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Astronomia

3I/ATLAS: la cometa interstellare che forse è la più antica mai vista

Scoperta nel luglio 2025, è solo il terzo oggetto arrivato da un altro sistema stellare. Potrebbe avere oltre 7 miliardi di anni, più del Sistema Solare.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Immagine NASA di una cometa con chioma e coda (illustrativa), simile all'oggetto interstellare 3I/ATLAS
Immagine NASA di una cometa con chioma e coda (illustrativa), simile all'oggetto interstellare 3I/ATLAS

Nell'estate del 2025 gli astronomi hanno avvistato un visitatore arrivato da molto, molto lontano: 3I/ATLAS, soltanto il terzo oggetto interstellare mai individuato mentre attraversa il nostro Sistema Solare. Non proviene cioè dalla nostra famiglia di pianeti e comete, ma da un altro sistema stellare, scagliato attraverso la galassia chissà quanti miliardi di anni fa. Una cometa di ghiaccio in transito che potrebbe essere, secondo alcuni studi, l'oggetto più antico che l'umanità abbia mai osservato.

Il terzo visitatore interstellare

3I/ATLAS è stato scoperto il 1° luglio 2025 dal sistema di sorveglianza ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) dalla sua stazione di Rio Hurtado, in Cile. La sigla "3I" indica che è il terzo oggetto interstellare confermato, dopo 1I/ʻOumuamua, individuato nel 2017, e 2I/Borisov, nel 2019. La sua designazione tecnica come cometa è C/2025 N1. A differenza dei suoi predecessori, come spiega la pagina informativa della NASA, è arrivato da una regione della Via Lattea completamente diversa dalla nostra.

La prova della sua origine extrasolare è scritta nella traiettoria. 3I/ATLAS percorre un'orbita fortemente iperbolica, cioè con eccentricità superiore a 1: non è legato gravitazionalmente al Sole e non tornerà mai più. Entra nel Sistema Solare, gli gira attorno una sola volta e riparte verso lo spazio profondo, alla stessa velocità con cui è arrivato.

Concetto artistico di una cometa con chioma e coda, simile all'aspetto dell'oggetto interstellare 3I/ATLAS
Concetto artistico di una cometa con chioma e coda (immagine illustrativa, non ritrae 3I/ATLAS). Immagine: NASA.

I numeri di una cometa di ghiaccio

Le osservazioni con i grandi telescopi spaziali hanno permesso di misurarne le caratteristiche principali. Le immagini del telescopio spaziale Hubble del 20 agosto 2025 indicano un nucleo solido con un diametro compreso tra circa 440 metri e 5,6 chilometri al massimo. La velocità è impressionante: al momento della scoperta viaggiava a circa 221.000 km/h, e al passaggio più vicino al Sole ha toccato i 246.000 km/h, ossia quasi 68 chilometri al secondo. Si tratta di un corpo ricco di ghiaccio d'acqua, che sviluppa una chioma e una coda man mano che si avvicina al calore solare, comportandosi a tutti gli effetti come una cometa.

Il perielio, cioè il punto di massimo avvicinamento al Sole, è stato raggiunto il 30 ottobre 2025 a circa 1,4 unità astronomiche dal Sole, appena dentro l'orbita di Marte. La Terra non ha mai corso alcun rischio: la distanza minima dal nostro pianeta è rimasta intorno ai 270 milioni di chilometri, circa 1,8 unità astronomiche. Lungo il suo cammino, all'inizio di ottobre, la cometa è transitata relativamente vicino a Marte, permettendo anche alle sonde marziane di puntarla.

Un esercito di telescopi puntati

L'arrivo di un oggetto interstellare è un evento raro e prezioso, e la comunità scientifica ha mobilitato una flotta di osservatori. Oltre a Hubble, hanno seguito 3I/ATLAS il telescopio spaziale James Webb, l'osservatorio infrarosso SPHEREx e numerose sonde sparse per il Sistema Solare. La sonda solare Parker della NASA ha ripreso la cometa tra ottobre e novembre 2025 con il suo strumento per le immagini a grande campo. Studiare la composizione di un corpo nato attorno a un'altra stella è un'occasione unica per confrontare la chimica del nostro Sistema Solare con quella di mondi lontanissimi.

La Via Lattea nel cielo notturno, la galassia da cui proviene la cometa interstellare 3I/ATLAS
3I/ATLAS proverrebbe dal "disco spesso" della Via Lattea, popolato dalle stelle più antiche. Foto: Léo Gilmant / Pexels.

L'oggetto più antico mai visto?

L'aspetto più affascinante riguarda la sua età. Secondo un modello sviluppato dall'astronomo Matthew Hopkins dell'Università di Oxford insieme a colleghi neozelandesi, la ripida traiettoria di 3I/ATLAS indica che proviene dal cosiddetto "disco spesso" della Via Lattea, la regione che ospita le stelle più antiche della galassia. Se così fosse, la cometa potrebbe avere più di 7 miliardi di anni, ben oltre i 4,6 miliardi del Sistema Solare. Come riportato dalla Royal Astronomical Society, sarebbe "molto probabilmente la cometa più antica che abbiamo mai visto".

Una finestra su altri mondi

Ogni oggetto interstellare è un campione gratuito spedito da un altro sistema planetario, un frammento che ci racconta come nascono e si formano i mondi attorno ad altre stelle. Dopo ʻOumuamua e Borisov, 3I/ATLAS conferma che questi visitatori non sono eventi eccezionali, ma passaggi che la nuova generazione di telescopi, come l'Osservatorio Vera Rubin, potrà individuare con frequenza sempre maggiore. La sua storia, ricostruita nella documentazione scientifica disponibile, è anche un promemoria di quanto sia interconnessa la galassia: pezzi di altri sistemi solari attraversano il nostro, silenziosi e antichissimi, e per un breve istante possiamo osservarli.

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