Eventi
Rothko a Palazzo Strozzi: 70 opere a Firenze fino al 23 agosto 2026
Christopher Rothko ed Elena Geuna curano la prima grande retrospettiva italiana del maestro del Color Field

Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 il piano nobile di Palazzo Strozzi, a Firenze, ospita una delle mostre più attese dell'anno: Mark Rothko, una retrospettiva con oltre 70 opere che ripercorre quattro decenni della pittura del maestro del Color Field americano. Curata da Christopher Rothko, figlio dell'artista, e da Elena Geuna, la mostra costituisce uno dei progetti più importanti mai dedicati in Italia all'autore di No. 14 (Browns over Dark) e di Untitled (Black on Grey).
Per la prima volta, le sale rinascimentali di Strozzi accolgono un percorso che parte dai paesaggi mitologici e dai ritratti degli anni Trenta — meno conosciuti — per arrivare alle grandi tele multiform della maturità e ai lavori del biennio 1969-70, quelli dei neri e dei grigi.
Le sezioni della mostra
Il percorso espositivo si articola in cinque ambienti tematici:
- la fase figurativa iniziale, con le opere giovanili di Rothko ancora segnate dall'eredità europea di Max Beckmann e dell'espressionismo tedesco;
- la stagione surrealista, fra il 1942 e il 1946, con i bozzetti di mitologia greca e gli esercizi di pittura automatica;
- i multiform del 1947-49, vero ponte verso la maturità: i campi di colore galleggianti senza contorni netti;
- i classici degli anni Cinquanta e Sessanta, con le tele a due o tre bande orizzontali di colore, alcune monumentali (oltre 2,5 metri di altezza);
- le ultime opere — i Black on Grey e i Brown and Grey del 1969-70 — dipinte poco prima del suicidio dell'artista nel febbraio del 1970.

Perché Firenze
La scelta di Firenze come sede non è casuale. Rothko viaggiò in Italia nel 1950, 1959 e 1966, sempre in periodi cruciali della sua produzione. La Fondazione Palazzo Strozzi ricorda che fu proprio il primo viaggio fiorentino — la visita alle Camere di San Marco affrescate dal Beato Angelico e alla Cappella Brancacci di Masaccio — a influenzare la sua riflessione sul rapporto tra spazio, luce e contemplazione. Le tele luminose degli anni Cinquanta nascono in quegli anni.
La mostra dialoga deliberatamente con il contesto. Due interventi satellite arricchiscono la visita:
- al Museo di San Marco, dove gli affreschi del Beato Angelico fanno da contrappunto silenzioso a una piccola sala dedicata ai disegni preparatori di Rothko;
- nella Biblioteca Medicea Laurenziana, dove un'opera dei Black on Grey del 1969 è esposta nel vestibolo michelangiolesco — dialogo tra il nero della malinconia rothkiana e il chiaroscuro manierista.
Informazioni pratiche
Tutti i dettagli sono disponibili sul sito ufficiale di Palazzo Strozzi. In sintesi:
- Sede: Palazzo Strozzi, Piano nobile, Piazza degli Strozzi, Firenze
- Date: 14 marzo - 23 agosto 2026
- Orari: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica 10:00-20:00; giovedì 10:00-23:00; chiuso 1° gennaio (n.a.) e 25 dicembre (n.a.)
- Biglietti: prenotazione consigliata online; ingresso gratuito per i soci Amici di Palazzo Strozzi
- Curatori: Christopher Rothko, Elena Geuna
- Catalogo: edito da Marsilio Arte
- Strumenti di visita: audio-guida in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo; visite guidate su prenotazione; programma di accessibilità per visitatori non vedenti, con riproduzioni tattili
Cosa portarsi a casa
Curatorialmente, la novità della mostra è il modo in cui le opere si vedono. Le sale di Strozzi sono dipinte con un grigio caldo che Christopher Rothko aveva selezionato già nel 2018 per la grande retrospettiva al Kunsthistorisches Museum di Vienna: era una richiesta esplicita del padre, che voleva che i quadri fossero "in stanze, non in gallerie". La luce è bassa, calibrata: 50 lux sulle tele, secondo il protocollo conservativo che la National Gallery of Art di Washington applica ai grandi multiform.
L'evento collaterale
Palazzo Strozzi ha attivato per la durata della mostra il ciclo Mind the Gap, conferenze settimanali del giovedì sera (dalle 19:00 alle 22:00) con critici d'arte, neuroscienziati e psicologi che riflettono sul rapporto tra arte astratta e percezione. Tra gli ospiti annunciati: il critico Maurizio Bortolotti, la storica dell'arte Maria Grazia Messina, il neuroscienziato Semir Zeki (UCL Londra), pioniere degli studi di neuroestetica.
La Rothko Chapel di Houston, fondata dai mecenati de Menil nel 1971 con quattordici tele dell'artista, è oggi il luogo che meglio incarna la sua poetica della contemplazione. Vederlo a Firenze, nel palazzo che fu di Filippo Strozzi il Vecchio, è una promessa: che il dialogo tra Rinascimento e XX secolo non solo sia possibile, ma necessario.
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