fondamentale per i ricercatori. Armati di lampade UV, i biologi conducono i cosiddetti "UV survey" notturni, durante i quali gli scorpioni risaltano come puntini verdi sul terreno, permettendo censimenti rapidi e lo studio della loro distribuzione. È così che si è scoperto quanto siano comuni e diffusi questi aracnidi, presenti in quasi tutti gli ambienti aridi e temperati del pianeta.

Gli scorpioni, comparsi sulla Terra oltre 430 milioni di anni fa, sono tra gli animali terrestri più antichi, come ricorda la voce di Wikipedia sugli scorpioni. Che il loro misterioso bagliore serva a proteggerli dal sole, a percepire la luce o semplicemente a sopravvivere alla notte, resta una delle domande più affascinanti dell'aracnologia: una luce verde accesa nel buio del deserto che la scienza non ha ancora finito di decifrare.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te