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Dürer e l'Apocalisse: le xilografie visionarie in mostra a Bologna
Fino al 31 luglio 2026 la Pinacoteca Nazionale di Bologna espone la serie di xilografie con cui un Dürer ventisettenne sconvolse l'Europa nel 1498.

Quattro cavalieri lanciati al galoppo travolgono l'umanità: la Peste con l'arco, la Guerra con la spada, la Carestia con la bilancia, la Morte su un ronzino scheletrico. È l'immagine più famosa della storia dell'incisione, e dal 24 aprile al 31 luglio 2026 si può ammirare dal vero alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, nella mostra dedicata all'Apocalisse di Albrecht Dürer. Un'occasione rara: per la loro fragilità, le xilografie su carta antica vengono esposte di rado e per periodi limitati.
La rassegna riunisce la serie di 15 xilografie più il frontespizio con cui, nel 1498, il giovane maestro di Norimberga illustrò l'ultimo libro del Nuovo Testamento, l'Apocalisse di Giovanni. Aveva soltanto 27 anni, e quella serie lo rese celebre in tutta Europa.

Un libro stampato da un artista, una rivoluzione
Quello che rende l'Apocalisse un punto di svolta non è solo la potenza delle immagini, ma il modo in cui nacque. Dürer fu tra i primi artisti a pubblicare un libro per proprio conto, curandone disegno, intaglio e stampa e diffondendolo come imprenditore di sé stesso. L'opera uscì in due edizioni parallele, in latino e in tedesco, e circolò in tutta Europa grazie alla giovane stampa a caratteri mobili. Come ricorda la voce dedicata sull'Enciclopedia Treccani, fu proprio la grafica a costruire la fama internazionale dell'artista, ben prima dei dipinti.
La tecnica della xilografia — incisione su legno, con le parti da non stampare scavate via — era considerata un mezzo "povero", buono per immagini devozionali a basso costo. Dürer la portò a un livello di dettaglio e drammaticità mai visto, con chiaroscuri e profondità spaziali che sembravano impossibili per un blocco di legno intagliato. Il celebre foglio dei Quattro Cavalieri, oggi conservato in più esemplari in musei come il Metropolitan Museum di New York, ne è l'esempio più folgorante.

Perché vederla a Bologna
La Pinacoteca Nazionale di Bologna, una delle grandi raccolte pubbliche italiane con capolavori da Raffaello ai Carracci, custodisce un ricco fondo di grafica antica. La mostra inserisce le tavole di Dürer in un percorso che permette di apprezzarle nel dettaglio, segno per segno, e di capire come il linguaggio visivo dell'Apocalisse abbia influenzato secoli di iconografia, fino al cinema e al fumetto contemporanei. La rassegna è accompagnata da un programma di approfondimenti, tra cui una conferenza di Giovanni Fara dell'Università Ca' Foscari di Venezia, in calendario giovedì 28 maggio alle 17.
Informazioni pratiche
- Mostra: Albrecht Dürer. Apocalisse
- Sede: Pinacoteca Nazionale di Bologna, via delle Belle Arti 56, Bologna
- Periodo: dal 24 aprile al 31 luglio 2026
- Orari: da martedì a domenica e nei festivi, dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso 18.30). Chiuso il lunedì
- Biglietti: intero 12 €, ridotto convenzionati 10 €, ridotto giovani 18-25 anni 2 €. Il biglietto include l'accesso all'intera Pinacoteca
- Informazioni e aggiornamenti: sito ufficiale pinacotecabologna.it
Un consiglio: dedicate tempo all'osservazione ravvicinata. Le xilografie di Dürer si rivelano lentamente, e ogni tavola nasconde un universo di dettagli — angeli, draghi, città in fiamme — che la riproduzione su schermo non restituisce. È questa la ragione per cui, a oltre cinque secoli di distanza, vale ancora la pena attraversare una città per vederle dal vero.
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