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Allarme api nel Lazio: torna il piccolo coleottero degli alveari
A Gaeta è stato individuato l'Aethina tumida, un parassita degli alveari: scatta la zona di protezione in undici comuni.

Una brutta notizia per le api e per chi le alleva. Nel giugno 2026 il piccolo coleottero degli alveari, l'insetto noto agli scienziati come Aethina tumida, è stato individuato in un apiario nel Lazio meridionale, facendo scattare le procedure di emergenza previste per i parassiti pericolosi delle api. Il caso riporta l'attenzione su una minaccia che l'apicoltura italiana conosce e teme dal 2014.
Cosa è successo a Gaeta
Il focolaio è stato individuato in un apiario in località Pontone di Gaeta, in provincia di Latina. La diagnosi è stata confermata il 4 giugno 2026 dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, che ha identificato l'insetto al microscopio ottico. Secondo le ricostruzioni, lo spostamento di un'arnia già infestata avvenuto a fine maggio avrebbe contribuito alla diffusione. Come prevedono i protocolli, i servizi veterinari hanno istituito una zona di protezione del raggio di 20 chilometri, che coinvolge undici comuni: Campodimele, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Lenola, Minturno, Monte San Biagio, Santi Cosma e Damiano, Sperlonga e Spigno Saturnia. Al loro interno valgono il blocco delle movimentazioni di alveari e controlli serrati.
Un nemico piccolo ma distruttivo
Originario dell'Africa subsahariana, l'Aethina tumida è un coleottero scuro lungo appena 5-7 millimetri. Il danno non lo fanno tanto gli adulti quanto le larve: scavano gallerie nei favi, si nutrono di covata, polline e miele e contaminano le scorte con le loro deiezioni, provocando — come documenta la scheda dell'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare — discolorazione, fermentazione e formazione di schiuma. Il miele diventa così inutilizzabile e l'odore repellente che si sviluppa può spingere l'intera colonia ad abbandonare l'arnia. Una famiglia di api indebolita può essere distrutta in poche settimane.
Nessun rischio per l'uomo
È bene chiarire un punto: il parassita non rappresenta alcun pericolo per la salute delle persone. Il miele e gli altri prodotti dell'alveare restano sicuri per il consumo. La minaccia è esclusivamente per le api e, di riflesso, per l'economia dell'apicoltura e per il fondamentale servizio di impollinazione che questi insetti garantiscono agli ecosistemi e all'agricoltura.
Una vecchia conoscenza in Italia
Non è la prima volta. L'Aethina tumida comparve in Europa proprio in Italia nel settembre 2014, nella piana di Gioia Tauro, in Calabria: fu il primo focolaio del continente. Da allora la sorveglianza, coordinata a livello nazionale ed europeo, non si è mai fermata, perché il coleottero si è dimostrato difficilissimo da eradicare. Il caso di Gaeta conferma quanto sia importante il monitoraggio costante degli apiari e il rispetto delle regole sulla movimentazione: la prima difesa delle api, oggi, passa dalla prevenzione e dalla tempestività delle segnalazioni.
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