Curiosando si impararivista di curiosità

Animali

Pipistrelli vampiro: l'altruismo reciproco che salva la vita

di Andrea Bertolotti··5 min di lettura
Primo piano di un pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus) con il muso corto e gli incisivi affilati
Primo piano di un pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus) con il muso corto e gli incisivi affilati

I pipistrelli vampiro sono protagonisti di una delle storie piu sorprendenti di altruismo reciproco del regno animale. Il pipistrello vampiro comune (Desmodus rotundus), diffuso dall'America centrale al Sud America, si nutre esclusivamente di sangue e, quando un compagno torna al rifugio a stomaco vuoto, un altro individuo del gruppo gli rigurgita parte del proprio pasto. Lo fa anche con esemplari non imparentati. Questo comportamento, studiato sul campo da oltre quarant'anni, ha trasformato un animale temuto in un modello di riferimento per l'etologia e per la biologia della cooperazione.

Vivere solo di sangue: una scommessa rischiosa

Il pipistrello vampiro comune e tra i pochissimi mammiferi al mondo a praticare l'ematofagia, cioe a nutrirsi unicamente di sangue. E un regime alimentare estremo: il sangue e ricco di proteine ma povero di riserve energetiche immagazzinabili, e questo rende l'animale straordinariamente vulnerabile alla fame. Un pipistrello vampiro che non riesce a trovare un pasto rischia di morire dopo appena due o tre notti di digiuno, come ricorda anche la voce di Wikipedia dedicata al pipistrello vampiro.

Trovare ogni notte un animale a sangue caldo da cui prelevare un sorso non e affatto garantito. Le ricerche sul campo stimano che, in una popolazione selvatica, una quota significativa di adulti torni regolarmente al rifugio senza essere riuscita a nutrirsi. Proprio questa precarieta spiega perche la condivisione del cibo abbia un valore enorme: ricevere un rigurgito di sangue puo voler dire la differenza tra sopravvivere e morire. Ed e qui che entra in gioco l'altruismo.

Lo studio storico di Wilkinson (1984)

Il primo a documentare in modo rigoroso questo fenomeno fu il biologo Gerald Wilkinson, che nel 1984 pubblico sulla rivista Nature l'articolo "Reciprocal food sharing in the vampire bat" (Nature, vol. 308, pp. 181-184). Osservando colonie selvatiche in Costa Rica e conducendo esperimenti su esemplari in cattivita, Wilkinson dimostro che la condivisione del sangue dipende sia dal grado di parentela sia dalla possibilita di ricambiare il favore in futuro.

Il dato piu rivoluzionario fu proprio quest'ultimo: i pipistrelli non aiutavano soltanto i parenti stretti. In cattivita, individui geneticamente non imparentati si scambiavano sangue a vicenda, premiando chi in passato si era mostrato generoso. Era uno dei primi casi chiaramente documentati di reciprocita in natura e divenne ben presto un esempio da manuale dell'altruismo reciproco, citato in innumerevoli testi di biologia evolutiva.

Carter: amicizie, fiducia e "alzare la posta"

A partire dagli anni 2010, il biologo comportamentale Gerald Carter (formatosi alla Ohio State University, ricercatore associato dello Smithsonian Tropical Research Institute e oggi alla Princeton University) ha ripreso e approfondito il filone di Wilkinson. In uno studio condotto con lo stesso Wilkinson e pubblicato nei Proceedings of the Royal Society B nel 2013, intitolato "Food sharing in vampire bats: reciprocal help predicts donations more than relatedness or harassment", i ricercatori fecero digiunare a turno 20 pipistrelli nell'arco di due anni e osservarono la condivisione in 48 giornate.

Il risultato fu netto: la quantita di sangue ricevuta in passato da un compagno era il miglior predittore di quanto un pipistrello fosse disposto a donargli, risultando circa 8,5 volte piu importante della parentela. Erano inoltre piu spesso i donatori a iniziare la condivisione, smentendo l'ipotesi che si trattasse di una resa al "ricatto" dei compagni affamati.

