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Hedy Lamarr: la diva di Hollywood che inventò il Wi-Fi

L'attrice più bella del mondo brevettò nel 1942 la tecnologia che oggi muove i nostri smartphone.

di Andrea Bertolotti··4 min di lettura
Ritratto dell'attrice e inventrice Hedy Lamarr nel 1940
Ritratto dell'attrice e inventrice Hedy Lamarr nel 1940

Negli anni Quaranta la chiamavano «la donna più bella del mondo». Ma Hedy Lamarr, diva di Hollywood dagli occhi di ghiaccio, custodiva un segreto che nessuno, all'epoca, prese sul serio: era anche un'inventrice geniale. Nel 1942 brevettò una tecnologia di comunicazione così avanzata da anticipare di mezzo secolo il Wi-Fi, il Bluetooth e il GPS che oggi usiamo ogni giorno. La sua è una delle storie più ingiuste e affascinanti della scienza del Novecento.

Nata Hedwig Kiesler a Vienna nel 1914 da famiglia ebraica, fuggì in America per sottrarsi al primo marito, Friedrich Mandl, ricco fabbricante d'armi che intratteneva rapporti con i regimi fascisti. Durante le cene di lavoro del marito, Hedy ascoltava ingegneri e militari discutere di siluri, sistemi di guida e del problema del disturbo dei segnali radio. Quelle conversazioni le restarono impresse. A Hollywood divenne una star della MGM, ma di notte, racconta la sua biografia enciclopedica, si dedicava al suo vero amore: l'invenzione.

Vecchia cinepresa d'epoca, simbolo della Hollywood degli anni Quaranta
Foto: Gioele Fazzeri / Pexels

Il problema dei siluri

Era in corso la Seconda guerra mondiale. I siluri radioguidati erano un'arma promettente ma vulnerabile: il nemico poteva intercettare la frequenza radio del segnale di comando e disturbarlo, mandando l'arma fuori rotta. Hedy ebbe un'intuizione brillante: e se il segnale, invece di restare su una sola frequenza, saltasse continuamente e in modo imprevedibile tra molte frequenze diverse? Trasmettitore e ricevitore avrebbero seguito la stessa sequenza segreta, mentre per il nemico il segnale sarebbe risultato impossibile da intercettare o disturbare.

Per realizzare la sincronizzazione, Hedy si alleò con un personaggio insolito: il compositore d'avanguardia George Antheil, celebre per aver scritto un balletto per sedici pianole sincronizzate. Insieme ebbero l'idea di usare proprio il meccanismo della pianola automatica — i rulli di carta perforata — per far «saltare» il segnale tra ben 88 frequenze diverse, tante quante i tasti di un pianoforte.

Il brevetto che nessuno usò

L'11 agosto 1942 i due ottennero il brevetto statunitense numero 2.292.387, intitolato «Secret Communication System». Ma la Marina militare guardò i disegni, si convinse che un'attrice e un musicista non potessero aver inventato nulla di utile, e archiviò tutto. Come ricorda il Jewish Women's Archive, il brevetto scadde negli anni Cinquanta senza che Lamarr ne guadagnasse un solo centesimo.

Vecchia radio a valvole d'epoca
Foto: Rulo Davila / Pexels

La rivincita postuma

L'idea, però, era troppo buona per morire. Quel principio — oggi noto come frequency hopping spread spectrum — fu riscoperto dai militari negli anni Sessanta e divenne la base delle comunicazioni sicure. Da lì è arrivato fino a noi: ogni volta che usate il Wi-Fi, il Bluetooth degli auricolari o il GPS dello smartphone, sfruttate la discendenza diretta dell'intuizione di Hedy Lamarr. Come sottolinea l'IEEE, la tecnica dello «spettro espanso» è uno dei pilastri della comunicazione wireless moderna.

Il riconoscimento arrivò tardi. Nel 1997 Lamarr ricevette l'Electronic Frontier Foundation Pioneer Award; alla notizia, secondo le cronache, commentò semplicemente: «Era ora». Morì nel 2000 e solo nel 2014 fu introdotta nel National Inventors Hall of Fame. La sua storia è oggi un simbolo: il talento, quando viene sottovalutato per pregiudizio, può restare nascosto per decenni. Ma le buone idee, prima o poi, trovano la strada.

Non solo un volto: una mente inquieta

Il frequency hopping non fu l'unica idea di Hedy Lamarr. Durante la guerra collaborò informalmente con l'imprenditore e aviatore Howard Hughes, al quale suggerì — secondo i suoi stessi racconti — un profilo alare più affusolato, ispirato alle forme idrodinamiche dei pesci e degli uccelli, per rendere più veloci i suoi aerei. Studiava manuali di ingegneria nel tempo libero e teneva nel camerino un piccolo tavolo da disegno accanto allo specchio per il trucco. La sua era una curiosità incessante, soffocata però dall'industria del cinema, che la voleva soltanto bellissima e silenziosa.

La sua vita privata fu tormentata: sei matrimoni, difficoltà economiche, una lunga dipendenza dagli stimolanti che le venivano somministrati sul set per reggere i ritmi di lavoro, e un progressivo isolamento negli ultimi decenni, trascorsi quasi da reclusa. Morì in Florida nel 2000, a 85 anni.

Una riscoperta tardiva

Solo negli ultimi anni Hedy Lamarr è stata riconosciuta per ciò che era davvero: una pioniera. Il documentario Bombshell: The Hedy Lamarr Story (2017) ha contribuito a riportarla all'attenzione del grande pubblico, e in molti Paesi la sua data di nascita, il 9 novembre, viene oggi celebrata come «Giornata dell'inventore». La sua storia è diventata un simbolo nelle campagne per incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere scientifiche e tecnologiche, dimostrando che il talento non ha nulla a che vedere con l'aspetto.

C'è una frase, attribuita a lei, che riassume bene la sua parabola: «Il volto è una maschera; conta solo ciò che si fa». Per gran parte della vita il mondo guardò solo la maschera. Oggi, ogni connessione wireless che usiamo è un piccolo, silenzioso tributo alla mente che si nascondeva dietro di essa — e alla testardaggine di un'idea che il pregiudizio non riuscì a soffocare.

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