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Marina Abramović a Venezia: 'Transforming Energy' alle Gallerie dell'Accademia

Per la prima volta nella storia dell'istituzione una grande mostra è dedicata a un'artista donna vivente. La performance art dialoga con i capolavori del Rinascimento veneziano.

di Andrea Bertolotti··3 min di lettura
Ritratto fotografico dell'artista Marina Abramović
Ritratto fotografico dell'artista Marina Abramović

Le Gallerie dell'Accademia di Venezia, scrigno della pittura veneta dal Trecento al Settecento, ospitano nel 2026 una mostra destinata a fare storia: "Transforming Energy", dedicata a Marina Abramović, la più celebre artista della performance vivente. È la prima volta che l'istituzione veneziana dedica una grande retrospettiva a un'artista donna in vita, e l'evento coincide con l'ottantesimo compleanno dell'artista serba. La mostra mette in dialogo il corpo, la resistenza e la vulnerabilità della performance contemporanea con i capolavori rinascimentali che hanno definito l'identità culturale di Venezia.

Una pioniera della performance art

Nata a Belgrado nel 1946, Marina Abramović ha trasformato il proprio corpo in materia prima dell'arte fin dagli anni Settanta, portando agli estremi i concetti di presenza, dolore e relazione con il pubblico. Le sue opere più note - da Rhythm 0 a The Artist Is Present al MoMA di New York nel 2010 - hanno ridefinito i confini tra arte, vita e spettatore. Come ricostruisce la sua voce biografica, Abramović è considerata la "nonna della performance art" e una delle figure più influenti dell'arte degli ultimi cinquant'anni.

Veduta del Canal Grande di Venezia con palazzi storici e imbarcazioni
Le Gallerie dell'Accademia si affacciano sul Canal Grande, nel cuore di Venezia. Credit: Ozan Tabakoğlu / Pexels.

Quando la performance incontra il Rinascimento

L'aspetto più innovativo di "Transforming Energy" è la sua collocazione. Per la prima volta nella storia del museo, la mostra si sviluppa sia nelle sale della collezione permanente sia negli spazi espositivi temporanei, creando un confronto diretto tra le opere di Abramović e i dipinti di Bellini, Tiziano, Veronese e Tintoretto. Il progetto è curato da Shai Baitel, direttore artistico del Modern Art Museum di Shanghai, in stretta collaborazione con l'artista, come annunciato anche dalla galleria che la rappresenta.

Il percorso comprende alcune delle sue opere più iconiche, tra cui Imponderabilia (1977), Rhythm 0 (1974), Light/Dark (1977), Balkan Baroque (1997) e Carrying the Skeleton (2008), affiancate da proiezioni di performance storiche e da nuove creazioni realizzate appositamente per l'occasione. Un itinerario che, come ha osservato la rivista Domus, intende mostrare come l'energia del gesto performativo possa attraversare i secoli e parlare la stessa lingua dei grandi maestri del passato.

Un dialogo sul tempo e sulla trasformazione

Il titolo stesso, "Transforming Energy", richiama il tema centrale della ricerca di Abramović: l'idea che l'energia non si crei né si distrugga, ma si trasformi, passando dall'artista allo spettatore e viceversa. In un luogo come Venezia, città che da secoli si reinventa tra acqua e pietra, il messaggio assume una risonanza particolare. La mostra invita il visitatore non a osservare passivamente, ma a diventare parte attiva dell'esperienza, secondo la filosofia che ha sempre guidato l'artista.

Scorcio di un canale veneziano con riflessi sull'acqua al tramonto
La mostra dialoga con l'identità storica di Venezia, tra Rinascimento e arte contemporanea. Credit: Nana V / Pexels.

Informazioni pratiche

  • Titolo: Marina Abramović. Transforming Energy
  • Sede: Gallerie dell'Accademia, Campo della Carità, Dorsoduro 1050, Venezia
  • Date: dal 6 maggio al 19 ottobre 2026
  • Curatore: Shai Baitel, in collaborazione con l'artista
  • Allestimento: sale della collezione permanente e spazi espositivi temporanei
  • Biglietti e orari: informazioni aggiornate e prenotazioni sul sito ufficiale delle Gallerie dell'Accademia

Per chi visita Venezia nei mesi estivi e autunnali del 2026, "Transforming Energy" rappresenta un'occasione rara: vedere mezzo secolo di performance art dialogare faccia a faccia con i capolavori del Rinascimento, in uno dei musei più prestigiosi d'Italia. Un appuntamento che conferma ancora una volta come Venezia resti uno dei laboratori più vivaci del dialogo tra antico e contemporaneo. Si consiglia di consultare il sito ufficiale per verificare eventuali performance dal vivo e attività collaterali in programma durante l'apertura.

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