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Luca Parmitano vola con Artemis III: il primo europeo verso la Luna

Annunciato il 9 giugno 2026, l'astronauta siciliano sarà il pilota della missione NASA: mai prima un europeo era entrato in un equipaggio Artemis.

di Andrea Bertolotti··2 min di lettura
Ritratto ufficiale dell'astronauta dell'ESA Luca Parmitano con la tuta spaziale
Ritratto ufficiale dell'astronauta dell'ESA Luca Parmitano con la tuta spaziale

Per la prima volta nella storia, un astronauta italiano è stato assegnato a una missione del programma Artemis, quello che riporterà l'umanità verso la Luna. Durante una diretta della NASA il 9 giugno 2026 sono stati svelati i quattro nomi dell'equipaggio di Artemis III, e tra loro c'è Luca Parmitano, 49 anni, siciliano di Paternò. Sarà il pilota della missione: è la prima volta in assoluto che un astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) entra in un equipaggio Artemis.

La notizia, ripresa da testate specializzate come Coelum Astronomia e dalla stampa locale di Catania, segna un nuovo capitolo per un pilota collaudatore dell'Aeronautica Militare che ha già lasciato il segno nella storia spaziale europea.

Chi è Luca Parmitano

Nato a Paternò, in provincia di Catania, nel 1976, Parmitano è entrato nel corpo astronauti dell'ESA nel 2009. Ha già volato due volte verso la Stazione Spaziale Internazionale: nel 2013 con la missione Volare e nel 2019 con Beyond. Proprio nel 2019 è diventato il primo italiano a comandare la ISS, assumendo la guida della Expedition 61. In totale ha accumulato oltre 360 giorni nello spazio e diverse passeggiate spaziali, una delle quali nel 2013 si trasformò in una drammatica emergenza quando il suo casco cominciò a riempirsi d'acqua.

Per Parmitano, Artemis III sarà dunque il terzo volo. Stavolta, però, la destinazione non è l'orbita terrestre bassa, ma lo spazio profondo in direzione della Luna, a bordo della capsula Orion.

Vista della Terra e dello spazio profondo ripresa da un oblò della capsula Orion durante una missione Artemis
Una veduta dello spazio profondo da un oblò della capsula Orion. Credit: NASA.

Cosa farà davvero Artemis III

Diversamente da quanto si potrebbe pensare, Artemis III, in programma per il 2027, non porterà ancora gli astronauti a camminare sul suolo lunare. Come spiegano sia la Planetary Society sia gli approfondimenti di Passione Astronomia, la missione sarà un collaudo cruciale: l'equipaggio dovrà verificare in orbita l'affidabilità dei sistemi di attracco e di supporto vitale di due lander commerciali, lo Starship HLS di SpaceX e il Blue Moon di Blue Origin. È la prova generale prima dello sbarco vero e proprio, atteso con le missioni successive.

L'equipaggio è guidato dal comandante Randy Bresnik, veterano di due missioni precedenti, ed è completato dagli astronauti NASA Andre Douglas e Frank Rubio, quest'ultimo detentore del record statunitense per la permanenza continuativa nello spazio.

Perché conta per l'Italia (e per l'Europa)

L'assegnazione di un sedile Artemis a un europeo non è scontata: gli accordi tra NASA ed ESA prevedono che, in cambio dei moduli costruiti in Europa per la capsula Orion e per la futura stazione lunare Gateway, alcuni astronauti europei volino verso la Luna. Parmitano è il primo a beneficiarne, e il fatto che il prescelto sia un italiano ha un peso simbolico notevole per il comparto spaziale nazionale, che fornisce componenti chiave del programma attraverso l'industria e l'Agenzia Spaziale Italiana.

Da Paternò alla Luna, insomma: per la generazione che ha seguito le dirette delle passeggiate spaziali di "AstroLuca", l'annuncio del 9 giugno 2026 è la promessa che il prossimo grande balzo dell'esplorazione umana parlerà, almeno un po', anche italiano.

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