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Relámpago del Catatumbo: il lampo eterno del Venezuela

Sopra il Lago di Maracaibo i temporali si ripetono fino a 160 notti l'anno: è il luogo più fulminato della Terra.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Fulmini del Catatumbo che illuminano il cielo notturno sopra il Lago di Maracaibo
Fulmini del Catatumbo che illuminano il cielo notturno sopra il Lago di Maracaibo

C'è un angolo del Venezuela dove i temporali sembrano non finire mai. Là dove il fiume Catatumbo si getta nel Lago di Maracaibo, il cielo si accende di fulmini per circa 140-160 notti l'anno, con tempeste che possono durare fino a nove ore di seguito e scaricare centinaia di lampi all'ora. È il Relámpago del Catatumbo, il "faro di Maracaibo" che i marinai usavano per orientarsi e che oggi detiene un primato mondiale ufficiale.

Il luogo più fulminato del pianeta

Nel 2016 il Guinness World Records ha certificato il Lago di Maracaibo come il luogo con la più alta concentrazione di fulmini al mondo, con una media di circa 250 lampi per chilometro quadrato all'anno. Il dato si basa su misurazioni satellitari della NASA: lo strumento Lightning Imaging Sensor, a bordo di missioni dedicate, ha permesso al gruppo di ricerca guidato da Rachel Albrecht di stilare la classifica globale dei "punti caldi" dei fulmini, pubblicata sul Bulletin of the American Meteorological Society. Maracaibo ha scalzato dal primato il bacino del Congo.

Fulmini multipli che illuminano il cielo notturno sopra il Lago di Maracaibo in Venezuela
Il Relámpago del Catatumbo sopra il Lago di Maracaibo. Credit: Wikimedia Commons.

Perché proprio qui? Una macchina meteorologica perfetta

La spiegazione del fenomeno sta in una combinazione di geografia unica. Il Lago di Maracaibo è uno specchio d'acqua caldo e poco profondo, circondato su tre lati dalle catene montuose delle Ande venezuelane e della Sierra de Perijá. Di giorno il sole tropicale riscalda l'acqua del lago, che evapora caricando l'aria di umidità. Di notte i venti freschi che scendono dalle montagne incontrano questa massa d'aria calda e umida e la spingono verso l'alto.

L'aria umida sale rapidamente, si raffredda e condensa in imponenti nubi temporalesche (i cumulonembi), che possono superare i 10 chilometri di altezza. All'interno di queste nubi, le correnti ascensionali separano le cariche elettriche, generando la differenza di potenziale che scatena i fulmini. La conformazione "a imbuto" delle montagne intrappola e concentra il fenomeno proprio sopra la foce del Catatumbo, notte dopo notte, con una regolarità quasi cronometrica. La voce di Wikipedia sui fulmini del Catatumbo ricostruisce in dettaglio questo meccanismo.

Un fenomeno antico, tra leggenda e storia

Il Relámpago è citato già nel poema epico La Dragontea di Lope de Vega del 1597: secondo la tradizione, nel 1595 i lampi avrebbero smascherato un attacco notturno del corsaro inglese Francis Drake contro la città di Maracaibo, illuminandone le navi. Per secoli i naviganti del Mar dei Caraibi lo hanno usato come faro naturale, visibile fino a 400 chilometri di distanza. Lo storico fulmine compare persino sulla bandiera e sullo stemma dello Stato venezuelano di Zulia.

Una credenza diffusa attribuiva l'intensità dei lampi al metano emesso dalle paludi circostanti, ma gli studi atmosferici hanno ridimensionato questa ipotesi: il vero motore è la dinamica delle masse d'aria, non i gas del suolo. I fulmini del Catatumbo, inoltre, sono in larga parte scariche tra nube e nube, ad alta quota, il che li rende spettacolari da lontano e meno pericolosi a terra di quanto si potrebbe temere.

Quando il fulmine si è spento

Per quanto regolare, il fenomeno non è eterno. Tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010 i fulmini scomparvero per diverse settimane, un evento che gli scienziati collegarono a una grave siccità legata al fenomeno climatico El Niño, che ridusse drasticamente l'evaporazione del lago. Il loro ritorno fu accolto come un sollievo dalle comunità locali, che vivono di pesca e che considerano il "lampo eterno" parte della propria identità. La NASA, attraverso il suo Earth Observatory, continua a monitorare dallo spazio l'attività elettrica della regione, confermando come questo angolo del Venezuela resti, notte dopo notte, il teatro del più grande spettacolo di luce naturale del pianeta.

Un laboratorio naturale per la scienza dei fulmini

Per i meteorologi, il Catatumbo è molto più di una curiosità turistica: è un laboratorio a cielo aperto. La sua attività elettrica così intensa e prevedibile permette di studiare i meccanismi di separazione delle cariche nelle nubi temporalesche meglio che in quasi ogni altro luogo della Terra. I dati raccolti aiutano a calibrare i modelli di previsione dei temporali e a comprendere il ruolo dei fulmini nella chimica dell'atmosfera: ogni scarica, infatti, spezza le molecole di azoto dell'aria, contribuendo alla formazione di composti azotati che fungono da fertilizzante naturale per la vegetazione circostante.

Alcuni studiosi hanno persino proposto, in passato, di sfruttare la regolarità del fenomeno come fonte di energia o come riferimento per la ionosfera, anche se si tratta più di suggestioni che di progetti concreti. Ciò che è certo è che il Relámpago rappresenta un esempio perfetto di come la geografia possa creare microclimi estremi: bastano un lago caldo, un anfiteatro di montagne e il ritmo quotidiano del sole e dei venti per accendere, ogni notte, uno dei fenomeni più spettacolari e studiati del pianeta. Un promemoria che, anche nell'era dei satelliti, la Terra conserva angoli capaci di sorprenderci con la loro furiosa regolarità.

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