Corpo Umano
Nervo laringeo ricorrente: la deviazione che prova l'evoluzione
Per raggiungere la laringe, questo nervo scende fino al cuore e poi risale: un percorso assurdo che la storia evolutiva spiega alla perfezione.

Nel nostro corpo c'è un nervo che, per raggiungere un bersaglio a pochi centimetri dal cervello, compie un viaggio assurdo: scende fino al torace, gira attorno a un grande vaso vicino al cuore e poi risale fino alla gola. È il nervo laringeo ricorrente, e la sua deviazione apparentemente insensata è uno degli esempi più citati a favore dell'evoluzione: nessun progettista lo disegnerebbe così, ma la storia evolutiva dei vertebrati spiega perfettamente perché sia fatto in questo modo.
Un percorso che non ha senso
Il nervo laringeo ricorrente è un ramo del nervo vago e controlla gran parte dei muscoli della laringe, quelli che ci permettono di parlare. La logica vorrebbe che, partendo dal cervello, scendesse di pochi centimetri fino alla laringe. Invece prosegue verso il basso nel torace: a destra fa il giro attorno all'arteria succlavia, a sinistra scende ancora di più e gira sotto l'arco dell'aorta, vicino al cuore. Solo dopo aver compiuto questa ansa risale verso l'alto fino alla gola. Per servire un organo posto sopra il punto di partenza, il nervo percorre una deviazione di decine di centimetri.
La giraffa: 4 metri di deviazione
Se nell'essere umano la stranezza è evidente, nella giraffa diventa clamorosa. Il nervo laringeo ricorrente parte dalla testa, scende lungo tutto il collo fino al torace, gira attorno all'aorta e risale lungo l'intero collo fino alla laringe, a pochi centimetri da dove era partito. Come racconta Richard Dawkins nel libro The Greatest Show on Earth, in una giraffa adulta questa deviazione può superare i 4,6 metri. Dawkins ha persino partecipato alla dissezione di una giraffa per mostrare dal vivo questo "errore" di ingegneria.
Il fenomeno è descritto in dettaglio anche dalla voce enciclopedica sul nervo laringeo ricorrente, che lo cita esplicitamente come prova evolutiva.
La spiegazione sta nei pesci
Perché un percorso così inefficiente? La risposta è nei nostri antenati acquatici. Nei pesci il nervo vago invia rami alle branchie passando dietro le arterie branchiali, e in questa configurazione il percorso è del tutto diretto: non c'è nulla di "ricorrente". I pesci, però, non hanno collo, e il cuore si trova subito dietro la testa.
Durante l'evoluzione dei tetrapodi il collo si è allungato e il cuore è migrato verso il basso, nel torace. Il nervo, agganciato dal lato sbagliato del grande vaso che un tempo era un'arteria branchiale, è rimasto "intrappolato": la selezione naturale non poteva riprogettarlo da zero, ma solo allungarlo poco a poco, generazione dopo generazione, per seguire l'aorta che si abbassava. Il risultato è la deviazione che osserviamo oggi.
Dai dinosauri alla sala operatoria
La cosa diventa vertiginosa pensando ai dinosauri sauropodi dal collo lunghissimo. Uno studio pubblicato su Acta Palaeontologica Polonica, intitolato non a caso "A Monument of Inefficiency", ha stimato che in animali come Supersaurus il nervo laringeo ricorrente potesse essere lungo decine di metri.
Questa anatomia non è solo una curiosità: ha conseguenze cliniche concrete. Il nervo laringeo ricorrente passa proprio accanto alla tiroide, e durante gli interventi chirurgici al collo il rischio di danneggiarlo è ben noto: una lesione provoca raucedine o, nei casi bilaterali, gravi problemi respiratori, come ricordano i manuali di anatomia clinica disponibili sulla National Library of Medicine. Non a caso fu proprio osservando questo nervo che il medico greco Galeno, in epoca romana, dimostrò il legame tra nervi e voce.
Un "bug" che racconta la nostra storia
Il nervo laringeo ricorrente è la firma del modo in cui funziona l'evoluzione: non un progetto ottimale calato dall'alto, ma un continuo rattoppo di strutture preesistenti. Ogni volta che parliamo, usiamo un nervo che porta ancora impressa la memoria dei pesci da cui discendiamo, costretto a fare il giro lungo perché centinaia di milioni di anni fa il cuore si è spostato di qualche centimetro.
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