Curiosità
Le mummie di palude: il volto intatto dell'Uomo di Tollund
Come le torbiere del Nord Europa hanno conservato per 2.400 anni i corpi dell'eta del ferro

Le mummie di palude sono tra i ritrovamenti archeologici piu sorprendenti d'Europa: corpi umani di duemila e piu anni fa, conservati cosi bene che a volte si scorgono ancora le rughe del volto, i pori della pelle e la barba di pochi giorni. Il caso piu celebre e l'Uomo di Tollund, estratto da una torbiera danese nel 1950 con un'espressione cosi serena da sembrare addormentato. Eppure attorno al collo portava ancora il cappio che lo aveva ucciso. Questo articolo racconta come la chimica delle torbiere abbia trasformato la morte in una straordinaria forma di conservazione, e cosa la scienza moderna sia riuscita a leggere in questi silenziosi testimoni dell'eta del ferro.
La scoperta del 1950 a Tollund
Il 6 maggio 1950, mentre tagliavano torba per il riscaldamento nella palude di Bjaeldskovdal, circa dieci chilometri a ovest di Silkeborg nello Jutland (Danimarca), due fratelli si imbatterono in un corpo umano a oltre due metri di profondita. L'aspetto era cosi fresco che pensarono a un omicidio recente e avvertirono la polizia. Solo l'assenza di scavi recenti e la grande profondita nella torba indirizzarono il caso verso gli archeologi anziche verso gli investigatori, come ricostruisce il Museo di Silkeborg.
L'uomo giaceva rannicchiato su un fianco, nudo a parte un copricapo di pelle a punta e una cintura, e attorno al collo aveva un cappio di cuoio intrecciato: era stato impiccato. Le sue mani e i suoi piedi erano cosi ben conservati da mostrare ancora le impronte digitali. Le datazioni al radiocarbonio, ripetute piu volte e affinate nel 2017 combinando i risultati su pelle, costole e femore, collocano la sua morte tra il 405 e il 384 a.C. circa, in piena prima eta del ferro pre-romana, secondo il Museo di Silkeborg. Aveva circa quarant'anni quando mori.
Perche le torbiere conservano i corpi
Il segreto sta nella chimica peculiare delle torbiere a sfagno. Questi muschi creano un ambiente estremo: l'acqua e fredda, fortemente acida e quasi del tutto priva di ossigeno, condizioni in cui i batteri responsabili della decomposizione non riescono a prosperare. Quando un corpo affonda rapidamente nello strato gelido e anaerobico della torba, prima ancora che la putrefazione possa iniziare, viene di fatto messo "in pausa" per millenni.
Ma c'e di piu. Lo sfagno, morendo, rilascia una sostanza chiamata sfagnano (un polisaccaride) insieme ad abbondanti acidi umici e tannini. Lo sfagnano cattura il calcio e l'azoto, sottraendo nutrimento ai microbi e bloccando gli enzimi che disgregano i tessuti. I tannini, invece, agiscono come in una conceria: legano le proteine della pelle e la "conciano", rendendola coriacea, scura e impermeabile alla putrefazione, esattamente come accade al cuoio.
Lo stesso ambiente acido, pero, ha un effetto opposto sullo scheletro: dissolve lentamente il calcio delle ossa. Per questo molte mummie di palude conservano splendidamente pelle, capelli, unghie e persino organi interni, ma hanno uno scheletro indebolito, deformato o quasi scomparso. E un paradosso affascinante: la torbiera salva cio che di solito marcisce e divora cio che di solito resta.
La torbiera inverte le regole della decomposizione: preserva la pelle e i capelli, ma scioglie le ossa.
Non solo Tollund: le altre mummie di palude
L'Uomo di Tollund non e un caso isolato. Le torbiere del Nord Europa hanno restituito centinaia di corpi, e diversi di essi sono diventati celebri. Pochi chilometri piu in la, nel 1952, fu rinvenuto il Uomo di Grauballe, anch'esso dell'eta del ferro, con la gola tagliata da un orecchio all'altro e una folta capigliatura tinta di rosso ruggine dall'azione della torba. E oggi una delle mummie di palude meglio conservate al mondo, esposta al museo Moesgaard di Aarhus.
Ancora prima, nel 1835, era emersa in Danimarca la Donna di Haraldskaer, datata intorno al 500 a.C. e a lungo creduta, erroneamente, una regina vichinga: oggi e esposta in un sarcofago di vetro in una chiesa di Vejle. Nel Regno Unito, il ritrovamento piu famoso e il Uomo di Lindow, scoperto nel 1984 dai tagliatori di torba a Lindow Moss, nel Cheshire, e oggi conservato al British Museum. Anche lui mori di morte violenta, forse colpito alla testa, strangolato e con la gola incisa: una "tripla morte" che molti studiosi interpretano in chiave rituale.
L'ultimo pasto: cosa rivela lo stomaco
Una delle ragioni per cui l'Uomo di Tollund e cosi prezioso e che il suo apparato digerente e arrivato a noi intatto. Nel 2021 un'equipe guidata da Nina Helt Nielsen ha pubblicato sulla rivista Antiquity l'analisi piu dettagliata mai condotta sul suo contenuto intestinale. Combinando macroresti vegetali, polline, marcatori steroidei e antiche proteine, i ricercatori hanno ricostruito il suo ultimo pasto, consumato tra le 12 e le 24 ore prima della morte: una porridge (pappa) di orzo con semi di poligono e lino, accompagnata con ogni probabilita da pesce.
Lo studio ha rivelato anche la presenza di uova di parassiti intestinali, segno che l'uomo conviveva con vermi come il tricocefalo e l'ascaride, e di scarti di trebbiatura mescolati al cibo: un dettaglio che, secondo gli autori, potrebbe avere un significato rituale piuttosto che essere semplice alimentazione quotidiana. Nel complesso, pero, il pasto appare ordinario per l'eta del ferro, il pranzo modesto di un uomo qualunque poco prima di una morte tutt'altro che comune.
Sacrificio o esecuzione?
Perche questi individui finirono in una palude? L'ipotesi prevalente per Tollund e per molte mummie di palude e quella del sacrificio rituale. La deposizione nelle torbiere, luoghi liminali sospesi tra terra e acqua, potrebbe essere stata un'offerta agli dei, in linea con le pratiche religiose dell'eta del ferro testimoniate anche da fonti classiche e da numerosi depositi votivi rinvenuti nelle paludi nordiche. La cura con cui l'Uomo di Tollund fu adagiato, in posizione quasi dormiente e con gli occhi e la bocca chiusi, ha rafforzato questa lettura, distinguendolo da una semplice esecuzione o sepoltura di un criminale.
Oggi l'Uomo di Tollund e visibile al Museo di Silkeborg, dove e custodito dal 1952. Il suo volto sereno, sopravvissuto a venticinque secoli grazie alla chimica improbabile di una torbiera, resta uno dei piu eloquenti testimoni dell'Europa preistorica: un uomo che la morte ha consegnato quasi intatto alla scienza, e che continua a raccontarci la sua storia molto tempo dopo l'ultimo respiro.
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