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Dante Ferretti a Roma: la mostra 'Con i miei occhi' celebra il maestro della scenografia

Ai Musei di San Salvatore in Lauro una quarantina di bozzetti e opere raccontano oltre sessant'anni di cinema, da Fellini a Scorsese, firmati dallo scenografo tre volte premio Oscar.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Set cinematografico illuminato con strutture sceniche e luci di scena, evocazione del lavoro dello scenografo
Set cinematografico illuminato con strutture sceniche e luci di scena, evocazione del lavoro dello scenografo

C'è un uomo che ha costruito la Parigi di fine Ottocento, la Roma papale del Seicento, le navi degli incubi di Tim Burton e i saloon di Martin Scorsese: tutto dentro un teatro di posa. È Dante Ferretti, uno dei più grandi scenografi della storia del cinema, tre volte vincitore del premio Oscar. A Roma, fino al 19 luglio 2026, i Musei di San Salvatore in Lauro gli dedicano la mostra "Dante Ferretti, con i miei occhi", un viaggio dentro l'immaginazione di chi trasforma una sceneggiatura in un mondo reale.

Sessant'anni di cinema in una quarantina di opere

L'esposizione raccoglie circa quaranta lavori tra bozzetti, studi preparatori e opere dipinte, attraversando oltre sei decenni di grande cinema internazionale. Nei disegni di Ferretti si riconoscono i set che hanno fatto sognare milioni di spettatori: dalle atmosfere visionarie di Federico Fellini, con cui mosse i primi passi, alle collaborazioni con Martin Scorsese, Terry Gilliam, Tim Burton, Neil Jordan e Franco Zeffirelli. La mostra mette in luce ciò che normalmente resta invisibile: il pensiero progettuale che precede l'immagine filmata, il momento in cui un'idea prende forma sulla carta prima di diventare legno, gesso e luce.

Materiali e strumenti di scena su un set cinematografico, tra disegni e attrezzature di produzione
Il lavoro dello scenografo parte dal disegno e arriva alla costruzione fisica del set. Credit: Ron Lach / Pexels.

I mondi che ha costruito

Pensare al cinema di Ferretti significa scorrere una galleria di luoghi indimenticabili. È sua la New York opulenta e violenta di Gangs of New York, ricostruita quasi per intero negli studi di Cinecittà; sua la Parigi ferroviaria e meccanica di Hugo Cabret; suoi i set gotici e teatrali di Sweeney Todd. Con Pier Paolo Pasolini lavorò agli inizi della carriera, firmando le scenografie di film come Il fiore delle Mille e una notte e Salò. Ogni regista ha trovato in lui un interprete capace di tradurre la propria visione in spazi fisici credibili, dosando realismo storico e invenzione poetica. È questa versatilità — passare dal neorealismo italiano al fantastico hollywoodiano — a renderlo una figura unica nel panorama mondiale.

Chi è Dante Ferretti

Nato a Macerata nel 1943, Ferretti ha vinto l'Oscar per la migliore scenografia tre volte, insieme alla moglie e collaboratrice Francesca Lo Schiavo: per The Aviator (2005), Sweeney Todd (2008) e Hugo Cabret (2012). A queste si aggiungono numerose altre candidature, che ne fanno uno degli italiani più premiati nella storia degli Academy Awards. La sua carriera, come ricostruisce anche la sua biografia, è un ponte tra il cinema d'autore europeo e la grande industria di Hollywood, sempre con un'impronta artigianale e pittorica che affonda le radici nella tradizione figurativa italiana.

Una mostra che svela il mestiere

Il titolo, "Con i miei occhi", è una dichiarazione di poetica: i mondi che vediamo sullo schermo nascono dallo sguardo personale dello scenografo, dalla sua capacità di immaginare uno spazio e poi renderlo credibile. Curata da Raffaele Curi e organizzata da Il Cigno Arte in collaborazione con Vertigo Syndrome, l'esposizione permette al pubblico di entrare in questo processo creativo. È un'occasione rara per capire quanto la scenografia, spesso data per scontata, sia in realtà una delle arti fondamentali del racconto cinematografico, capace di definire l'atmosfera di un film tanto quanto la regia o la recitazione.

Lo scenografo, infatti, è molto più di un decoratore: progetta lo spazio in cui gli attori si muovono, decide come la luce vi entrerà, come la macchina da presa potrà attraversarlo, quali materiali daranno l'impressione di un'epoca o di un sogno. Ferretti ha sempre rivendicato un approccio artigianale, fatto di mani, modellini e pennelli, in un'epoca in cui la grafica digitale tende a sostituire le costruzioni reali. I suoi bozzetti, esposti in mostra, mostrano proprio questo: non semplici schizzi tecnici, ma vere opere pittoriche che vivono di luce e prospettiva, autonome rispetto al film che le ha generate.

Informazioni pratiche

  • Titolo: "Dante Ferretti, con i miei occhi"
  • Sede: Musei di San Salvatore in Lauro, Piazza di San Salvatore in Lauro 15, Roma
  • Date: dal 17 aprile al 19 luglio 2026
  • Biglietti: intero 12,50 euro; ridotto 10 euro; ridotto bambini 5 euro
  • Sito ufficiale: scheda dell'evento sul portale Turismo Roma

Per chi ama il cinema, è un'opportunità da non perdere: davanti a quei bozzetti si percepisce la magia di un mestiere che costruisce sogni a misura di macchina da presa, e si capisce perché Ferretti sia considerato, a buon diritto, un autore a tutti gli effetti.

Roma capitale delle grandi mostre

L'appuntamento si inserisce in una stagione espositiva particolarmente ricca per la Capitale, che nel 2026 ospita rassegne dedicate a fotografia, arte antica e contemporanea. La scelta dei Musei di San Salvatore in Lauro, nel cuore del centro storico a pochi passi da Piazza Navona, aggiunge fascino alla visita: una cornice rinascimentale per celebrare un artista che ha fatto della ricostruzione storica e dell'invenzione visiva la sua firma inconfondibile.

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