Storie
Maria Sibylla Merian: la prima donna che a 52 anni traversò l'Atlantico per studiare gli insetti del Suriname
Nel 1699 vendette i quadri, lasciò Amsterdam e partì con la figlia per la colonia olandese: le sue tavole inaugurarono la moderna entomologia.

Quando il 23 giugno 1699 una donna di 52 anni si imbarcò ad Amsterdam con la figlia di 21 anni sul mercantile De Peerl diretto in Suriname, nessuno in Olanda pensava che fosse normale. Le donne non andavano in colonia se non al seguito di un marito; non viaggiavano da sole; non finanziavano spedizioni; e non partivano per fare ricerca scientifica. Maria Sibylla Merian fece tutte e quattro le cose insieme, e nei due anni successivi raccolse, allevò, dipinse e descrisse decine di specie di lepidotteri e altri insetti tropicali. Il libro che ne nacque, Metamorphosis insectorum Surinamensium (1705), è considerato l'atto di nascita dell'entomologia moderna.

Un'infanzia di disegnatrice
Era nata a Francoforte sul Meno il 2 aprile 1647, figlia di Matthäus Merian il Vecchio, il più noto editore di vedute incise del Seicento tedesco. Il padre morì quando lei aveva tre anni; la madre risposò il pittore Jacob Marrel, allievo di Georg Flegel, e Marrel le insegnò la pittura. A 13 anni, scriverà nel suo diario, Maria aveva già 'cominciato a investigare la metamorfosi del baco da seta'. Allevava bruchi nei vasi della cucina, li nutriva di gelso, li disegnava in tutte le fasi: uovo, larva, crisalide, farfalla. Era un'attività insolita: nel Seicento si credeva ancora — sulla scia di Aristotele e di Plinio il Vecchio — che molti insetti nascessero per generazione spontanea dal fango, dalla carne marcia, dalla rugiada.
A 28 anni Merian pubblicò il primo dei tre volumi del suo trattato sui fiori europei (1675-1680); a 32 anni il primo dei due volumi del Raupenbuch (Libro dei bruchi, 1679-1683), in cui dimostrava — su decine di specie autoctone — che ogni bruco si trasformava in una farfalla specifica. Senza intermediazione del fango.
La separazione del 1685 e l'esilio in Frisia
Nel 1665 aveva sposato l'artista Johann Andreas Graff, da cui ebbe le figlie Johanna Helena (1668) e Dorothea Maria (1678). Nel 1685, esasperata, lasciò il marito (atto raro nell'Europa luterana del Seicento, ottenne il divorzio civile nel 1692) e con le figlie si trasferì alla colonia labadista del castello di Walta a Wiewerd, in Frisia. Lì incontrò per la prima volta esemplari conservati di insetti tropicali, portati dai missionari labadisti del Suriname. Le mostrarono farfalle giallo-azzurre e blu-iridescenti, mai viste in Europa, conservate in alcool. Era pungolata. Quando, qualche anno dopo, ad Amsterdam ottenne dal governo della Repubblica Olandese un piccolo stipendio di 200 fiorini per finanziare un viaggio in Suriname, vendette quasi tutti i quadri rimasti per coprire il resto.

I due anni in Suriname
Arrivò a Paramaribo a fine settembre 1699. Affittò una stanza con la figlia Dorothea, ingaggiò guide indigene (arawak e schiavi africani) per accompagnarla nei tratti di foresta più impervi, e cominciò a raccogliere. Lavorava con un metodo che fu pionieristico: catturava bruchi, li metteva in vasi di vetro coperti di tela, dava loro le foglie della pianta su cui li aveva trovati. Quando si trasformavano in crisalidi, le osservava; quando ne uscivano farfalle, le dipingeva sulla pianta originale, accanto ai bruchi e alle crisalidi. L'idea che ogni specie di lepidottero fosse legata a una pianta-ospite specifica non era ovvia nel 1700, e diventerà fondamentale per la classificazione di Linneo cinquant'anni dopo.
Nel libro pubblicato nel 1705 inserisce 60 tavole, 90 specie di insetti e oltre 50 di piante. Non manca nulla di esotico: la farfalla blu morfo, il bruco della Saturnia thysbe, la formica tagliafoglie (Atta cephalotes) che descrive per la prima volta, e — tavola scandalo — una tarantola Avicularia avicularia che divora un uccello-mosca. Quest'ultima illustrazione, contestata in epoca vittoriana come 'esagerata', è stata poi confermata negli anni '60 con osservazioni dirette: alcuni ragni tropicali predano effettivamente piccoli uccelli.

La malaria e il ritorno
Merian aveva pianificato di restare cinque anni. Ne resistette due. Si ammalò di malaria nella primavera del 1701 e nel giugno tornò ad Amsterdam con la figlia Dorothea. Cominciò subito a preparare il libro. Lavorò personalmente sulle incisioni in rame con due incisori locali (Pieter Sluyter e Jacob de Voort), seguendo passo passo la qualità della stampa. Quando l'opera uscì nel 1705 al prezzo di 45 fiorini la copia (l'equivalente di un mese di salario di un artigiano), fece scalpore tra i naturalisti europei.
L'influenza su Linneo (e l'iniquità di Linneo)
Quando Carl Linnaeus nel 1758 pubblicò la decima edizione del Systema Naturae, dichiarò di basarsi su 'tutte le opere precedenti'. Citò Merian come fonte per oltre 80 specie; le diede il proprio nome alla varietà Papilio merianella. Però le diede anche, secondo gli standard del tempo, una breve menzione, mentre dedica pagine ai naturalisti maschi. È un'iniquità diventata classica nella storia della scienza: la naturalista che aveva catalogato dal vivo i lepidotteri dei tropici diventa, nelle storie ottocentesche, 'una pittrice di farfalle'. Il Public Domain Review ha digitalizzato l'intero libro e oggi è disponibile online.
L'archivio di Pietro il Grande
Maria Sibylla Merian morì ad Amsterdam il 13 gennaio 1717, povera. La figlia Dorothea vendette molti suoi disegni e taccuini per pagare il funerale. Tra gli acquirenti c'era lo zar Pietro il Grande di Russia, che aveva incontrato Merian a casa sua durante il suo viaggio europeo del 1697 (lo ricevette tra gli ospiti) e ne aveva ammirato i lavori. Pietro acquistò l'intero archivio: oggi è all'Istituto di Storia Naturale (Kunstkamera) di San Pietroburgo, dove restano oltre 250 acquerelli originali. Il British Museum di Londra ne conserva altri 90.
Nel 1992 il Bundesbank tedesco ha messo il volto di Merian sulla banconota da 500 marchi, l'unica donna scienziata mai apparsa su una banconota in Germania. È durata sei anni: nel 1999 l'arrivo dell'euro l'ha sostituita. Nel 2017, per il trecentesimo anniversario della morte, una nuova biografia di Kim Todd ha riportato l'attenzione sulla naturalista che, da sola con la figlia, attraversò due volte l'Atlantico per studiare i bruchi.
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