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Allarme api nel Lazio: torna il piccolo coleottero degli alveari

A Gaeta è stato individuato l'Aethina tumida, un parassita degli alveari: scatta la zona di protezione in undici comuni.

di Andrea Bertolotti··2 min di lettura
Un apicoltore controlla le arnie colorate di un apiario
Un apicoltore controlla le arnie colorate di un apiario

Una brutta notizia per le api e per chi le alleva. Nel giugno 2026 il piccolo coleottero degli alveari, l'insetto noto agli scienziati come Aethina tumida, è stato individuato in un apiario nel Lazio meridionale, facendo scattare le procedure di emergenza previste per i parassiti pericolosi delle api. Il caso riporta l'attenzione su una minaccia che l'apicoltura italiana conosce e teme dal 2014.

Cosa è successo a Gaeta

Il focolaio è stato individuato in un apiario in località Pontone di Gaeta, in provincia di Latina. La diagnosi è stata confermata il 4 giugno 2026 dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, che ha identificato l'insetto al microscopio ottico. Secondo le ricostruzioni, lo spostamento di un'arnia già infestata avvenuto a fine maggio avrebbe contribuito alla diffusione. Come prevedono i protocolli, i servizi veterinari hanno istituito una zona di protezione del raggio di 20 chilometri, che coinvolge undici comuni: Campodimele, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga e Spigno Saturnia. Al loro interno valgono il blocco delle movimentazioni di alveari e controlli serrati.

Adulto del piccolo coleottero degli alveari, Aethina tumida
Un adulto di Aethina tumida, lungo pochi millimetri. Credit: Wikimedia Commons.

Un nemico piccolo ma distruttivo

Originario dell'Africa subsahariana, l'Aethina tumida è un coleottero scuro lungo appena 5-7 millimetri. Il danno non lo fanno tanto gli adulti quanto le larve: scavano gallerie nei favi, si nutrono di covata, polline e miele e contaminano le scorte con le loro deiezioni, provocando — come documenta la scheda dell'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare — discolorazione, fermentazione e formazione di schiuma. Il miele diventa così inutilizzabile e l'odore repellente che si sviluppa può spingere l'intera colonia ad abbandonare l'arnia. Una famiglia di api indebolita può essere distrutta in poche settimane.

I diversi stadi vitali del piccolo coleottero degli alveari
Gli stadi di sviluppo dell'Aethina tumida: uova, larve, pupe e adulto. Credit: Wikimedia Commons.

Nessun rischio per l'uomo

È bene chiarire un punto: il parassita non rappresenta alcun pericolo per la salute delle persone. Il miele e gli altri prodotti dell'alveare restano sicuri per il consumo. La minaccia è esclusivamente per le api e, di riflesso, per l'economia dell'apicoltura e per il fondamentale servizio di impollinazione che questi insetti garantiscono agli ecosistemi e all'agricoltura.

Una vecchia conoscenza in Italia

Non è la prima volta. L'Aethina tumida comparve in Europa proprio in Italia nel settembre 2014, nella piana di Gioia Tauro, in Calabria: fu il primo focolaio del continente. Da allora la sorveglianza, coordinata a livello nazionale ed europeo, non si è mai fermata, perché il coleottero si è dimostrato difficilissimo da eradicare. Il caso di Gaeta conferma quanto sia importante il monitoraggio costante degli apiari e il rispetto delle regole sulla movimentazione: la prima difesa delle api, oggi, passa dalla prevenzione e dalla tempestività delle segnalazioni.

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