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Eclissi di Sole del 12 agosto 2026: cosa si vedrà dall'Italia
Per la prima volta dal 1999 un'eclissi totale tornerà visibile in Europa. In Italia sarà parziale, ma al Nord-Ovest e in Sardegna coprirà fino al 97% del Sole al tramonto.

Segnatevi la data: mercoledì 12 agosto 2026. Quel giorno, per la prima volta dal 1999, una eclissi totale di Sole tornerà a essere visibile dall'Europa continentale. La fascia di totalità sfiorerà Groenlandia, Islanda e Spagna settentrionale, ma anche dall'Italia lo spettacolo non mancherà: il nostro Paese vedrà un'eclissi parziale che al Nord-Ovest e in Sardegna coprirà quasi interamente il disco solare, proprio mentre il Sole tramonta all'orizzonte. È l'evento astronomico più atteso dell'estate, e già a giugno se ne parla in tutta Italia.
Cosa succede il 12 agosto 2026
Un'eclissi solare avviene quando la Luna si interpone tra la Terra e il Sole, proiettando la propria ombra sul nostro pianeta. Il 12 agosto la fascia della totalità – quella in cui il Sole sarà coperto del tutto e comparirà la corona – attraverserà l'estremo nord del mondo per poi calare sulla Spagna settentrionale al tramonto. Come ricorda l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), sarà la prima eclissi totale osservabile dal suolo europeo dopo quella dell'11 agosto 1999.
Dall'Italia: un'eclissi parziale al tramonto
Nessuna località italiana rientra nella fascia di totalità, ma la percentuale di disco solare coperto sarà comunque notevole, soprattutto al Nord-Ovest e in Sardegna. Secondo i dati raccolti nella scheda dell'eclissi su Wikipedia e dalle effemeridi astronomiche, a Torino il Sole sarà oscurato per circa il 93%, nei pressi di Ventimiglia si arriva a quasi il 95%, e nel Parco Nazionale dell'Asinara, in Sardegna, la copertura tocca il valore massimo per l'Italia, intorno al 97%. Scendendo verso sud-est le percentuali calano fino al 15-25%.
C'è però una complicazione: si tratta di una cosiddetta eclissi al tramonto. Al momento del massimo il Sole sarà bassissimo sull'orizzonte, in alcune zone a pochi gradi di altezza. Per osservarla servirà quindi una postazione con vista libera verso ovest-nordovest, senza palazzi, colline o alberi a fare da ostacolo. Le coste e i rilievi affacciati sul mare occidentale saranno i punti privilegiati.
Anche con il disco coperto in buona parte, dall'Italia non si vivrà il buio totale: la differenza tra un'eclissi parziale al 95% e una totale è enorme, perché basta un sottile filo di fotosfera per illuminare il cielo quasi come in pieno giorno. Si noteranno però effetti curiosi: una luce più "metallica" e contrastata, ombre dai bordi insolitamente netti e, sotto gli alberi, decine di piccole falci di luce proiettate al suolo dagli spazi tra le foglie, che funzionano come tanti fori stenopeici naturali.
Perché un'eclissi totale è così rara da noi
Le eclissi solari non sono eventi rarissimi in assoluto – ne avvengono due o più ogni anno in qualche punto del globo – ma la fascia di totalità è una striscia larga appena un centinaio di chilometri che attraversa una porzione minima della superficie terrestre. Per questo, da un singolo luogo, un'eclissi totale è un evento che capita in media una volta ogni qualche secolo. L'Italia, in particolare, non vede una totalità sul proprio territorio da decenni e dovrà attendere ancora a lungo: ecco perché anche un'eclissi "solo" parziale, ma molto profonda come quella del 2026, merita di essere osservata. La meccanica precisa di questi allineamenti è descritta in dettaglio dalle pagine divulgative della testata dell'INAF, Media INAF.
Mai guardare il Sole senza protezione
È il punto più importante. Osservare il Sole a occhio nudo, o peggio con binocoli, cannocchiali o lo smartphone senza filtri, può causare danni permanenti alla retina, anche quando il disco è coperto per oltre il 90%. Gli occhiali da sole comuni non bastano. Servono filtri solari certificati secondo la norma ISO 12312-2 (i cosiddetti "occhialini da eclissi") oppure strumenti dotati di filtro solare professionale. Un'alternativa sicura e gratuita è la proiezione: un piccolo foro praticato in un cartoncino proietta l'immagine del Sole su una superficie, permettendo di seguire l'eclissi indirettamente. Le indicazioni dettagliate sono pubblicate dalle agenzie spaziali e dalle associazioni di astrofili, come spiega anche la NASA nella sua guida alla sicurezza durante le eclissi.
Non sarà l'unica: la grande eclissi del 2027
L'appuntamento del 2026 è un'ottima occasione per allenarsi, perché meno di un anno dopo arriverà un evento ancora più spettacolare. Il 2 agosto 2027 una eclissi totale, tra le più lunghe del secolo, attraverserà la Spagna meridionale e il Nord Africa: dall'Italia sarà di nuovo parziale, ma con il Sole alto nel cielo e percentuali di copertura elevate soprattutto al Sud. Chi vuole vivere la totalità vera e propria, con il buio improvviso, il calo di temperatura e la comparsa delle stelle in pieno giorno, può iniziare fin d'ora a pianificare un viaggio.
Una curiosità per gli appassionati: la notte del 12 agosto è anche quella tradizionalmente associata al picco delle Perseidi, le celebri "stelle cadenti" di San Lorenzo. Dopo aver salutato il Sole al tramonto, insomma, basterà alzare lo sguardo dopo il buio per continuare lo spettacolo. Il 2026 e il 2027 si annunciano due estati da ricordare per chi ama il cielo, e l'Italia – pur ai margini della totalità – avrà comunque il suo posto in prima fila.
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