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Astronomia

Io, la luna vulcanica di Giove: Juno scopre l'eruzione record

Lo strumento italiano JIRAM della sonda NASA ha registrato il punto caldo più potente mai visto su Io.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
La regione del polo sud di Io ripresa dalla sonda Juno della NASA
La regione del polo sud di Io ripresa dalla sonda Juno della NASA

C'è un mondo, nel Sistema Solare, dove la crosta non sta mai ferma: è Io, la più interna delle grandi lune di Giove e l'oggetto vulcanicamente più attivo che conosciamo. Le immagini ravvicinate della sonda Juno della NASA, ottenute durante i sorvoli del dicembre 2023 e del febbraio 2024, hanno mostrato per la prima volta i dettagli dei suoi laghi di lava e delle sue caldere. Poi, il 27 dicembre 2024, lo strumento a infrarossi di Juno ha registrato qualcosa che ha fatto saltare i contatori: il punto caldo vulcanico più potente mai osservato su Io.

Una luna spremuta dalla gravità

Io ha all'incirca le dimensioni della nostra Luna, ma il suo destino è completamente diverso. Stretta nella morsa gravitazionale di Giove e delle altre lune galileiane (Europa e Ganimede), Io viene continuamente deformata dalle forze di marea: il suo interno viene impastato e riscaldato per attrito, in un processo chiamato riscaldamento mareale. Il risultato sono centinaia di vulcani attivi che riversano lava e gettano pennacchi di zolfo fino a centinaia di chilometri di altezza. Non è un caso che la NASA descriva Io come un autentico laboratorio del vulcanismo planetario.

Bagliore di lava incandescente sulla superficie della luna Io ripreso da Juno
Il bagliore della lava su Io catturato dalla sonda Juno. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS.

Il sorvolo che ha riscritto i record

Nei due passaggi più stretti, Juno è arrivata a circa 1.500 chilometri dalla superficie, ottenendo le prime immagini ad alta risoluzione delle latitudini settentrionali. Ma la sorpresa più grande è arrivata dallo strumento JIRAM (Jovian Infrared Auroral Mapper), realizzato con un importante contributo dell'Agenzia Spaziale Italiana e dell'INAF. Il 27 dicembre 2024 JIRAM ha individuato, appena a sud del polo meridionale, un punto caldo gigantesco: secondo il comunicato del Jet Propulsion Laboratory l'area copre circa 100.000 chilometri quadrati, più del Lago Superiore in Nord America, e irradia una potenza superiore a 80.000 miliardi di watt: sei volte la potenza di tutte le centrali elettriche della Terra messe insieme.

Il segnale infrarosso era così intenso da saturare il rilevatore, e gli scienziati ritengono che non si tratti di un singolo vulcano ma di un sistema di bocche ravvicinate alimentate da un'enorme camera magmatica sotterranea: l'eruzione più violenta mai documentata su Io.

Loki Patera, il lago di lava liscio come vetro

Prima del super-hotspot, Juno aveva già regalato uno spettacolo studiando Loki Patera, un lago di lava lungo circa 200 chilometri. Le osservazioni, pubblicate sulla rivista The Planetary Science Journal, hanno rivelato isole stabili al centro della colata e, soprattutto, riflessi speculari della luce solare: in alcuni punti la superficie raffreddata è liscia come il vetro, simile all'ossidiana vulcanica terrestre. Un dettaglio sorprendente è che alcune di quelle isole non si sono mosse né hanno cambiato dimensione dai tempi del passaggio della Voyager 1, oltre 45 anni fa, una stabilità che mette alla prova i modelli su come la superficie di Io si rinnova.

Lago di lava Chors Patera sulla superficie di Io ripreso dalla sonda Juno
Il lago di lava Chors Patera su Io. Credit: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS.

Perché studiare i vulcani di un'altra luna

Capire Io non è solo questione di record. Il vulcanismo estremo di questa luna offre un modello naturale per studiare il riscaldamento mareale, lo stesso meccanismo che potrebbe mantenere liquidi gli oceani sotto i ghiacci di Europa ed Encelado, candidati di primo piano nella ricerca di ambienti abitabili. Le mappe dei punti caldi raccolte da JIRAM durante decine di orbite, analizzate in un secondo studio sul Planetary Science Journal, stanno aiutando a ricostruire come il calore interno si distribuisce e affiora in superficie.

Juno continuerà a sorvegliare quel mostro vulcanico nei sorvoli successivi, cercando segni di cambiamento del paesaggio. Come ha sintetizzato la rivista BBC Sky at Night, Io resta il luogo più infernale e affascinante per osservare i vulcani all'opera oltre la Terra: una finestra incandescente sui processi che modellano i mondi.

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