Tra i pipistrelli vampiro, la fiducia si costruisce un gesto alla volta: prima la pulizia reciproca del pelo, poi, solo dopo, la condivisione del cibo.

Carter ha mostrato che questi legami nascono e crescono nel tempo, un po' come le amicizie umane. Mettendo a contatto esemplari estranei provenienti da colonie diverse, ha osservato che i pipistrelli iniziano con il grooming, cioe la pulizia del pelo a vicenda, comportamento a basso costo. Solo quando questa relazione si consolida si passa alla condivisione del cibo, molto piu impegnativa. E la dinamica del "raising the stakes", l'alzare progressivamente la posta della fiducia, descritta nello studio del 2020 ripreso da ScienceDaily.

Pipistrello vampiro comune appeso, fotografato in ambiente naturale lungo il Rio Negro
Un pipistrello vampiro nel suo ambiente naturale. Foto: Scottish wildlife, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0).

Dal laboratorio alla foresta

Una domanda restava aperta: queste amicizie da laboratorio sopravvivono nella vita reale? Nel 2019, Carter e il collega Simon Ripperger, in una ricerca raccontata dallo Smithsonian Tropical Research Institute, hanno applicato ai pipistrelli minuscoli sensori di prossimita piu leggeri di una monetina, capaci di registrare i contatti tra individui ogni pochi secondi. Riportando in un albero cavo in Panama esemplari che avevano stretto legami in cattivita, hanno scoperto che le relazioni di fiducia persistevano anche allo stato selvatico. Lo studio successivo, pubblicato su PLOS Biology nel 2021, ha mostrato che le coppie piu affiatate si ritrovano persino durante la caccia notturna, lontano dal rifugio.

Un naso che "vede" il calore

L'altruismo non e l'unica meraviglia di questi animali. Per individuare i punti del corpo della preda dove il sangue scorre piu vicino alla pelle, il pipistrello vampiro dispone di un vero e proprio rilevatore di calore: speciali fossette sensoriali attorno al naso, dotate di termocettori sensibili all'infrarosso. A livello molecolare, questa capacita deriva da una versione modificata del canale ionico TRPV1, la cui soglia di attivazione termica e abbassata a circa 30 gradi Celsius, permettendo all'animale di percepire il calore corporeo della preda. E un raffinato sistema di "visione termica" biologica, paragonabile a quello dei serpenti a fossette.

Anche la saliva del pipistrello vampiro e un piccolo prodigio: contiene potenti anticoagulanti che impediscono al sangue di coagulare durante il pasto. Da uno di questi composti i ricercatori hanno sviluppato il desmoteplase, un farmaco sperimentato per sciogliere i coaguli nei pazienti colpiti da ictus.

Ruolo ecologico e miti da sfatare

Nonostante la fama sinistra alimentata dalla letteratura gotica, i pipistrelli vampiro non aggrediscono gli esseri umani per dissanguarli: praticano piccole incisioni e leccano poche gocce di sangue, di norma da bestiame e altri animali, senza ucciderli. Sono parte integrante degli ecosistemi tropicali e, come tutti i pipistrelli, contribuiscono agli equilibri della fauna locale. Il vero problema sanitario non e il "vampirismo" ma la possibile trasmissione della rabbia al bestiame, gestibile con la vaccinazione degli animali da allevamento.

La loro storia ci insegna che la cooperazione non e un'esclusiva degli esseri umani. In un animale che vive a poche notti dalla morte per fame, condividere il proprio pasto con un amico, anche estraneo, e una strategia di sopravvivenza tanto sofisticata quanto sorprendentemente "umana". Per approfondire, l'Enciclopedia Britannica offre una panoramica completa sulla biologia di queste creature.

Una buona curiosità ogni mattina

Iscriviti gratuitamente: niente spam, solo articoli scelti.

Iscrivendoti accetti la privacy policy. Puoi disiscriverti in ogni momento.


Da scoprire

Continua a leggere

Altre storie che ti potrebbero piacere, scelte per te